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Al Teatro Regio di Parma in scena il Festival della Serie A

Al Teatro Regio di Parma in scena il Festival della Serie A

PRESENTAZIONE DEI CALENDARI – FESTIVAL SERIE A 2025 – PARMA 06/06/25 – FOTO FIORENZO GALBIATI

di Alberto Bortolotti

Tanta attualità e un pizzico di cultura in più. Il Festival della Serie A di calcio tocca Parma, la home land di una delle 7 sorelle dell’epoca d’oro recente del pallone tricolore, anche se in città i ricordi di quella gestione ducale – soprattutto di come è finita – preferiscono perderli che trovarli: ora è uno degli 11 club a proprietà straniera e proverà a scalare le gerarchie. Il Presidente di Regione che ha portato nel cuore della Food Valley emiliana l’evento calciofilo ha traslocato a Bruxelles, ma resta lo sport come grande veicolo di promozione turistica e un modello “sparso” di location che abbraccia tutto il civettuolo e signorile centro storico della capitale del Ducato Farnese. Un po’ come a Trento, per il Festival dello sport della Gazzetta, ma anche come potrebbe essere a Macerata (o Perugia) per il volley e a Varese (oppure Cantù) per analogo evento sul basket. Tutto raccolto, tutto di qualità, la storia che abbraccia l’atletismo nella sua dimensione più opulenta.

Lo scorso anno furono i grandi chef appassionati di calcio a impreziosire le sale damascate del Teatro Regio. Quest’anno RAI Cinema ha portato le pellicole sportive – all’interno del magnifico Palazzo della Pilotta – a supporto dell’evento (visto Rocco Papaleo alla celebrazione della Coppa Italia rossoblù), le case editrici hanno veicolato autori noti a presentare i loro volumi (overdose milanista con Filippo Galli e Marco Macina, efficaci, ma anche tanti colleghi di livello) e l’affabulatore par excellence, Federico Buffa, ha fatto sold out per uno dei suoi talk sui grandi eroi della scena motoria. 

FESTIVAL SERIE A 2025 PARMA – PARMA 07-06-2025 – FOTO FILIPPO RUBIN

Sul piano dell’attualità niente di meglio che i calendari, sfornati con anticipo di impronta britannica, anche se dosaggi e alchimie di anticipi e posticipi dovranno bilanciare esigenze incrociate e un fittume di appuntamenti sportivi che rasenta la follia, diciamoci la verità. Per cui il calendario “vero” emergerà a tranci e lo faranno anche i confermati partner DAZN e Sky. L’ultimo campionato è stato francamente bello, avvincente, con esiti non scontati e tanto equilibrio – simboleggiato in sala dalla compresenza di De Laurentiis, Marotta, Chiellini, Lotito, Fenucci, Furlani e anche un raggiante Carnevali neo-rientrato – ma la giusta lotta alla pirateria, a cui la Lega tiene doverosamente tanto, non può far dimenticare che nessuno in casa ha il portafoglio particolarmente gonfio: allo stadio e in tv il calcio non è uno sport economico.

Chi ha fatto gol in senso comunicazionale è stato sicuramente Pierluigi Collina, peraltro già visto in veste di “docente” a un corso USSI a Coverciano di rara efficacia e di ottimo senso autocritico (mostrò suoi errori, soprattutto). Pregevole in veste di anchorman, e la vicenda mi serve un assist – in forma di battuta, sia chiaro – per il designatore Rocchi: avesse mai voglia di cambiare mestiere… A intervistare Collina è stato un anchorman da 8: misurato e incisivo al tempo stesso.

Ci voleva il Pierluigi bolognese – e fortitudino, nessuno è perfetto – a dire, da saggio (e da figura di riferimento degli arbitri FIFA), che il VAR costringe gli arbitri a cambiare radicalmente mentalità. Ove non hai tecnologia, conti solo tu e devi andare diritto come un fuso sulla tua decisione. Ove c’è, il supporto tecnico, la devi cambiare, se esiste evidenza. “Nei mondiali di Corea e Giappone mi feci dare tutte le videocassette delle due squadre, Germania e Brasile, che avrei dovuto arbitrare in finale. Se tu conosci le cose sei un passo avanti e hai molta più probabilità di prendere la decisione corretta. Dal 2016 collaboriamo ad esempio con dei match analyst dedicati agli arbitri che ci aiutano. Al netto della parte atletica, bisogna allenare anche la componente decisionale”. La risposta che, purtroppo, danno tanti tifosi è che la tal “giacchetta nera” è asservita a questo e la tal altra a quello, ma in realtà la difficoltà maggiore, in tutti i lavori, è trovare il decisionista responsabile, l’assolutista relativo, il dittatore dialogante e democratico. Fosse solo un fatto di arbitri, sarebbe facile intervenire, ma non è così. E le recenti vicende della Nazionale – Parma è stata passaggio di mezzo tra Norvegia e Moldavia… – sono lì a testimoniarlo.

FESTIVAL SERIE A 2025 PARMA – PARMA 08-06-2025 – FOTO FILIPPO RUBIN

Da petroniano ho molto apprezzato la celebrazione garbata ed emozionante della Coppa Italia vinta davanti ai 32.000 bolognesi, al cui confronto i 30.000 milanesi, date le dimensioni delle due città, erano pochi. La nostra “Notte dei Miracoli”, avrebbe detto Lucio, meritava tutto ciò (“e se è una femmina, si chiamerà Futura”, chiaro). Bravo Fenucci, ottima la coppia dei conduttori, toccanti i filmati.

Ora sguardo alla edizione numero 3 e un plauso ad organizzatori e colleghi – Lorenzo Dallari in primis –. Poi il buffet a Parma è un valore aggiunto, visti di persona pezzi da 90 in senso calcistico non risparmiarsi, come se davanti ci fosse non la spalla cotta di San Secondo, ma CR7.

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