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Ciro custode del Foro Italico. Sport e Salute: una targa che narri la sua storia

Ciro custode del Foro Italico. Sport e Salute: una targa che narri la sua storia

Al Circolo del tennis è stata velata la targa in memoria di Raffaele Cirillo. La commozione e la partecipazione a conferma del fatto che è stato il più amato direttore tecnico del Circolo del Foro Italico. Da ieri, la Scuola di tennis è a lui intitolata lo ha annuncio Vito Cozzoli – Presidente e Amministratore delegato di Sport e Salute S.p.A. Il Presidente lo ha descritto come un amante dello sport e un uomo capace di grandi sogni. Ciro ha accompagnato la trasformazione del Circolo del Tennis ed è stato tra i fautori del suo accreditamento a livello internazionale, lì fra i più importanti Circoli mondiali. Dai suoi amati campi, luoghi di allenamento e osservatori di nuovi talenti, lui ha costruito una famiglia – giorno dopo giorno – con il suo carattere teneramente irruento ma capace di conquistare tutti. Cozzoli, visibilmente commosso, ricorda il suo valore e l’innata attitudine nel farsi voler bene dai ragazzi come da tutti gli altri, senza limiti d’età. Unico nel creare allievi-amici: “gli dedichiamo la scuola del tennis del Foro italico, che si rivolge ai bambini e agli over 65”.
Tanti tra i gradoni del Circolo del Tennis a commemorare Ciro.
Isidoro Alvisi (Vicepresidente FIT Puglia) ha portato i saluti del Presidente nazionale di Tennis Angelo Binaghi e ha raccontato di “Lello” (così conosciuto nella sua terra, la Puglia) come l’amico del tennis italiano, quello che credeva fermamente nella nascita del Circolo e lo stesso che aveva un innato spirito sociale. “il giorno in cui è andato via era concentrato e voleva giocare con il Presidente Amato perché era la sua ultima lezione”, quella del 18 ottobre 2021.
Ernesto Albanese – che è stato il primo Presidente del Circolo – ha ristabilito un clima giocoso, tipico di Ciro, quando nel ricordare le sue
doti di allenatore ha detto “per lui è stata una grande delusione, né io, né Diego (riferimento a Diego Nepi Molineris – Direttore Generale Sport e Salute S.p.A.) abbiamo imparato a giocare a tennis”. Myrta Merlino – giornalista La7- conferma la caparbietà del tecnico nel voler insegnare a tutti il gioco del tennis: “nonostante gli allenamenti straordinari di Ciro sono rimasta la pippa che ero! Ho sempre diffidato di quelle persone che non hanno amici del cuore. Lo penso tutte le mattine perché ha lasciato un vuoto”.
C’è tanto affetto in queste testimonianze e quella del presidente Amato non ha mancato di evocare nuovi avvincenti ricordi. Ironizza sul suo rapporto con la pallina prima delle lezioni dell’amico-maestro che lo hanno trasformato in un giocatore di tennis – seppur non di alta qualità. Cita le parole di un articolo di Valerio Piccioni – giornalista della Gazzetta dello sport – per raccontare Ciro: “esistono delle persone che si identificano con un luogo, come se quel luogo non potesse esistere senza di loro, Ciro era il Foro Italico”.
A prova che il racconto dello sport è in grado di cogliere i tratti peculiari delle persone, di tradurli in parole e immagini da leggere per condividere sensibilità e storie.
Amato, suo grande amico, lo saluta ponendo l’accento sul valore della sua irrequietezza: “quelli come me sono debitori del suo carattere che gli impedì di fare il tennista di livello… anche perché il numero delle racchette prodotte nel mondo è un numero limitato”.
La targa posta fra i marmi del Foro e la terra rossa tanto amata dei suoi campi, s’incontra lungo il corridoio che dagli spogliatoi degli allievi-amici di Ciro, piccoli e grandi, famosi e non, porta ai campi. Lì, su quel muro per osservare – nel tempo – anche gli Internazionali d’Italia.
Al Circolo del tennis del Foro Italico con Cozzoli, Amato, Alvisi, Merlino e Albanese, i maestri di tennis del Foro Italico. Presenti anche Diego Nepi Molineris (DG di Sport e Salute), Gianni Rivera, Marco Tardelli, Antonello Valentini, Nunzia De Girolamo e l’ex ministro Francesco Boccia e tanti altri che lo hanno amato allo stesso modo e raccontato con il cuore.
Tutti insieme tra nostalgia, aneddoti e sorrisisi nel ricordo dell’amato Ciro.
 

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