
di Walter Nerone
Più che l’ambizione di fare la storia liberando l’etere dal monopolio pubblico, il movente fu la grande voglia di raccontare le gesta dei “suoi” biancazzurri a chi non poteva seguirli su e giù per lo stivale. E inevitabilmente facendo quello che gli chiedeva la passione finì per scrivere anche pagine di storia dell’informazione “libera” via etere.
Il giornalismo abruzzese piange uno dei pionieri dell’informazione privata, Sergio Di Sciascio, scomparso venerdì all’età di 84 anni. “La sua lunga carriera giornalistica è stata caratterizzata da una straordinaria poliedricità”, affermano il segretario del Sindacato Giornalisti Abruzzesi, Ezio Cerasi, e il presidente del gruppo Ussi, Giancarlo Febbo, “caratterizzata dal quotidiano inappuntabile ruolo di comunicatore istituzionale, capo ufficio stampa della Regione Abruzzo per oltre un trentennio, non meno che da protagonista della nascitura informazione privata, in particolare sportiva, stante la sua passione per lo sport, il calcio in particolare ma non solo”. Sergio, infatti, dopo gli anni delle radiocronache semiclandestine da postazioni di fortuna, è stato tra i primissimi in Italia, nella seconda metà degli anni 70, a proporre le telecronache sportive commentando le trasferte del Pescara Calcio, in quegli anni protagonista in serie A e B, attraverso TVA TeleAdriatica, una delle prime TV locali dopo la storica Telebiella.
Sergio si è fatto apprezzare anche sulla carta stampata, collaborando col Corriere dello Sport e, successivamente, con Il Messaggero, non meno che sul fronte sindacale, partecipando alla costituzione dell’Assostampa abruzzese poi dedicandosi in particolare al settore sportivo. Per tre mandati presidente Ussi Abruzzo, a seguire per due mandati anche Consigliere Nazionale Ussi. Contestualmente è stato per oltre per oltre 20 anni capo ufficio stampa del Trofeo Matteotti di ciclismo. E tanto altro ancora ha fatto e avrebbe voluto fare. Competente, tempestivo, mai sopra le righe. Grazie Sergio!







