A poco dalla fine della chiacchierata avvenuta al MIR (fiera riminese ) TECH, in scena nei padiglioni di Viserba nel week-end in cui la Serie A si è fermata per l’infruttuoso pit stop azzurro con saldo negativo contro la Germania, l’ad della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ospite della collega RAI Valeria Ciardiello, aziona il suo U-Boot: “ Abbiamo fatto causa a due big companies mondiali che non collaborano con la nostra battaglia contro la pirateria. Uno è Google – assieme a cui una ipotesi di protocollo prese corpo nel lontano ’21, durante il Covid, poi mai perfezionato -, con il quale abbiamo “perso la pazienza “ a ottobre”. L’altro è il gigante americano Cloud Flare, piuttosto titubante nell’adeguarsi allo “scudo antipirateria” (ovvero azioni di rispetto della legge, contro chi diffonde e chi vede filmati sportivi provenienti da chi non ne detiene i diritti). All’azione di Lega, di cui si è avuta notizia nei giorni immediatamente precedenti il Natale, si erano uniti la Lega di Serie B, DAZN e Sky.
Ma non c’è solo un pur inevitabile spirito “carabinieresco” nell’azione del Consorzio dei Club di Serie A.
De Siervo vanta una sorta di “ius primae noctis” europeo nelle azioni positive: “siamo stati la prima Lega al mondo nell’officiating, ovvero sviluppare i contenuti regolamentari e disciplinari. Ed ecco la Goal Line Technology e il VAR, prima a zonzo per i campi e poi con il centro di Lissone. Il tutto “sublimato” con lo spettacolo tv su DAZN, ovvero Open Var. Con la Coppa Italia siamo pronti alla spiegazione del “referee” a tutto il pubblico, sul modello di quanto fa la NFL”.
“Poi non si può più pensare di fornire lo stesso prodotto a consumatori diversissimi per età, censo e collocazione geografica. Così noi lavoriamo in 8 lingue diverse, e, quando prendiamo un influencer, benché la lingua sia di base abbastanza la stessa, per l’Australia abbiamo un professionista e per gli Stati Uniti uno diverso. Le due nazioni, i due continenti non ragionano affatto nello stesso modo”. “Nuovi utenti? Fatichiamo un po’fatica a intercettare quelli tra 6 e 10 anni, ma ci proviamo”.
“Passi verso una identificazione automatica di chi delinque allo stadio? Potrebbe essere il riconoscimento biometrico, ma le legislazioni al momento non sono chiarissime e nemmeno uniformi. E la differenziazione “reclamistica” è una regola, uno sponsor per l’Oriente, uno per l’Europa, e uno magari solo per Milano o Roma, se è un derby. I nostri account vendono almeno 5 format pubblicitari diversi a seconda delle zone del mondo”.
USSI si è battuta con Ordine, Sindacato e USIGRAI perché le immagini di una curva vuota non vengano ignorate e si dia possibilità a chi ne ha diritto di farne uso.
“Apprezzo la battaglia di “chiarezza” che ha un interlocutore fondamentale e da noi molto apprezzato in AGCom. Non intendiamo esercitare alcun tipo di censura ma semplicemente verificare anzi tutto, da produttori tv, la effettiva raggiungibilità delle immagini e poi metterle a disposizione in un tempo congruo. Non ho dubbi che troveremo una linea di intesa”.






