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IL RICORDO DI EDOARDO MANGIAROTTI A 10 ANNI DALLA MORTE

IL RICORDO DI EDOARDO MANGIAROTTI A 10 ANNI DALLA MORTE

Milano – Dieci anni fa, il 25 maggio 2012, si spegneva Edoardo Mangiarotti, lo sportivo italiano più decorato di tutti i tempi: 13 medaglie olimpiche (6 ori, 5 argenti, 2 bronzi) e 26 iridate (13 ori, 8 argenti e 5 bronzi). Oggi, passato un decennio, il mondo dello sport onora ancora il suo ricordo per la sua storia, i successi, e l’esempio che è stato e che sarà per le future generazioni.
Sabato 28 maggio, presso la sede del CONI Lombardia in via Piranesi, interverranno – in un evento organizzato dal Comitato Provinciale ANSMeS – atleti, allievi, giornalisti e dirigenti che hanno “incrociato” in pedana o nella vita il grande schermidore e uomo di sport.
Nella scuola di scherma di Milano che porta il suo nome, diretta dalla figlia Carola, sono oltre 300 gli atleti che ogni stagione hanno il compito di mantenere vivo il suo ricordo sulle pedane d’Italia e del mondo (https://www.facebook.com/Mangiarottischerma/).
Edoardo Mangiarotti è stato il punto più alto di una Scuola, quella fondata dal padre Giuseppe, che da oltre un secolo onora la scherma e lo sport italiano.Tra i vari primati della sua lunga carriera,  ha vissuto ben 17 edizioni estive dei Giochi Olimpici. Nella prima, a soli 17 anni nel 1936 a Berlino, vince già un oro a squadre; quindi, ne disputa altre 4 da atleta (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956 e Roma 1960), ancora 5 come dirigente sportivo e giornalista della Gazzetta dello Sport e per le successive come invitato d’onore dal CIO. È stato due volte Portabandiera olimpico della squadra italiana, nel 1956 a Melbourne e nel 1960 a Roma.
Per lunghi anni Mangiarotti è stato Presidente dell’Unione Veterani Sportivi e della A.M.O.V.A., l’Associazione che lui stesso aveva fondato per riunire attorno alla bandiera del ricordo e dell’onore le Medaglie d’Oro al Valore Atletico.  Fino allo stremo si è impegnato per ottenere ottenuto che ai campioni meno fortunati nella vita venisse corrisposto quello che ora si chiama “Assegno vitalizio Giulio Onesti”: uno dei suoi tanti successi e sicuramente quello che maggiormente lo ha gratificato.
È stato membro onorario della Federazione Internazionale di Scherma (FIE) e di quella Italiana (FIS), è stato insignito dell’Ordine Olimpico, massima riconoscenza del CIO, nominato Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro (la più alta onorificenza italiana), insignito del Collare d’Oro del CONI, della Stella d’Oro del CONI e per tre volte della Medaglia d’Oro al Valore Atletico. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Fair Play alla carriera, meritato come Atleta, come Uomo e, soprattutto, quale Gentiluomo dello Sport.
Per tutti gli sportivi e schermitori del mondo, sarà comunque sempre Edoardo, il Re di Spade.

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