///
28° Congresso Fnsi, Giulietti: «Non c’è futuro senza rispetto della memoria»

28° Congresso Fnsi, Giulietti: «Non c’è futuro senza rispetto della memoria»

L’intervento del presidente ha chiuso la sessione pomeridiana del secondo giorno di lavori. Grazie ai colleghi minacciati, «che con il loro coraggio si guadagnano, ogni ora, l’incommensurabile dignità umana e civile», dice, perché «sotto scorta dovrebbero finire i mafiosi e non i giornalisti».
Il presidente Giuseppe Giulietti

Il primo pensiero del presidente uscente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, è per il suo predecessore, Santo Della Volpe. Poi il ricordo di Piero Agostini, Miriam Mafai, Santerini e tanti altri testimoni del progresso morale del sindacato e la riflessione: «Non c’è futuro senza rispetto della memoria».
Quindi l’attacco a chi ha «nutrito la campagna diffamatoria contro Andrea Camporese» e il ringraziamento a Michele Albanese, Paolo Borrometi e agli altri colleghi e colleghe minacciati, «che con il loro coraggio si guadagnano, ogni ora, l’incommensurabile dignità umana e civile», dice Giulietti, perché «sotto scorta dovrebbero finire i mafiosi e non i giornalisti».
E ancora, rivolto agli esponenti di governo: «Nessuno può dirci ‘sciacalli o puttane’» e: «Bonafede fai il tariffario, basta con le chiacchiere».
A fine intervento gli obiettivi raggiunti: il manifesto di Venezia, il rilancio della carta di Roma e quella, ultima, di Assisi, le giornate di lotta con don Ciotti. «Grazie a chi lavora nel sindacato offrendosi senza nessun interesse personale», aggiunge.
In chiusura una citazione Calamandrei, «La libertà è come l’aria: ti accorgi quanto vale quando incomincia a mancare», e la richiesta di «un applauso agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine, che sono quelli che garantiscono la libertà di pensiero e di azione, rischiando la vita».

@fnsisocial

Condividi

Facebook
Twitter

Articoli Correlati

Bizzotto: i telecronisti di ogni età prendano esempio da maestri come Martellini”

“Quando affrontai la prima telecronaca della nazionale il mio pensiero andò a lui, a quel galantuomo del Microfono che da bambino avevo sentito scandire campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo con quello stile inimitabile. Ricevere come altri grandi colleghi che magari anche più e meglio di me ne hanno ripercorso le tracce mi emoziona”: parole di Stefano Bizzotto peraltro voce – con Katia Serra al commento tecnico – del racconto della finale vinta agli Europei di Londra dalla nazionale di Mancini con l’indimenticato Vialli team manager.