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INCONTRO DI CALCIO FRA UNA SQUADRA DELL’USSI TOSCANA E UNA DI DETENUTI DELL’ISTITUTO DI PENA ‘GOZZINI’ DI FIRENZE

INCONTRO DI CALCIO FRA UNA SQUADRA DELL’USSI TOSCANA E UNA DI DETENUTI DELL’ISTITUTO DI PENA ‘GOZZINI’ DI FIRENZE

Giocare una partita di calcio dentro il carcere è un’emozione che ti resta addosso.
Siamo abituati a raccontare tante gare ma questo appuntamento annuale resta sempre speciale.
Oggi la squadra delle giornaliste e dei giornalisti dell’Ussi Toscana ha vinto, sì: 4-2, con gol di Nifosì, Del Corona, Galassi e Mauro. Ma il risultato è stato la cosa meno importante di tutte.
In campo non eravamo “noi” e “loro”.
Eravamo amici. Per quei 70 minuti, davvero amici. Con storie diverse, errori, speranze, voglia di riscatto.
E il calcio, ancora una volta, ha mostrato tutta la sua forza: unire, avvicinare, creare ponti dove spesso vediamo solo muri.


Vedere i detenuti sorridere, impegnarsi, rispettarsi, cercare il gesto tecnico giusto, condividere una pacca sulla spalla… È questo il vero senso dello sport.
Uno spazio in cui puoi sentirti di nuovo parte di qualcosa, anche solo per una partita.
Oggi abbiamo capito ancora di più quanto il calcio possa essere strumento di recupero, di dignità, di possibilità.
E noi, che lo raccontiamo ogni giorno, abbiamo il dovere di ricordarcelo: il calcio non è solo cronaca, risultati, classifiche. È soprattutto vita, percorsi, occasioni per rialzarsi.
Grazie all’Uisp che ancora una volta ci ha dato questa opportunità, a Gabriella, Marco, Emilio, Carlo.
Grazie ai dirigenti del Carcere Gozzini e a chi lavora ogni giorno all’interno della casa circondariale garantendo sicurezza, umanità e attenzione ai detenuti.
Grazie all’assessora allo sport del Comune di Firenze Letizia Perini, sempre carinissima con noi e presente a ogni evento.
Grazie al consigliere delegato allo sport della Città Metropolitana di Firenze Nicola Armentano, all’Associazione Stampa, all’Ordine dei Giornalisti, alla Tgr Rai Toscana.
È stata una partita speciale per tutte e tutti: organizzatrici, organizzatori, giocatrici, giocatori, allenatori e dirigenti.
Una lezione ancora più speciale.
Una di quelle esperienze che, da giornaliste, da giornalisti e soprattutto da persone, non dimenticheremo.
E comunque siamo una squadra fortissima, alla prossima sfida.

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