
di Roberto Senegallesi
ANCONA – Avrebbe dovuto essere la panacea di tutti i mali, azzerando gli errori arbitrali. Invece continua ad essere fonte di continue polemiche. Ad otto anni dall’introduzione di uno strumento che avrebbe dovuto rivoluzionare il calcio non c’è ancora chiarezza sull’uso del Var e le polemiche sugli errori arbitrali non sono affatto scomparsi. Se ne è parlato l’altra mattina, al PalaRossini, nell’incontro promosso da Ussi, Aiac, Ordine dei Giornalisti e Coni Marche alla presenza di qualificati relatori come l’arbitro di serie A Juan Luca Sacchi, l’altro arbitro Katia Senesi, l’allenatore Fabrizio Castori ed il giornalista della Gazzetta dello Sport Mimmo Cugini. Tutti marchigiani che, nei loro ambiti, rivestono ruoli importanti nel mondo calcistico. A moderare l’incontro il presidente Ussi Marche Andrea Carloni. Focus sullo stato dell’arte, sulle cose da migliorare e sui risultati della sua introduzione. Sacchi ha ricordato prima di tutto che sia al Var che in campo c’è sempre un uomo che giudica le varie situazioni. Nel dettaglio ha spiegato come funziona una sala Var, quali le competenze e le modalità d’intervento, l’iter che porta al suo utilizzo. “L’arbitro giudica in 2” mentre al Var c’è la possibilità di approfondire l’analisi e di correggere eventuali errori sul campo. I dati – ha proseguito – parlano comunque di un errore al 5,68% prima del Var e di uno 0,80% dopo, quindi si può dire che i risultai sono stati buoni. C’e anche un aspetto psicologico da affrontare in quanto con il Var gli arbitri hanno dovuto far fronte ad un vero e approccio mentale. In ogni caso- ha concluso – il Var funziona quando l’arbitro in campo arbitra bene. Ovvero la centralità dell’arbitro. Per Fabrizio Castori ci sono diverse cose da migliorare, dicendosi contrario all’utilizzo della moviola in campo, ed auspicando meno simulazioni da parte dei giocatori. Interessante anche l’intervento di Katia Senesi che ha detto come sia importante per un buon funzionamento del Var che tutte le componenti del calcio lavorino verso lo stesso obbiettivo. Mimmo Cugini ha ricordato come il Var ha comunque abbassato il margine di errore e che le polemiche nascono sulle interpretazioni del protocollo.






