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Esports e Cio, interviene Gianni Merlo presidente Aips: “E’ una questione di affari”

Esports e Cio, interviene Gianni Merlo presidente Aips: “E’ una questione di affari”

nella foto: a sinistra il presidente dell’AIPS Gianni Merlo con il presidente USSI Luigi Ferrajolo
di Gianni Merlo presidente dell’AIPS (Association internationale de la presse sportive)
E’ il momento degli eSports, cioè quelli alla consolle davanti a un video. Alla vigilia di PyeongChang 2018, Giochi Invernali, esordiranno come sport dimostrativo e l’evento si chiamerà “Intel Extreme Master”.
Il Cio si è sposato con Intel e Alibaba e questo è il frutto, non proibito, di queste nozze. L’amplesso è stato consumato subito. Sì, è vero, c’erano stati tre giorni di corteggiamento ufficiale in settembre ai Giochi Asiatici di Arti Marziali e Indoor, dove gli eSports avevano mostrato tutto il loro fascino, tanto è vero che nel 2019 saranno nel programma ufficiale, con tanto di medaglie, ai Giochi Asiatici in Indonesia.
QUALIFICAZIONE – Per qualificarsi a questo “Extreme Masters”, che è aperto a ogni giocatore, di ogni livello attraverso gare online globali. Basta iscriversi durante questo mese, la partecipazione è democraticamente aperta a tutti, hackers compresi.  Un avvenimento dal vivo sarà organizzato a Pechino a dicembre con la sfida fra i due top qualificati cinesi, che poi a PyeongChang sfideranno il mondo.
E’ UNA FOLLIA? – Molti, arricciando il naso, si chiedono se il Cio sia impazzito, ma noi possiamo rispondere no, è lucidissimo. Ha fatto un affare e adesso deve reggere botta. Inoltre Intel dice che i fan degli eSports, e quindi anche i partecipanti, saranno 500 milioni e con la giusta smania di agganciare i giovani il Cio si è adeguato. Forse un giorno invece di giocare con “StarCRaft II” e “Steep, Road to the Olympic”, si potranno realizzare giochi che potranno sostituire anche le emozioni dello sport sul campo, fatto di sudore. Così non ci sarà più bisogno di costruire impianti, che poi diventano cattedrali nel deserto e non si svolgeranno più referendum contro le candidature olimpiche. Non voglio fare ironia, ma valutare la situazione.
JURASSIC PARK – Durante Jurassic Park, quando io sono cresciuto nel mondo dello sport, si giocava per strada, nei cortili, negli oratori, nei campi liberi, dove c’era spazio e poi si sognava un giorno di giocare e correre nei campi veri, sulle piste vere. Era il normale transfert. I corridori keniani dominano le corse nel mondo, perché da quando nascono corrono per gioco e per andare a scuola. Le prossime generazioni però saranno diverse, loro cresceranno con i telefonini, i tablet e giocheranno con questi, quindi la normale evoluzione sarà negli eSports, dove sfogheranno le loro ambizioni agonistiche.
IL PROBLEMA – Quante federazioni nasceranno per imbrigliare e regolamentare questa massa enorme di eAtleti, che presto raggiungeranno il miliardo e avranno età dai 10 ai 90 anni? Sarà poi possibile metterle sotto un unico tetto olimpico o saranno solo terreno fertile per le aziende produttrici, che organizzeranno in proprio i loro campionati e le loro “Olimpiadi”? Già è stato ribadito che nelle gare di PyeongChang sarà introdotto l’antidoping. Verrà anche monitorato il doping informatico, sarà aperta la caccia ai software malandrini e anche al matchfixing. Il mondo virtuale riproduce esattamente anche i suoi lati negativi.
CONSOLAZIONE – Per diventare un campione di eSport un giovane dovrà allenarsi per ore e quindi non avrà tempo per coltivare altre passioni agonistiche. E’ probabile che nei paesi più evoluti diminuirà la partecipazione ai giochi tradizionali. Forse in futuro aumenterà solo la partecipazione all’attività nelle palestre, alle corse domenicali con migliaia di eSportivi in cerca di un poco di sano svago. Gli eCampioni avranno dei personal trainer, perché il fisico deve reggere alle tensioni di ore davanti a un video. Nasceranno nuove specializzazioni.
CONCLUSIONE – Non possiamo fare nulla per fermare questa deriva, possiamo solo sperare che i giovani conoscano una “nuova primavera” in cui sappiano usare tutti i computer, ma al tempo stesso rifiutino di essere confinati nella solitudine informatica che uccide le relazioni e i normali sentimenti.
Gianni Merlo 

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