
La plurimedagliata paralimpica in Sardegna per festeggiare le ottanta candeline dell’Unione stampa sportiva con le Vecchie glorie del Cagliari, Nicola Riva, Special Olympics e i brasiliani del Futsal
di Mario Frongia
È arrivata con il marito dal “Selvaggio blu”, pieno Sulcis, uno dei luoghi più impervi e affascinanti dell’isola noto agli specialisti del trekking di mezzo mondo. Sorridente, abbronzata, disponibile. “Sono davvero felice di essere qui, la Sardegna è bellissima, ricordare Martellini e Pizzul assieme a voi dell’Ussi e dell’Ordine dei giornalisti, non solo mi fa piacere ma mi riporta a voci che sono nell’animo degli sportivi italiani”. Martina Caironi va dritta al punto. E rilancia “Da quando ho iniziato le cose sono cambiate in meglio: le persone che incrociavo avevano gli occhi di fuori, mi guardavano come fossi un’aliena. Adesso non accade ma c’è ancora da fare: includere e abbattere pregiudizi e luoghi comuni è innanzi tutto un segno di civiltà”. Tre ori e sei argenti alle Olimpiadi paralimpiche, le ultime due a Parigi 2024, l’oro nei cento e l’argento nel lungo (“La mia grande impresa: concorrenti molto forti e più giovani. Ma ce l’ho fatta!”), ha raccontato del suo avvio: “Dopo l’incidente in moto che non avevo causato, avevo 18anni, mi sono chiesta come potessi ripartire. Ho giocato anche a calcio ma è stata l’atletica a stregarmi. Lì ho capito che potevo darmi degli obiettivi. E ci sono riuscita. Un momento clou? Nel 2015 ho abbattuto il muro mondiale dei 15 secondi nei 100”. È stato questo uno dei passaggi più ricchi di fascino e interesse del secondo step tenutosi ieri, giovedì 21 maggio, alla Comunità La Collina di Don Ettore Cannavera. Nata mezzo secolo fa a Serdiana, 15’ d’auto da Cagliari, è state tra le prime in Italia a ospitare minori e adulti che devono scontare anche pesanti condanne penali. “Il magistrato ce li affida, ma devono meritarlo, qui sono liberi, potrebbero anche scappare”. Il religioso, da sempre in prima fila nel dare asilo alle persone fragili, ha rilanciato: “Siamo orgogliosi di ospitare voi dell’Ussi: lo sport è vita, benessere, qualità delle relazioni sociali, motivo di inclusione”. L’ampia sala della Comunità ha ospitato il secondo step di “Ussi80. Racconti mundial: voci, leggende e campioni con i protagonisti di ieri e di oggi. Omaggio a Nando Martellini e Bruno Pizzul – Sport e sociale: per una Sardegna inclusiva, coesa, contro discriminazioni e disuguaglianze”. L’evento – dopo i Memorial Giampiero Galeazzi e Gianni Minà – ha avuto per focus sport paralimpico, educazione alla legalità, territorio e scuole.
Dedicato agli autori di tante telecronache vittoriose, con i video saluti e gli auspici del nostro presidente, Gianfranco Coppola, di Giovanni Malagò, Diana Bianchedi, Matteo Marani, Gianfranco Zola, Fabio Grosso, Lorenzo Pellegrini, Duvan Zapata, Fabio Pizzul e Simonetta Martellini, alla Comunità La Collina di Serdiana si è rinforzato il filo verde che accomuna narrazione sportiva, campioni, testimoni di volontariato, inclusione e coesione sociale. “Sport e socialità sono due facce della stessa medaglia. Sport significa sfide, competizione, successi e vittorie: ma anche movimento, incontro con le altre persone, confronto. Socializzare – ha aggiunto don Ettore – è uno dei principi della convivenza”. Il dibattito tra cronisti e mondo del volontariato è stato impreziosito dalle parole di Martina Caironi. La campionessa ha duettato con Nicola Riva: “Mio padre – ha ricordato il figlio di Rombo di tuono – mi ha raccontato tante volte del subentro di Martelli a Carosio che, per un gol che lui aveva segnato ed era stato ingiustamente annullato, non si era espresso bene sul guardialinee. E mai potrò scordare quel Riva-Riva-Riva-gol! contro la Germania a Messico ‘70”. Il ricordo del goleador azzurro e del Cagliari è stato rimarcato anche da un suo caro amico, Sandro Camba: “Gigi mi ha nominato tutore di Nené. Da allora è nata un’amicizia profonda” ha spiegato commosso. Divertente lo scambio di battute tra Martina Caironi con Gigi Piras, sette anni da capitano e secondo bomber all time del Cagliari, e Beppe Tomasini, libero dell’undici tricolore: “Cara Martina, mio nonno mi diceva sempre di rubare i segreti a questi signori che avevano vinto lo scudetto: segui Riva, rubagli quel che puoi con gli occhi”. Per Tomasini i ricordi sono molteplici: “Dico solo che questa terra ci ha fatto innamorare. I tifosi e tutti i sardi li abbiamo sempre sentiti come se lo fossimo anche noi”. Paolo Mastino (presidente Ussi Sardegna) ha segnalato un aspetto: “Sul territorio, vicini agli interpreti più sinceri del senso di comunità e appartenenza, persone che si dedicano alle fragilità altrui. L’Ussi Sardegna affianca e promuove queste iniziative”. Per Antonio Manchia, capo delegazione degli Special Olympics, in sala con Alessandro, un pensiero alla condivisione: “Felici di essere con voi in questo splendido viaggio”. Anche per Claudio Secci, presidente del Comotato regionale paralimpico, parole al miele: “La presenza di Martina e dei tanti partecipanti, qui alla Collina, danno un significato profondo al reciproco aiuto sociale. Lo sport paralimpico è in crescita, in Sardegna sono circa 120mila le persone con disabilità che meritano attenzioni e sostegno”. Applausi anche dal consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Francesco Birocchi: “Ricordare Martellini e Pizzul, due giganti, e incrociare il nostro mestiere con l’inclusione, lo sport paralimpico e chi compie volontariato, è un ottimo procedere. Sono grato all’Ussi”. In chiusura, nel segno dei valori in comune, l’esperienza della nutrita pattuglia sarda dei brasiliani del Futsal con Pascal Nieto. Tecnico e atleta con esperienze in serie A, alla guida di una scuola calcio, il portacolori dell’Associazione Sardinia United, ha portato un saluto e gratitudine con Walter Salisci, allenatore Uefa e vice presidente dell’Asd: “Sono qui da tanti anni, si lavora bene con i giovani e mi sento sardo!”.
Il percorso. A Sanluri, lo scorso 5 maggio, è stato proiettato il docufilm “Mennea segreto” di Emanuela Audisio con oltre duecento studenti degli Istituti Comprensivo e Vignarelli, con il magistrato Paolo De Angelis e Gianfranco Dotta (tecnico velocisti Fidal), Sandro Floris ed Ernesto Nocco (olimpiadi Seul, Atlanta e Los Angeles). A Villasimius, da venerdì 5 giugno, si terrà il corso Odg su “Ussi80, Sardegna inclusiva, coesa contro discriminazioni e disuguaglianze”; a seguire campioni vs Special Olympics con Marco Tardelli, Beppe Dossena, Mauro Esposito, Gianfranco Zola, David Suazo, Renato Copparoni, Gigi Piras, Dalia Kaddari, Robert Acquafresca, Leonardo Pavoletti e altri interpreti di giornalismo, scuola, volontariato, istituzioni, calcio, padel, tennis, futsal e sport paralimpico.




