A Firenze, nella splendida cornice di Palazzo Vecchio, è andata in scena la cerimonia di consegna dei premi della “Hall of Fame del calcio italiano”, evento istituito nel 2011 dalla FIGC e dalla Fondazione Museo del Calcio con lo scopo di celebrare le figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del calcio italiano.
Sette i premiati: Fabio Cannavaro (Giocatore italiano), Diego Armando Maradona (Giocatore straniero), Giuseppe Marotta (Dirigente italiano), Carlo Ancelotti (Allenatore italiano), Stefano Braschi (Arbitro italiano), Sandro Mazzola (Veterano italiano), e Carolina Morace, alla quale, su proposta della FIGC, è stato assegnato il premio per la categoria calcio femminile, istituita per la prima volta quest’anno. La giuria, composta dal presidente dell’Unione Stampa Sportiva Italiana, Luigi Ferrajolo, e dai direttori delle principali testate giornalistiche sportive nazionali, ha assegnato il premio alla memoria a Ferruccio Novo, Carlo Carcano e Giacomo Bulgarelli.
Nel corso della cerimonia, a cui hanno preso parte tra gli altri il Presidente della FIGC Carlo Tavecchio, il Direttore Generale Michele Uva, il Vicepresidente della UEFA ed ex numero uno della Federcalcio Giancarlo Abete e il Membro d’Onore della FIGC Antonio Matarrese, i premiati hanno consegnato un cimelio simbolico della loro carriera che andrà ad arricchire la sezione ‘Hall of Fame’ del Museo del Calcio.
“Questa non è una semplice galleria dei ricordi – ha sottolineato Tavecchio – oggi qui celebriamo gli esempi che servono al calcio italiano del futuro”. A fare gli onori di casa il sindaco Dario Nardella: “Custodite i giovani e il loro amore per il calcio – l’invito del primo cittadino di Firenze – con i valori dello sport cresceranno cittadini veri”.
Carlo Ancelotti ha donato al Museo del Calcio la maglia indossata al Mondiale di Italia ’90 e ha ricevuto il premio dalle mani di Arrigo Sacchi e del Ct azzurro Antonio Conte: “Sono davvero contento e onorato di entrare nella casa del nostro calcio”, ha dichiarato l’attuale tecnico del Real Madrid, che ha indicato come il momento più emozionante della sua carriera da allenatore la Champions League vinta con il Milan a Manchester nella storica finale tutta italiana con la Juventus.
E’ sempre una finale di Champions League il punto più alto della carriera di Stefano Braschi, che ha consegnato la divisa indossata nel 2000 in occasione del match tra Real Madrid e Valencia: “Il riconoscimento da parte della FIGC mi fa molto piacere – ha commentato l’ex designatore della Serie A – e credo che valga sia per la mia carriera arbitrale che per quella di designatore”.
Nella categoria Dirigente Italiano è stato premiato Giuseppe Marotta: “Sono onorato di entrare a far parte della ‘Hall of Fame’ – le parole dell’Amministratore Delegato della Juventus – la mia vita è stata dedicata a dar valore alle società in cui ho lavorato”.
Nella foto di copertina (da sinistra a destra) i premiati Giuseppe Marotta, Carlo Ancelotti e Stefano Braschi
(Fonte: www.figc.it)

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