Si è rinnovato il successo organizzativo e sportivo che era stato dei Giochi Olimpici

di Gabriele Tacchini – Vice Presidente USSI
The end. Milano Cortina 2026, con la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi, ha posto la parola fine ad una storia cominciata nel 2018 con la candidatura, concretizzata nel 2019 con l’assegnazione (Losanna, 24 giugno, superando quella svedese), portata avanti fra mille tormenti nella fase organizzativa, vissuta in modo esaltante in questi 40 giorni fra febbraio e marzo. Adesso lo si può confermare: è stato un successo. Organizzativo, di immagine e sportivo. Lo si era detto già quando era calato il sipario sulle Olimpiadi, possiamo ripeterlo oggi che il sipario è calato anche sui Giochi Paralimpici. Una testimonianza? Gli 11.500 biglietti venduti per la finale del torneo di Para ice hockey tra Stati Uniti e Canada (6-2 per gli statunitensi, bis della vittoria olimpica), un numero difficile da immaginare che conferma l’attenzione rivolta agli atleti paralimpici anche nel versante invernale. E qui si sono rovesciate le percentuali di pubblico rispetto alle Olimpiadi: il 67% italiano, il 33% proveniente dall’estero, in particolare da USA, Germania, Canada e Francia.
I Giochi hanno raggiunto risultati importanti sotto tutti i punti di vista, a cominciare dai numeri: 611 atleti, accompagnati da 84 guide provenienti da 55 delegazioni. Cinque sono stati i Comitati Paralimpici che hanno partecipato per la prima volta a un’edizione dei Giochi invernali: Haiti, Macedonia del Nord, Montenegro, Portogallo, El Salvador. 4.600 i volontari impegnati. Ultimo elemento ma non ultimo come importanza, quello dell’accessibilità che – è stato ricordato nel report finale – è stato al centro di una strategia che si è articolata su due macro-obiettivi: garantire Giochi pienamente fruibili da tutti e generare un’eredità materiale e immateriale destinata a perdurare oltre l’evento. In tutte le venue sono state ideate e realizzate iniziative a favore dell’inclusione. E’ stato anche adottato un potenziamento dei trasporti accessibili, con 140 autobus con spazio per carrozzine e 35 veicoli attrezzati che rimarranno nelle flotte degli enti che hanno collaborato con Fondazione Milano Cortina 2026.
Infine il successo sportivo sul versante azzurro. In un medagliere dominato dalla Cina (44 medaglie, quasi il doppio degli USA, secondi con 23), l’Italia figura al quarto posto con un totale di 16 medaglie: 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi, subito a ridosso della Russia, che qui c’era con la sua bandiera, a differenza delle Olimpiadi, 8 medaglie d’oro su un totale però di sole 12. “Un risultato inimmaginabile, il nostro” ha commentato il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis. Che può giustamente essere orgoglioso come lo è stato Luciano Buonfiglio tre settimane prima.



