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Fisco e calcio. Proposta di legge del presidente della Commissione Finanze Maurizio Bernardo

Fisco e calcio. Proposta di legge del presidente della Commissione Finanze Maurizio Bernardo

Accolgo con grande soddisfazione la massiccia partecipazione e il vivo interesse dimostrato dal mondo del calcio sulla mia proposta di legge, in discussione in Commissione Finanze, relativa alla deducibilità dei compensi per intermediazione corrisposti dalle società sportive professionistiche agli effetti dell’imposta sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive”.
Ad affermarlo, è Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Finanze della Camera, a margine di un seminario sul tema, svoltosi oggi alla Camera alla presenza di esponenti di Figc, Covisoc, Leghe professionistiche, procuratori e club di serie A.
“Anche alla luce dei fatti degli ultimi giorni, credo che non sia più rinviabile la discussione su questi temi legati allo sport più popolare, che genera ricchezza e lavoro e la cui funzione sociale è fuori discussione. Alcune norme tributarie, infatti, sono state spesso oggetto da parte dell’Amministrazione Finanziaria di interpretazioni che in molti casi hanno generato contestazioni a cui hanno fatto seguito estenuanti contenziosi. Provvedimenti normativi che, invece di risolvere i dubbi interpretativi, spesso hanno creato ulteriore confusione talvolta sfociata in disparità di trattamento”, ha spiegato.
L’obiettivo della proposta di legge è superare in modo definitivo le forti incertezze ed i conseguenti rischi connessi ai significativi importi oggetto dei rapporti con i procuratori sportivi, mettendo fine a ogni tipo di querelle. Nello stesso testo, si è voluto anche disciplinare in modo chiaro le implicazioni di carattere fiscale relative al costo delle prestazioni sportive per rapporti di lavoro e la sua conseguente deduzione dalla base imponibile Irap. Attualmente il costo dei calciatori professionisti non consente la deducibilità integrale, invece prevista per le spese del personale impiegato a tempo indeterminato”, ha aggiunto.
L’ultimo ma non trascurabile aspetto riguarda il contrasto giurisprudenziale in atto sull’imponibilità ai fini Irap delle plusvalenze realizzate attraverso operazioni di calciomercato. Infatti su avvisi di accertamento in atto presso alcune società di calcio sono stati accolti diversi ricorsi presentati dalle stesse società interessate. In questo modo, si chiarisce che le plusvalenze sono definitivamente assoggettate a Irap ma possono essere ripartite fino ad un massimo di cinque peridi di imposta”, ha concluso il presidente Bernardo.
 

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