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Ussi 80 a Viareggio: le interviste agli ospiti

Ussi 80 a Viareggio: le interviste agli ospiti

Interviste a cura di Mario Frongia

Luigi De Siervo: “Il sistema calcio deve correre per non morire. Oggi, neanche San Siro potrebbe ospitare una gara degli Europei 2032”

A Viareggio, l’sos dell’amministratore delegato è risuonato durante i lavori per gli ottant’anni dell’Ussi

Sul panel “Sport e imprese”, riflettori sulle criticità del calcio. “Se ancora nel 2026 abbiamo squadre che spariscono dopo tre mesi, per la mancanza di controlli, si perde in credibilità. Gli altri corrono – ha attaccato Luigi De Siervo, ad della Lega calcio – noi siamo fermi”. Inevitabile il passaggio al tema dolente degli impianti, vetusti e fuori norma su estesa scala nazionale. “Entro un anno dobbiamo avere almeno cinque stadi pronti per gli Europei, che ospitiamo  a metà con la Turchia. A oggi nemmeno San Siro potrebbe ospitare una partita degli Europei per la mancanza dei requisiti. La situazione va capita senza perdere altro tempo. Sia chiaro, la sostenibilità del calcio, che dà un miliardo di euro allo Stato, passa anche e soprattutto dal digitale e dalla gestione dei diritti tv. Occorre capire la capacità di creare relazioni sempre più forti con i tifosi, trovare e proporre attenzioni all’altezza delle richieste, con vicinanza al contenuto. Dobbiamo far pagare cifre diverse e offrire ben altri servizi, come accade all’estero” ha rimarcato l’avvocato De Siervo. A seguire, nel talk condotto da Massimo Corcione (Ussi, già direttore di Sky sport) le linee guida, con le attività sul territorio e il coinvolgimento degli assessori regionali allo sport, illustrate da Rossana Ciuffetti, direttore di Sport impact a Sport e salute: “Siamo, in sinergia con il ministro Abodi, al lavoro per mettere assieme comuni, scuole, spazi dimenticati e abbandonati per ridarli ai giovani, alle periferie, agli inattivi. Il 29 gennaio incontriamo gli assessori regionali allo sport per avere una fotografia precisa delle aree e delle condizioni dell’impiantistica in Italia”.  . Al panel – con l’interconnessione dello sport e degli eventi con i movimenti turistici, le risorse ambientali, la produzione di profitti secondo le regole dell’imprenditoria, una classe dirigente e una policy all’altezza – hanno preso parte anche il generale Vincenzo Parrinello (ad Fipav), Domenico Pellegrino (ceo Bluvacanze) e Ferdinando Arcopinto (capo delegazione Figc, beach soccer). Con la moderazione di Simona Rolandi (Rai Sport) e del presidente Gianfranco Coppola.

Ussi80, inclusione e disabilità: la straordinaria storia di Martina Caironi

Anche Martina Caironi, pluricampionessa paralimpica e mondiale dell’atletica, è intervenuta a Viareggio per Ussi80: “A diciotto anni, dopo un incidente in moto, ho perso la gamba sinistra. Ho avuto la forza di rialzarmi e crederci, sono riuscita a costruire quattordici anni di carriera. A Parigi 2024, quando ho tagliato il traguardo per prima dei cento metri piani, e ho visto sul tabellone il mio nome, ho pianto. È stato il sogno della mia vita”. Martina ha un messaggio anche per i cronisti: “Siate scrupolosi, anche con il linguaggio. Quando ho iniziato tutto era più complesso. Adesso, quando cambio scarpe e protesi della gamba nessuno si meraviglia”.

L’età d’oro del tennis. Filippo Volandri: “Sfruttiamo l’onda lunga”

A Viareggio, per l’evento Ussi80, anche il coach delle tre Davis di fila

Il coach della Davis, Filippo Volandri, il vice presidente Fitp, Isidoro Alvisi, Rita Grande, ex 25 al mondo e telecronista Rai, ed Elena Pero, commentatrice Sky, a Ussi80. A Viareggio un applaudito spazio anche per il momento top del tennis. “Dobbiamo sfruttare e consolidare l’onda lunga. Nelle scuole, nei circoli, ovunque ci sia da soddisfare questa fame di tennis. Gli iscritti crescono ovunque, sono ripartite le scuole tennis e anche i corsi per gli adulti” hanno commentato Volandri e Alvisi. “La terza Coppa Davis di fila? Quest’ultima vinta a Bologna dimostra che oltre a Sinner e Musetti, assenti, c’è tanta qualità” ha aggiunto Filippo Volandri che ha ricordato il 2003 “quando da giocatore ci siamo giocati la permanenza nel gruppo II con lo Zimbabwe!”. Per Rita Grande “il tennis sta vivendo un’epoca di grandi trionfi. Il modello sostenuto dal presidente Binaghi si sta consolidando ed è vincente. E spendo auspici e tanta trepidazione per Paolini, Errani e Cocciaretto: donne forti, con tecnica, carattere e solidità”. Elena Pero ha segnalato quanto “sia facile ed emozionante tifare un italiano. Il tennis è tesoro da sostenere”.    

Nicola Vizzoni: “Olimpiadi, esperienza unica e indimenticabile!”

Il martellista, medaglia d’argento a Sydney 2000, con Stefano Ticci assieme all’Ussi nell’evento di Viareggio

Per la due giorni Ussi80 Italia Sports Summit-Viareggio 2026, applausi anche i campioni Nicola Vizzoni e Stefano Ticci. “Ho un ricordo indelebile delle mie Olimpiadi con la medaglia d’argento a Sidney 2000. L’aspetto sportivo e fondamentale, hai dietro anni di preparazione e sacrifici. Quando sei lì entri in un mondo che sorprende: ti ritrovi nel villaggio con i grandissimi dello sport mondiale, a mensa o in palestra, si fraternizza e si scherza. Un momento senza eguali” spiega il martellista. “A Lillehammer nel 1994 abbiamo compiuto una piccola grande impresa: era da oltre trent’anni che l’Italia non portava medaglie nel bob” rimarca Ticci.

Francesco Moser: “Il ciclismo dei miei tempi non esiste più”

Con l’Ussi a Viareggio anche il campione trentino: “all’Italia manca un forte corridore a tappe. “Pogacar? Per ora è imbattibile

Il campione del mondo – classe ’51, originario di Palù di Giovo, medaglia d’oro “in linea” a San Cristobal nel ’77 su strada, in precedenza, 1976, oro a Monteroni di Lecce su pista “inseguimento” – a Viareggio per Ussi80 narra una disciplina trasformata: “Hanno manager, psicologi, nutrizionisti, tecnici dell’aerodinamica. Pogacar? Per batterlo non deve esserci, troppo superiore alla media! Tra gli italiani mi piacciono Pellizzari e Ganna, qualcosa si muove. Ci manca un corridore che vinca le tappe, ma non bisogna avere fretta. Il Giro di Sardegna tra venti giorni? Ho vinto due tappe, una con l’arrivo in salita a Nuoro. Ma da under 19 avevo tagliato il traguardo per primo a Sinnai, un centro a 15 chilometri da Cagliari. Di recente, a un evento promozionale, un tizio mi ha ricordato estasiato che in gara c’era anche lui. E che, come me, adesso coltivava vigneti e faceva il vino!” ha raccontato con un sorriso Moser.

Filippo Tortu e Stefano Oppo: “Le Olimpiadi? Il sogno che hai da bambino!”

Il velocista e il canottiere all’Ussi80. “Un buon giornalismo è il bene della nostra disciplina. Grazie a voi, ricordare l’inno, la bandiera e le nostre prove è il messaggio più bello da inviare alle nuove generazioni”

“La medaglia d’oro a Tokyo? Ce l’ho tatuata sul cuore!”. Filippo Tortu, sangue gallurese nelle vene, è al lavoro per preparare gli Europei. Intanto, la presenza, con la tuta delle Fiamme gialle, a Ussi80. “Mi siete sempre stati vicini, appena posso torno in Sardegna e so che anche nei momenti più complicati la tenacia e la voglia di non mollare sono stati decisivi. Le Olimpiadi? È l’apice di qualsiasi sportivo. Non ci sono squadre, loghi, tifosi ma solo un’atmosfera senza pari. La staffetta 4×100 in Giappone? Un flash straordinario!”. Stessa frequenza per Stefano Oppo. Il canottiere di Oristano, sul podio a Tokyo e Parigi nel due senza, ha colto la laurea in Scienze motorie ed è al lavoro con il gruppo sportivo Carabinieri. “L’emozione che si prova ai giochi olimpici è senza eguali. Non ci sono distinzioni di nazionalità, etnia, religione o censo. Il richiamo dei Giochi deve essere l’obiettivo di chiunque faccia sport. A Tokyo ho avuto la possibilità di chiacchierare con Michael Phelps: un mito assolutamente normale. Un suggerimento per il giornalismo? Trovate sempre il tempo per raccontare anche i dettagli di tutte le discipline”.

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