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Settembre 8, 2025

News

USSI PER LA PACE

Questa sera il ct della Nazionale italiana “Ringhio” Gattuso guiderà gli azzurri nel match Israele-Italia che si giocherà in campo neutro al Nagyerdei Stadium di Debrecen in Ungheria per la qualificazione ai mondiali.
Oltre il calcio, l’Unione Stampa Sportiva Italiana ricorda i 246 giornalisti morti a Gaza, il conflitto più letale mai registrato per raccontare i fatti nel rispetto della libertà di stampa.

L’USSI vuole testimoniare la solidarietà partecipando agli appelli per la pace, contro ogni forma di guerra in tutti gli angoli del mondo. I giornalisti sportivi raccontano attraverso lo sport pezzi di vita ma non dimenticano i conflitti e raccontano con un linguaggio universale storie, persone e territori.

In occasione di Italia-Israele in calendario ad Udine il 14 ottobre verrà consegnato in tribuna stampa ed a bordo campo ai fotografi un fiocchetto nero per ricordare la tragedia che si sta vivendo e per auspicare che ci sia una fine per un futuro senza armi.

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News

Volley rosa mondiale la lezione di Julio

Grandissimo, Julio Velasco. Vince il mondiale con il volley femminile e fa festeggiare l’Italia malferma e doppio-pesista. Da un lato, Italia della crisi endemica celebra le donne pallavoliste che apprendono la lezione calma di Julio all’ultimo time-out dello storico incontro: “Decidete voi cosa fare ma fatelo convinte, come sapete fare”. E vincono convinte. Dall’altra, a pochi giorni dall’evento della Nazionale, ci sono le parole guerrafondaie, alla vigilia della partita di calcio Italia-Israele a Udine . Si disputerà solo grazie al buon senso di Ringhio Gattuso perché la protesta non serve a chi soffre, non serve a chi protesta, non serve neppure a chi crede davvero nella causa palestinese.

Serve solo ad alimentare una confusione che toglie al calcio la sua natura più semplice: essere un gioco, non
una guerra.
Grandissimo Julio, ieri pomeriggio con l’oro al collo ha dato l’ultima lezione all’Italia malferma a tratti cianotica, sempre in bilico tra la terapia intensiva e le diagnosi festose di un pericolo scampato. Julio Velasco disse un giorno: «Voi italiani siete i migliori del mondo per ciò che riguarda mangiare, bere e vivere bene. O almeno credete di esserlo. Ma tra queste righe gialle qui, quelle che racchiudono i 18metri del campo, le beccate sempre dai sovietici, dai bulgari, dai polacchi, dalla Germania Est. Il vostro primo nemico siete voi. Da adesso si gioca per vincere».
Velasco è riuscito sempre a trasformare discorsi di sport e aneddoti di pallavolo in simboli di cose più grandi. L’esempio più noto è quello della cultura degli alibi, in cui schiacciatori, palleggiatori e ricevitori si scaricano uno sull’altro le colpe di un attacco sbagliato. Negli anni Velasco l’ha ripetuta più volte, con più particolari o all’interno di un discorso più ampio.
Batti, schiaccia, non fermarti. «Vincere è bello, ma non è obbligatorio. Qui e ora, il resto non conta. Non importa quello che è successo, importa quello che faremo adesso… ».

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