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Strenna di natale la vita in rosa di Alberto Cerruti

Strenna di natale la vita in rosa di Alberto Cerruti

di Tonino Raffa

Fine anno, tempo di auguri e di regali, ma anche di strenne editoriali. Ci sono tuttavia opere che valgono per tutto l’anno e per quelli a seguire. Questo 2025 che sta per andare in archivio ci ha trovati con in mano (e con tanta voglia di sfogliarlo ripetutamente) l’ultimo libro di Alberto Cerruti, storica firma della “Gazzetta dello sport”, dal titolo “Dal vostro inviato” edito da Ultra sport con splendida prefazione di Carlo Verdelli. Premessa : non è solo un libro . E’ una carrellata che, a bordo di una ideale macchina del tempo, ripercorre con piacevole chiarezza narrativa mezzo secolo di attività professionale accanto ai grandi del calcio, rivelando curiosità, emozioni e vicende cariche di risvolti umani. Ricordiamo che nel variegato sottobosco della cultura italiana serpeggia un grottesco pregiudizio secondo il quale il giornalismo sportivo deve per forza essere considerato di serie B. Destinato cioè a gruppi di invasati che delirano negli stadi, nei palazzetti o al bar sport. Niente di più falso. E il libro di Cerruti, per fortuna, arriva a sostegno della doverosa crociata contro il qualunquismo. L’autore ci regala una collana di perle lunga 50 anni e ogni perla, per la bellezza e l’incisività della descrizione, brilla più delle altre : dall’incredibile debutto di un giovanissimo Ancelotti a San Siro con la maglia dell’Inter, alla festa milanista per il primo scudetto dell’era Berlusconi; dagli esordi di Paolo Rossi e Franco Baresi all’addio di Rivera nella tournée milanista in Argentina sotto gli occhi di Schiaffino (che lo aveva tenuto a battesimo venti anni prima). Impossibile fermarsi qui, perchè nelle centoquarantotto pagine dell’opera c’è ancora tanto : l’intervista con cui Maradona confessa di voler lasciare il Barcellona per andare al Napoli; l’ultimo incontro con il mitico “Paron” Nereo Rocco; l’emozione di Toninho Cerezo che, grazie a una foto pubblicata sulla “rosea”, scopre i volti delle sue gemellie nate in Brasile; Gullit che, nega la sua identità nel giorno delle visite mediche perchè il Milan ha programmato tutto in gran segreto ; Totò Schillaci che parla della sua esperienza in Giappone; il papà di Van Basten che mostra la stanza in cui è cresciuto il cigno di Utrecht; La Danimarca che vince nel ’92 un Europeo al quale non doveva nemmeno partecipare; la “notte delle stelle” con Pelè in Gazzetta in vista dei mondiali del 1990; Schiaffino che riscrive per l’autore il “Maracanazo” del 1950 con l’incredibile vittoria dell’Uruguay sul Brasile; la visita a casa Crujff a Barcellona; I record di Francisco Gento, mito del Real; la partita della pace tra le rovine di Sarajevo con i saluti ad Emina, una ragazza incontrata in treno a Vienna, da un lettore che ha perso i contatti con lei; le chiacchierate tra i vigneti di Cuccaro con i nipoti di Nils Liedholm; il commovente incontro tra Bearzot e Lippi a due mesi dalla finale di Berlino del 2006. Infine, una “chicca” da premio oscar : L’intevista a Gigi Riva (in occasione delle sue “nozze d’oro” con la Sardegna), al termine della quale il campione ringrazia l’autore per …..non avergli fatto una sola domanda sul calcio. Un libro che riconcilia con il giornalismo vero, quello che una volta si faceva sul campo in presa diretta, consumando le suole delle scarpe, verificando le fonti e rispettando il sacro principio della verità. Quel giornalismo del quale una volta si poteva essere orgogliosi. Di sport hanno scritto in tanti da Omero ad Hemingway, da Pulitzer a Nelson Mandela e i diversi maestri, con i quali Cerruti ha lavorato, da Zanetti a Cannavò, Da Palumbo a Gianoli, da Mottana a Brera, da Ghirelli a Giovanni Arpino. Firme che ci hanno regalato un genere letterario ancora unico. Hanno insegnato infatti che si possono coltivare tutte le grandi passioni e si può riflettere sui problemi drammatici come le guerre, la fame e le carestie, senza rinunciare a discutere di tecnica, di tattica, dei valori umani e degl’ideali di cui lo sport è portatore. Con “Dal vostro inviato” l’autore non ripercorre solo la sua lunga e prestigiosa parabola professionale. Ci restituisce anche un pezzo della nostra storia, quello che di più ci è caro, perchè incarna emozioni che non potremo mai dimenticare. E ci ricorda che c’è qualcosa di più forte dei social, dei blog pieni di insulti e di volgarità, delle fake news e del mortificante dilagare del “copia e incolla”. Scrivere è una passione figlia del talento, leggere è vivere.

ALBERTO CERRUTI – Nato a Milano, ha scritto per la Gazzetta dello sport dal 1974 al 2003. Ha seguito per trentuno anni la nazionale di calcio. Nella storia del quotidiano è l’unico inviato ad aver assistito a otto finali mondiali, celebrando i due titoli vinti dagli azzurri di Bearzot e Lippi nel 1982 e nel 2006. Ha commentato tredici finali di champions League e i successi intercontinentali della Juventus, del Milan e dell’Inter, dal Giappone agli Emirati Arabi. Ha pubblicato : E sono sato Gentile con Claudio Gentile; Adesso parlo Io con Antonio Matarrese ; L’arte nel pallone con Oscar Damiani. Collabora da anni con la redazione sportiva del Giornale Radio Rai come opinionista della trasmissione del lunedì “Radio anch’io sport”

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