
di Tonino Raffa – già inviato di Tutto il calcio minuto per minuto
L’editoria sportiva ha il suo libro dell’anno: “I 4 Gianni” dell’ex vicedirettore di Repubblica Giuseppe Smorto, edito dalla Minerva di Bologna e uscito in coincidenza con i primi 50 anni del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L’indicazione unanime è arrivata dalla giuria del Premio Fair Play del Panathlon Gianni Brera nell’ambito di un progetto dell’Ateneo di Verona, che ogni anno in questo periodo assegna gli “Oscar” a personalità della cultura e dello sport. La cerimonia si è svolta alla biblioteca di Milano intitolata a Gianni Mura, con la conduzione del giornalista Rai Paolo Maggioni e del direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi. Madrine straordinarie : Cinzia Bearzot, figlia dell’ex Ct azzurro Enzo, e Francesca Brera, nuora del grande “Gioan”. Altri premi alla carriera a Roberto Beccantini e Gigi Garanzini per la carta stampata, all’inossidabile Ezio Luzzi per il giornalismo radiofonico, all’inviato di La 7 Guy Chiappaventi, all’ex calciatore Eraldo Pecci per l’analisi critica. E’ toccato al presidente della giuria, l’ex arbitro internazionale Paolo Casarin, illustrare la storia e il significato di un premio che, nel nome di Brera, tende a riconoscere non solo la qualità della scrittura, ma, soprattutto, l’aspetto etico, che ha sempre avuto un ruolo nell’attività dei più illustri esponenti della letteratura sportiva del secondo novecento e dei primi anni duemila. E Casarin si è confermato un eccellente affabulatore, capace, sul filo dell’aneddotica, di agganciare temi critici, storie di vita, figure e protagonisti del movimento sportivo. Nella motivazione con cui quello di Giuseppe Smorto è stato giudicato il libro dell’anno si legge che, con questa opera, uscita in coincidenza con i primi cinquant’anni di Repubblica (testata di cui è stato responsabile delle pagine sportive e vicedirettore), l’autore “… ha pagato un tributo di riconoscenza e di affetto ad una pattuglia di fuoriclasse (Brera, Clerici, Minà e Mura), accomunati oltre che dal nome, Gianni, da una qualità letteraria dal timbro speciale. Lo ha fatto con l’umiltà silente di chi, lavorando gomito a gomito con loro, ha sacrificato al giogo del desk la libertà espressiva, ora emersa”. Il “Leit motiv” dell’evento, che coincide con l’obiettivo di fondo del libro, è stato il “diritto alla memoria”, cioè il diritto a essere ricordati. Un invito rivolto soprattutto alle giovani generazioni per evitare che qualcuno possa dimenticare tutto quello che hanno seminato “I migliori Gianni della nostra vita”. Applausi a scena aperta, ovviamente, anche per gli altri premiati: Roberto Beccantini (Titolo della motivazione “La Libridine del mitico Beck”), Gigi Garanzini ((“Il tocco di-vino dello scriba”), Ezio Luzzi (“Quando lo sport alza la voce”), Eraldo Pecci (“L’ironia che fa opinione”), Guy Chiappaventi (“colpi di pistola, colpi di genio”). Prossime tappe del Premio il 28 ottobre alla facoltà di Scienze motorie di Verona (Aula Magna Walter Bragagnolo), il 15 novembre a San Zenone Po, patria di Gianni Brera (Auditorium Santa Cristina). E scoppiettante si annuncia anche l’edizione 2027 con il ricordo di Enzo Bearzot a cento anni dalla nascita, da associare a quello di Giovanni Arpino. Il cui nome, se parliamo di “diritto alla memoria” si aggancia per naturale armonia al celebre romanzo “Azzurrro tenebra”.











