
Armonia è la parola che fa da filo conduttore ai Giochi di Milano-Cortina 2026. Non solo per la cerimonia inaugurale, che prende il suo nome, ma di fatto a tutta l’Olimpiade invernale, che avrà su di sé gli occhi di tutto il mondo. Se ne è parlato tanto nel corso della conferenza stampa di presentazione allo stadio di San Siro, il luogo dove si celebrerà il rito inaugurale dei Giochi: che però non sarà il solo perché coinvolgerà anche Cortina, Livigno e Predazzo. “Se avessimo fatto sfilare gli atleti solo a Milano, ne avremmo avuti pochi, non certo quelli che il giorno dopo devono gareggiare in località distanti” ha spiegato Andrea Varnier, Ceo di Fondazione Milano Cortina. E, siccome un altro concetto base è che si tratta di Olimpiadi diffuse, ecco anche le cerimonie diffuse che però, grazie alle magie tecnologiche, sembreranno un tutt’uno: “c’è un obbligo morale e protocollare di fare i momenti più significativi due volte, dall’alzabandiera all’accensione del braciere”. I portabandiera (due per ogni Paese, l’Italia ha ottenuto di averne quattro) sfileranno dove riterranno più opportuno le loro delegazioni.
Ma soprattutto la cerimonia inaugurale vuole essere un biglietto da visita dell’Italia e l’occasione è ghiotta perché, ha detto ancora Varnier, “è il momento dei Giochi che ricordano davvero tutti e in tutto il mondo”. A realizzare questo biglietto da visita sarà Marco Balich, che ha portato la sua straordinaria esperienza creativa in materia. “Vogliamo offrire una Cerimonia capace di coniugare lo stile italiano alla potenza delle emozioni – ha detto – Sarà un viaggio dentro i colori veri dell’Italia. Insomma una cerimonia che parli al mondo di un’Italia bella e positiva”. Con quali personaggi? Per ora ne è stato svelato uno, l’attrice Matilda De Angelis. Annunciato invece un tributo a Giorgio Armani, proprio nel segno di quello stile e di quella creatività italiana, come ha sottolineato il presidente di Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ricordando che Armani, dal 2012, è sponsor e partner delle squadre italiane olimpiche e paralimpiche.
Il 6 febbraio ci sarà sicuramente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è nel vago la presenza del volontario numero uno Jannik Sinner, arriveranno personalità da tutto il mondo.
Alla presentazione del concept della cerimonia d’apertura c’erano il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Beppe Sala, e quello di Verona, Damiano Tommasi, perché la cerimonia di chiusura si svolgerà nell’Arena scaligera. Fontana ha parlato di “consapevolezza di aver fatto tutto quanto andava fatto. Saranno Olimpiadi bellissime”. Sala ha rimarcato che questa cerimonia è anche “un tributo a San Siro”, definito una “icona”. Sarà l’ultimo ballo per il glorioso stadio Meazza? Probabilmente sì ma intanto ha rappresentato “un valore aggiunto”, parole di Malagò, al momento della candidatura olimpica. Come del resto lo ha rappresentato l’Arena di Verona, “lo stadio funzionante più antico del mondo”.






