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Si è riunito il 7 giugno scorso a Matera, splendidamente organizzato dal Gruppo Lucano Giornalisti Sportivi “Augusto Viggiani”, il Consiglio Direttivo Nazionale USSI. Ecco Ordine del Giorno e Verbale.
Ordine del Giorno:
l) Approvazione Verbale del Consiglio Direttivo Nazionale del 29/11/2010
2) Comunicazioni del Presidente
3) Campionato di calcio 2011
4) Approvazione nuovo Statuto da sottoporre all’Assemblea straordinaria
5) Approvazione Bilancio Consuntivo 2010
6) Varie ed eventuali
Presenti al Consiglio: il presidente Luigi Ferrajolo (Lazio), i vicepresidenti Alberto Bortolotti (Emilia Romagna) e Franco Vannini (Toscana) il segretario generale Fiammetta Scimonelli (Lazio), il vicesegretario generale Giuseppe Occhioni (Umbria); i consiglieri Riccardo Bianchi (Lombardia) Gian Luigi Corti (Liguria), Antonio Fatica (Molise), Paolo Gentilotti (Emilia Romagna), Roberto Gueli (Sicilia), Salvatore Lo Presti (Piemonte), Vito Marino (Puglia), Luca Miani (Veneto), Luca Pozza (Veneto), Nuccio Schillirò (Sicilia), Margherita Agata (Basilicata), Giuseppe Cacace (Lombardia), Carlo Giannoni (Campania), Mario Sustersic (Friuli-Venezia Giulia); il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti Domenico Marcozzi (Abruzzo); il coordinatore della Conferenza dei Presidenti regionali Franco Morabito (Toscana); i presidenti dei Gruppi regionali: Sandro Bocchio (Piemonte), Andrea Carloni (Marche), Mauro Carafa (Molise), Diego Decarli (Trentino Alto Adige), Sergio Di Sciascio (Abruzzo), Andrea Frigo (Sardegna), Remo Gasperini (Umbria), Antonio Guido (Puglia), Antonio Massaro (Basilicata), Pietro Micoli (Friuli-Venezia Giulia), Gabriele Tacchini (Lombardia); e in rappresentanza dei Presidenti di Sicilia e di Emilia Romagna rispettivamente Gaetano Rizzo e Carlo Orzesko. Assenti giusticati: il vicepresidente vicario Gianfranco Coppola (Campania), il vicepresidente Mimma Caligaris (Piemonte); i consiglieri Antonio De Leonardis (Abruzzo), Carlo Alberto Melis (Sardegna), Fabio Nicolò (Calabria), Simone Nozzoli (Toscana), Eugenio Marino (Calabria), Vinicio Serra (Sardegna); i revisori dei Conti Alberto Pagliari (Lazio) e Giuseppe Viscardi (Liguria); i presidenti dei Gruppi Michele Corti (Liguria), Tonio Licordari (Calabria), Alberto Nuvolari (Veneto), Jacopo Volpi (Lazio), Fulvio Assanti ( Val d’Aosta) e Mario Zaccaria (Campania).
In apertura di seduta Ferrajolo, ringraziando il Gruppo lucano per l’ospitalità, dà la parola al presidente del Gruppo stesso Antonio Massaro, che rivolge il suo saluto ai convenuti, sottolineando il lavoro compiuto con il consigliere Margherita Agata per organizzare il Consiglio. Mette in rilievo come, dopo una decina d’anni quando a Ripetto stazione sciistica vicina a Potenza si tenne un Consiglio direttivo USSI, la Basilicata ospiti nuovamente i lavori. Si sofferma sulle bellezze della Regione, che non sono solo Matera e Potenza, ma si estendono a Maratea, a Metaponto, ai laghi di Monticchio e ad altre località meno note ma altrettanto affascinanti. Il fiore all’occhiello rimane Matera, riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità: ed è per farvi conoscere questo scenario mozzafiato che si è organizzata per domani mattina una visita guidata ai Sassi. Tuttavia non è solo capitale della cultura, ma anche capitale del calcio giovanile internazionale. Infatti dal 10 al 18 giugno si svolgerà la 15^ edizione del Torneo Internazionale Gaetano Scirea al quale partecipano Società italiane e straniere.
Massaro dà quindi la parola all’Assessore della Provincia di Matera Salvatore Auretta, che ringrazia i convenuti per la loro presenza, spiegando il senso della politica dell’accoglienza portata avanti nel territorio. Vengono promosse le attività istituzionali, sociali e culturali per fare in modo che Matera possa essere pronta quando verrà scelta la città della cultura 2019. Oltre a curare particolarmente il turismo vengono addestrati i giovani, che vengono chiamati “angeli dell’ospitalità”, affinchè siano preparati giorno dopo giorno ad accogliere personalità e turisti, sia normali che disabili, interessati a visitare la città di Matera.
Ferrajolo inizia quindi i lavori del Consiglio.
Mette ai voti il verbale della riunione del 29 novembre 2010 a Roma, che viene approvato all’unanimità.
Si sofferma sui motivi che hanno impedito di portare avanti l’organizzazione del Congresso dell’AIPS del 2012 a Roma.
Riferisce dei contatti avuti con il direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli e con il responsabile dell’Ufficio Stampa Gaia Simonetti per riuscire ad ottenere un accordo simile a quello instaurato con la Lega di serie A. Ghirelli ha anche assicurato che venti minuti prima delle partite le formazioni delle gare in programma potranno essere lette sul sito della Lega Pro.
Ferrajolo, tuttavia, ribadisce l’importanza che i Gruppi coltivino rapporti costanti con le Società locali, indicando un responsabile dell’USSI.
Comunica anche di avere un incontro prossimamente con il presidente della Lega di serie B Andrea Abodi, che ha già comunicato telefonicamente la disponibilità della Lega stessa di aprire un dialogo fattivo con l’USSI.
Interviene Corti, ventilando la possibilità di ottenere anche dalla Lega Pro un accordo simile a quello in atto con la Lega Dilettanti. Rispondono Pozza (problema dei tornelli), Vannini (scarsa disponibilità dei posti ) Gasperini, Rizzo.
Ferrajolo riferisce sulla proposta di collaborazione della Barclays, che offre delle condizioni vantaggiose agli iscritti USSI, come l’interesse del 3 per 100 il primo anno e 2 per cento per l’anno successivo. Tale proposta verrà pubblicata sul sito in modo che tutti i soci possano leggerla e valutarla. Sull’argomento intervengono Corti (che sottolinea l’importanza che la Barclays abbia scoperto l’USSI e suggerisce che siano le sedi bancarie ad attivare un sistema di informazione fermo restando che non ci sia l’esclusiva), Occhioni (che ventila la possibilità di avere una sponsorizzazione), Morabito, Vannini, Pozza, Bianchi, Vito Marino.
Il Consiglio prende atto della proposta della Barclays.
Ferrajolo affronta poi il problema degli sponsors. Attualmente l’USSI usufruisce del contributo annuale di 29.000 euro da parte del CONI e di quello di 8.000 da parte dell’Istituto per il Credito Sportivo, accordo quest’ultimo che scade con l’anno in corso. Le risorse sono poche: se ne è discusso in Comitato di presidenza, anche con toni accesi, soprattutto perché Morabito ritiene che per avere sponsorizzazioni è necessario impostare un programma di iniziative da offrire. E’ chiaro che con questa disponibilità sarà impossibile fare il Torneo di calcio.
Il Consiglio condivide la forzata rinuncia del Presidente ad organizzare il IV Torneo di calcio Trofeo Alberto D’Aguanno per l’anno 2011.
Riferisce di avere avuto contatti con Bellati, suggerito dall’ufficio marketing del CONI, e con Carnevali della Master Group.
Interviene Corti, per ricordare che Carnevali in passato non ha mai dato nulla all’USSI. Risponde Guido, sottolineando che Carnevali, adesso, è diventato una potenza e che organizza molti eventi.
Ferrajolo propone , accogliendo l’dea di Franco Morabito, di fare entro luglio un incontro con i fotografi a Roma ed a settembre, a Firenze, un Convegno sul giornalismo digitale. A tale proposito invita i Gruppi a dare un contributo di idee all’USSI nazionale.
Dà la parola a Scimonelli che riferisce sull’accordo fatto dal CONI con la Fiera di Rimini per la partecipazione allo “Sport Show” che offre alle Federazioni, agli Enti di Promozione, alle Associazioni benemerite, la possibilità di usufruire, gratuitamente, di uno spazio fieristico in occasione della rassegna che si svolgerà dal venerdì 9 alla domenica 11 settembre 2011. Si tratta solo di pensare cosa inserire nello spazio stesso.
Interviene Bortolotti, sottolineando che Rimini è una realtà fieristica molto interessante, ma mettendo anche in rilievo che noi possiamo parteciparvi facendo il nostro mestiere – cioè organizzando dibattiti, ecc. – e non limitandoci al fatto puramente espositivo.
Interviene Miani, sottolineando l’occasione di poter creare un format permanente da utilizzare in altre occasioni. Anche Guido si dichiara favorevole all’iniziativa, pensando anche di poter fare qualcosa di simile anche a Bari. Si dice d’accordo anche Gasperini, suggerendo di portare un personaggio che attiri l’attenzione. Corti mette in rilievo l’importanza di partecipare soprattutto se sono presenti le altre Associazioni benemerite: nell’occasione si potrebbe organizzare, per esempio, la riunione dei fotografi. Bianchi, ritiene possibile trovare sponsor attraverso l’organizzazione.
Orzezko riflette sulla ricerca degli obiettivi. Tacchini si preoccupa dei possibili impegni economici per l’organizzazione. Morabito sottolinea le funzioni dell’USSI, che non deve vendere niente, ma che deve concordare con il CONI il tema da trattare.
Ferrajolo si dichiara d’accordo sull’organizzazione di un Convegno o di una tavola rotonda, ma anche sulla possibilità di fornire informazioni sull’attività dell’USSI attraverso foto di giornalisti famosi, elenchi dei Gruppi, o qualunque altra idea che possa venire fuori. Morabito ribadisce che lo stand non serve a farci conoscere, se non si fa un progetto preciso di un dibattito o quant’altro illustri la nostra funzione.
Vannini è d’accordo con Morabito. Carloni invece è favorevole alla partecipazione anche perché potrebbe essere utile, in un momento di difficoltà economica, stabilire dei contatti nuovi, attraverso la pubblicizzazione della nostra attività. Al dibattito si uniscono anche Di Sciascio, Gueli, Frigo, Bortolotti, Bocchio, Lo Presti che si dichiarano favorevoli all’iniziativa purchè si conoscano meglio i dettagli operativi.
La riunione dei fotografi, il Convegno sul giornalismo digitale e la partecipazione, con la riserva di conoscere meglio le modalità in modo che collimino con la nostra attività, allo “Sport show” di Rimini,vengono approvate dal Consiglio.
BILANCIO CONSUNTIVO 2010
Il Presidente illustra la relazione al Bilancio Consuntivo 2010, spiegando che l’esercizio terminato il 31 dicembre 2010 si chiude con un disavanzo di gestione pari a 3.822,61 euro che andrà a decrementare il patrimonio dell’USSI portandolo da 22.296,88 euro a 18.474,27 euro. Il disavanzo di gestione appare imputabile principalmente alla totale mancanza di entrate derivanti da contributi dei Partners che, nonostante una politica di forte contenimento dei costi, non ha consentito di chiudere in attivo la gestione 2010.
Il Presidente del Collegio dei Revisori Domenico Marcozzi, dopo aver rivolto il saluto dei componenti del Collegio Alberto Pagliari e Giuseppe Viscardi, assenti per motivi familiari, legge il verbale steso dal Collegio in sede di esame del Bilancio consuntivo 2010.
“Anche l’esercizio 2010, nonostante le diverse premesse, si chiude con una perdita d’esercizio pari ad euro 3.822,61. La perdita appare originata dalla completa mancanza di introiti da sponsorizzazioni, Nonostante i continui richiami di questo Collegio e l’impegno del Consiglio Direttivo, si prende atto che la mancanza delle suddette sponsorizzazioni rischia di inibire in toto l’attività nei confronti degli associati. Le risultanze contabili risultano corrette da un punto di vista formale e sostanziale e pertanto il Collegio non ha effettuato rilievi in merito ed approva il Bilancio Consuntivo del 2010”
Marcozzi legge anche il verbale del Collegio steso in sede di esame della documentazione contabile relativa al 1° trimestre del 2011 che rivela “la perfetta corrispondenza fra le registrazioni contabili e la relativa documentazione”.
Messo ai voti, il Bilancio Consuntivo 2010 viene approvato all’unanimità.
NUOVO STATUTO
Il Presidente dà la parola a Gian Luigi Corti che ha provveduto con gli altri componenti della Commissione Statuto Carmelo Alfonso, Pasquale Pisciotta e Gianfranco Tobia a stendere il nuovo testo, approvato dal Comitato di presidenza con il solo voto negativo di Vannini e successivamente sottoposto sia alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana sia al CONI. Dalla prima sono pervenute alcune osservazioni, in parte recepite dalla Commissione, mentre dal CONI non è arrivato nessun commento nonostante le numerose sollecitazioni inoltrate.
Scimonelli ricorda di avere inviato a tutti i consiglieri e ai presidenti regionali copia del nuovo testo, chiedendo di inoltrare le eventuali osservazioni, ma di avere avuto risposta di accettazione solo dalla Sardegna, dal Lazio, dalla Campania, dall’Umbria ed alcune richieste di precisazione dal Friuli-Venezia Giulia.
Morabito interviene precisando che le risposte devono essere date a voce, in confronto diretto, e non per iscritto.
Corti si sofferma sui punti fondamentali che modificano il nuovo testo rispetto al vecchio: si tratta della riduzione dei consiglieri a 14 professionali e 6 collaboratori , pur rispettando sempre la copertura nazionale e confidando che i Gruppi scelgano le persone migliori e che abbiano voglia di lavorare; dell’abolizione dell’incompatibilità delle cariche per i consiglieri ad eccezione del Presidente; della sola presenza del Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti alle riunioni del Consiglio Direttivo: i presidenti regionali si riuniranno invece due volte all’anno per presentare le loro istanze, che verranno poi portate al Comitato di presidenza e al Consiglio direttivo dal Presidente della Conferenza; inoltre viene allargata la composizione del Comitato di presidenza al segretario e al vicesegretario generale, con la partecipazione, a titolo consultivo, del Presidente della Conferenza dei Presidenti. Risponde alle osservazioni del Friuli, spiegando l’inutilità di specificare l’iscrizione all’Associazione europea perché l’iscrizione all’AIPS comprende tutte le iscrizioni continentali. Per quanto riguarda il segretario generale, non è stato specificato di proposito che debba essere un professionale anche se potrà continuare di fatto la norma fin qui rispettata.
Interviene Carloni plaudendo al lavoro della Commissione e chiedendo che venga modificata l’ultima riga dell’art. 19, sostituendo la parola “entrata” con “iniziativa”.
Discutono sull’argomento Guido, Vannini, Morabito, Sustersich, Bortolotti confermando il termine usato dalla Commissione.
Morabito chiede che venga eliminata dall’art. 1 la frase “Essa aderisce all’AIPS”, perché è compito del Consiglio decidere volta per volta se aderire o no, ma non deve essere una norma statutaria.
Vannini chiede spiegazioni sull’abolizione dell’incompatibilità. E, come già dichiarato in Comitato di presidenza, afferma che l’incompatibilità deve essere lasciata, perché con la nuova norma l’USSI si ridurrebbe a venti persone che fanno ciò che vogliono e soprattutto verrebbero a mancare i criteri fondamentali dei pesi e contrappesi. Se, per esempio, un Gruppo viene commissariato e il presidente è consigliere USSI, che succede, si auto commissaria? Corti risponde che nel caso, il consigliere esce dal Consiglio, viene commissariato da presidente del Gruppo, ma non da consigliere. Vannini replica che gli sembra illogico. Sottolinea ancora che sia inaccettabile avere un’USSI che operi contemporaneamente al centro e in periferia. La doppia identità non deve esistere. Ciascuno deve rimanere nel proprio ruolo.
Vannini si dichiara in disaccordo anche sull’abolizione dei Gruppi interregionali e Corti risponde che è una disposizione precisa della Federazione Nazionale della Stampa. Corti inoltre afferma che, pur rispettando l’opinione di Vannini sull’accumulo delle cariche, sottolinea che l’USSI, non essendo una grande industria come la Montedison o l’ONU o altre, deve avere la dignità di guardarsi dentro: ci sono dei Gruppi che funzionano per il lavoro di una persona sola e non è giusto vietare a tale persona di entrare nel Consiglio nazionale.
Interviene Guido, illustrando il suo caso personale e Vannini specifica che la norma dell’incompatibilità è stata chiesta dal CONI.
Tacchini suggerisce di conservare l’incompatibilità almeno per i presidenti dei Gruppi regionali.
Micoli si oppone alla norma che non considera più la presenza dei presidenti regionali al Consiglio, ritenendo ingiustificabile che sia presente solo il consigliere eletto. Ribatte Morabito obiettando che il Gruppo deve fidarsi della persona che ha scelto come proprio rappresentante al Consiglio.
Di Sciascio contesta che partecipi al Consiglio il Presidente della Conferenza
dei Presidenti con diritto di voto.
De Carli, riferendosi alla realtà del Trentino Alto Adige, che certamente non può avere un consigliere e un presidente presenti in Consiglio nazionale, trova giusto che al presidente del Gruppo sia concessa la possibilità di diventare consigliere.
Gasperini risponde a Di Sciascio che è stato chiesto proprio dai Presidenti regionali di essere rappresentati in Consiglio dal Presidente della Conferenza dei Presidenti. Inoltre il nuovo Statuto prevede, qualora si presentino le particolari condizioni locali, di portare in Consiglio anche i presidenti regionali.
Guido contesta Di Sciascio confermando che sono stati proprio i presidenti regionali a chiedere un rappresentante in Consiglio nella persona del Presidente della Conferenza e non si capisce perché non debba avere diritto di voto.
Morabito riflette sull’incompatibilità, ritenendo che sia stata tolta formalmente, ma non di fatto e suggerisce che rimanga solo per i presidenti dei Gruppi. Bortolotti si oppone e si oppone anche Carloni.
Corti mette in rilievo che se lo Statuto non si approva oggi sarà quasi impossibile arrivare alle elezioni del 2013 con il nuovo Statuto. Carloni inoltre prevede che il prossimo Congresso Nazionale avrà enormi difficoltà per scegliere i consiglieri e le Regioni più piccole potranno non essere più rappresentate.
Morabito dichiara che non c’è motivo che tutte le Regioni siano rappresentate in Consiglio. Non è la giacca di consigliere nazionale che ci fa lavorare. I presidenti eleggeranno la persona che deve rappresentarli in Consiglio. Quindi i presidenti regionali devono conservare l’incompatibilità.
Bianchi e Guido condividono il pensiero di Morabito.
Viene comunque accolta la proposta di modifica del comma 6 dell’art. 10, che dovrà recitare così:” Il Consiglio direttivo può essere convocato dal Presidente neoeletto dopo la conclusione del Congresso elettivo. Nella prima riunione successiva tutti i membri del Consiglio eleggeranno, nel loro interno, a maggioranza e con voto segreto, due vicepresidenti fra i giornalisti professionali (di cui uno assumerà le funzioni di vicepresidente vicario) ed un vice presidente fra i giornalisti collaboratori, il segretario generale e il vicesegretario generale”
Micoli chiede di eliminare le riunioni della Conferenza dei Presidenti, ma di conservare la presenza dei Presidenti in Consiglio.
Corti sollecita le operazioni di voto sottolineando che gli interventi sono venuti in buona parte dai presidenti regionali. Riassume le richieste di Morabito – lasciare l’incompatibilità ai soli presidenti regionali – e di Micoli – eliminare la Conferenza dei Presidenti e inserire nello Statuto l’obbligatorietà di presenza dei presidenti in Consiglio Nazionale. La proposta di Micoli viene respinta.
Ferrajolo dichiara che se non si trova l’accordo e c’è l’esigenza di modificare lo Statuto, si modificherà, chiedendo anche a Corti di far conoscere alla Commissione gli elementi emersi.
Interviene Gasperini spiegando quello che ha fatto l’Umbria per far conoscere a tutti i soci lo Statuto, sapendo che in questa sede si sarebbe dovuto approvare. Nessuno ha fatto obiezioni e per l’Umbria il nuovo Statuto va bene come è.
Morabito ribadisce che le osservazioni non si possono fare via mail, ma devono scaturire dal dibattito, in base al quale ciascuno può cambiare idea.
Gasperini sostiene che se oggi, in Consiglio, si fanno mille osservazioni l’Assemblea non lo approverà mai.
Guido propone di inserire le quote rosa.
Ferrajolo mette ai voti la proposta di Morabito di mantenere l’incompatibilità per i Presidenti dei Gruppi. Obietta Carloni che il nuovo Statuto deve essere votato integralmente.
Bortolotti chiama i consiglieri ad esprimere il loro giudizio sullo Statuto- nella sua globalità- e ciascuno esprime il suo voto, Le risultanze sono 9 voti contrari,7 favorevoli, 2 non partecipanti, 1 astenuto. Pertanto la bozza di Statuto- già votata positivamente in Comitato di presidenza con il solo voto contrario di Vannini, viene respinta.
Corti si dimette dalla Commissione.
Guido chiede perché la Commissione ha avuto il potere di modificare lo Statuto. Ferrajolo ricorda che è stata nominata dal Consiglio Direttivo Nazionale ; invita i convenuti a moderare i toni e ringrazia la Commissione Statuto per il difficile lavoro compiuto. |