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Il ciclista varesino si conferma campione del mondo nella cronometro a Baie-Comeau (Can) e leader indiscusso della specialità. Oggi al via anche nella prova su strada.
Dai Mondiali di Bogogno 2009 a quelli di Baie-Comeau 2010, la storia non cambia. Fabrizio Macchi è di nuovo campione del mondo nella prova a cronometro. Più veloce del tempo e più forte, ancora una volta, degli avversari, sull’impegnativo percorso canadese di 22,4 km e con una media di 37,9 km/h, Macchi ieri sera si è messo alle spalle con un distacco di ben 24.71” il francese bicampione olimpico Laurent Thirionet e il ceco Michal Stark, staccato di 1'07"11. Per il ciclista varesino, classe 1970, questo è il secondo titolo iridato consecutivo, che si aggiunge ai 4 argenti e ai 4 bronzi mondiali, al bronzo olimpico, ai 3 argenti e 3 bronzi europei e ai 25 titoli italiani. Inutile dire che questa vittoria consacra il ciclista della U.C. Trevigiani Dynamon Bottoli leader indiscusso della specialità.
Le sue dichiarazioni a caldo appaiono quasi in tempo reale sul suo profilo di facebook, dove il primo pensiero è teneramente rivolto alla moglie Patrizia a casa che a breve gli darà alla luce il secondogenito : “Campione del Mondo! Sono troppo felice. Questa maglia e' della misura giusta per il futuro nascituro. Grazie Patty per quello che ogni giorno fai per me!”
E poco dopo, appaiono anche i ringraziamenti ai compagni di squadra, allo staff e a tutti coloro che ogni giorno corrono con il cuore accanto a lui: “Un grandissimo grazie a tutto lo staff della nazionale che ha lavorato sodo per far sì che il mio sogno e quello dei miei compagni si avverasse. Grazie anche a tutti voi ragazzi e forza per le prossime gare. Un pensiero al mio compagno di camera. Grazie Vecio, sai quanto conti per me.”
Dopo aver sconfitto il tumore e aver superato la sofferenza per la perdita di un arto, Fabrizio realizza l’ennesima impresa della vita e vede sempre più vicina l'Olimpiade di Londra 2012 e il sogno di mettersi al collo la medaglia più importante della carriera. Quest’oggi, però, nel frattempo c’è la prova su strada: una specialità a lui non troppo congeniale, ma che lo scorso anno per poco non gli regalava un’altra medaglia. La sorte, infatti, a Bogogno ha voluto che al fenicottero di Bobbiate si spezzasse la catena proprio all’ultimo giro. Ma quest’anno, con la forma strepitosa che si ritrova, e se ieri sera non ha esagerato con i festeggiamenti per l’oro nella cronometro, nessun altro traguardo potrebbe essere precluso. |