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Page 20

2025

News

Addio a Franco Ligas appassionata voce delloSport

Addio a Franco Ligas, sul piano personale il ricordo e’ legato ad ippica (dal Sesana di Montecatini ad Agnano col GP Lotteria) e pugilato di cui era davvero gran competente e discutevamo sui campioni vecchi e dell’epoca stilando (almeno io ) improbabili classifiche. Con quei baffi e l’accento non toscaneggiante che anzi tradiva le origini sarde ridevamo del fatto che fossimo ambedue tifosi del Cagliari. Lui per forza io per trascinamento sentimentale. Ironico e sferzante all’occorrenza mai ha regalato banalità ma sempre curiosità. Da troppo tempo soffriva “ingiustamente” come mi ha ricordato Daniele Garbo e allora addio a Franco Ligas carissimo a tanti (Gfc)

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News

La lezione senza tempo del Giornalismo sportivo

Il carro armato di Antonio Padellaro sul giornalismo sportivo.

Su il Fatto Quotidiano il giornalista Antonio Padellaro ha scritto una analisi sulla fase decadente del giornalismo sportivo. Abbiamo chiesto a Mimmo Carratelli una grande carriera tra Napoli Milano e Bologna una riflessione che è una lezione per tutti.

Un giorno all’improvviso, Antonio Padellaro, uno dei giornalisti più garbati che si ha la fortuna di leggere, rade al suolo il giornalismo sportivo di oggi. Scrive non ci sono più Brera e Mura, aggiungerei non ci sono più Ormezzano, Emilio Violanti, Giorgio Fattori, Gianni Clerici, Giorgio Tosatti, Antonio Ghirelli, Mario Sconcerti, Aldo Giordani e, a Napoli, Giuseppe Pacileo.
Il giornalismo, non solo sportivo, è in caduta libera nè più nè meno di tutti gli altri mestieri e professioni in Italia. Perchè un giorno Padellaro si svegli e spari a zero sul giornalismo sportivo (“prosa adorante”, “leccate”, “tanta aggettivazione”, “narrazione emozionale”, “giornalismo che salta da un carro all’altro”, “qualunquismo”, “assecondare istinti e pulsioni più elementari”, “le redazioni si consegnano agli sponsor”) non si sa. L’arringa sorprende perché ci sono bersagli più pericolosi e attraenti da colpire. Padellaro deve essersi stancato della politica dove tutti gli buttano la palla in tribuna.

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Ussi-Lombardia

PREMIO GENTLEMAN FAIR PLAY: LA SUPER-PREMIAZIONE DEI 30 ANNI

Milano – Edizione n. 30, edizione specialissima quella dei 30 anni del Premio Gentleman FairPlay, che ieri sera ha visto ben 500 tra premiati e ospiti gremire il grande spazio in tensostruttura della Scuola Militare Teuliè di Milano. Innumerevoli i personaggi che hanno fatto passerella sul palco per ricevere il Premio Gentleman  nelle sue varie declinazioni: la lealtà in campo e fuori, i migliori giocatori, i migliori gol, il giocatore rivelazione e i migliori dirigenti. Tra i tanti, la ‘Torretta’ del Premio è stata consegnata nelle mani di un occhialuto Leao, di Mkhitaryan, di Gabbia e Cambiaso, del monzese Ciurria, dei nerazzurri Carlos Augusto e Lautaro Martinez (presente solo in filmato per obblighi di Nazionale), dei dirigenti dell’arrembante Como fino a due big del calcio dirigenziale come Beppe Marotta e Adriano Galliani. Immancabile la presenza dell’acclamatissimo Xavier Zanetti, presidente onorario del Premio.

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