Confronto intenso su più fronti al convegno tenutosi a Pescasseroli.
Inclusione, parità di genere, consapevolezza e condivisione per accelerare su un mondo che attende fatti concrete

di Mario Frongia
Un filo verde che incrocia i temi cardine di un’umanità che resiste, si rimbocca le maniche, cerca nella condivisione l’approccio ai temi chiave per non soccombere, attende risposte concrete. Con una doppia sfida che
scomoda giovani e persone fragili. Greenaccord ha fatto le cose per bene.
Confronto e condivisione su temi che mettono assieme, sport, inclusione, rispetto. Della natura e degli altri. “Penso al riguardo che in qualsiasi disciplina si deve avere verso la dignità degli avversari. Un modo fondamentale per crescere singolarmente e collettivamente” la sintesi del sindaco di Pescasseroli, Giuseppe Sipari. La capitale del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise è stata per due giorni culla di enti, istituzioni, associazioni, pubbliche e private, intente a giocare la partita. Un match delicato e complesso. Con al centro la sostenibilità. Umana e sociale. “La nostra professione ha una doppia responsabilità, e penso all’inclusione e alla parità di genere, deve essere il più umana possibile” le parole di Marina Marinucci, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo. Se la cornice del XX Forum dell’informazione cattolica per la custodia del creato, la prima risposta è arrivata precisa: lo sport ha un dna che mette assieme inclusione, credibilità, inclusione e rispetto per il prossimo.
Nella sala del cinema dedicato a Ettore Scola, confronto e riflessione comune hanno avuto un bacino di carenaggio serio e trasparente. Un filo verde che sa di buono. “Abbiamo seguito l’agenda 2030 dell’Onu e
siamo il primo comitato allineato al Cio 2020+5 con al centro la sostenibilità ambientale e sociale” ha aggiunto Greta Barone, Human rights manager Milano-Cortina 2026. Tra le varie azioni, tutela dello
sport, lotta alla violenza, attenzione all’ambiente, riciclo, scelta dei fornitori. Walter Nerone, consigliere Ussi, con i saluti del presidente nazionale Gianfranco Coppola, ha rimarcato la sintonia dell’Unione stampa sportiva sui temi affrontati al convegno. Intermezzati dagli interventi in diretta di Radio Vaticana, i lavori hanno messo a nudo
diverse criticità sull’adesione agli argomenti al centro degli intreventi. “I principi di sostenibilità sono al centro delle nostre attività, con compiti di importazione e regolamentazione su scala nazionale” segnala Giampiero
Pastore, Istituto medicina e sport del Coni. Da qui, lo sguardo al mondo sportivo e agli argomenti che scomodano salute, benessere, tecnologia, acqua, natura, risorse naturali, sicurezza energetica, transazione
ecologica, politiche ambientali. Capitoli che necessitano di un Patto forte, continuo e credibile. Atti concreti che paiono prendere forma. Piacciono, tra le tante, le campagne del Comitato olimpico nazionale guidato da
Luciano Buonfiglio su “Plastica free” di Casa Italia, così come il concept “L’Italia che vince è sostenibile”. Con l’educazione al cambiamento che deve essere messa a terra rapidamente, a partire dalle scuole. Formare e
indirizzare i futuri cittadini è una delle scommesse da vincere quanto prima. Dunque, spazio alla messa a terra e ad azioni concrete. I protagonisti del Forum hanno remato con la determinazione giusta e puntuale. “Siamo qui per capire come e in che modo proseguire in tutte le sfide che devono accompagnare il progresso e lo sviluppo sociale” rilancia Alfonso Cauteruccio, presidente dell’associazione Greenaccord.
Per Gaetano Rizzo, presidente Ussi e Ucsi Sicilia, che ha portato i saluti del presidente nazionale Ucsi, Vincenzo Varagona, “l’etica sta alla base delle nostre associazioni e delle azioni che compiamo. Siamo attenti nella quotidianità all’approccio e alla promozione della sostenibilità nello sport. Uno stop? Due, il giornalista tifoso e gli aspetti finanziati non devono avere spazio nel nostro contesto. Noi abbiamo un solo padrone: il
lettore”. Insomma, idee, parole e progetti che piacciono. Con un’informazione e comunicazione responsabile. E, soprattutto, sostenibile. Come le linee guida enunciate da Rossana Ciuffetti, direttore della Scuola di Sport e salute: “Con le attività sportive possiamo andare verso le nuove generazioni e le famiglie. Penso anche al lavoro di rigenerazione dei territori, come Caivano e agli accordi con le Asl per la prevenzione. Movimentare il Paese, riattare parchi, spazi, campi fa parte della nostra mission. Serve un cambio culturale, dalle Federazioni ci
aspettiamo il risultato sportivo ma anche un supporto civile e sociale.
Non scordiamo che lo sport è anche divertimento. E quindi, benessere mentale”. L’assist per Giuseppina Dini, responsabile Sostenibilità di Sport e salute: “Su questo fronte il nostro è un cammino articolato. Siamo
passati dal business responsabile alla rendicontazione di sostenibilità.
L’intero sistema sportivo, per la nostra strategia, passa da Ambiente, Sociale e Governance. Puntiamo a educare gli sportivi e la formazione è affidata a tutor con competenze sportive e non solo”. Le dirigenti snocciolano slide con numeri incoraggianti: “Scuola attiva “ ha coinvolto dodicimila istituti con la promozione di stili di vita corretta e un contest su dieta e alimentazione corretta. Ma non solo. Sport e salute svolta anche sul fronte della riqualificazione delle aree disagiate. Oltre settanta scuole, con circa 130 progetti finanziati con 130 milioni di euro, hanno potuto recuperare spazi abbandonati. Insomma, un bilancio che non dispiace. A seguire, la scaletta di Greeaccord ripassa dal territorio.
Luciano Sammarone è il direttore del Parco: “Il connubio tra sport e aree protette è doveroso. Ma l’equilibrio è dinamico e delicato: la tutela e la conservazione dei 103 anni del Parco tengono conto dell’uomo, dell’habitat e delle specie protette”. Una realtà che richiede perizia e cultura. “Il Parco fa capo a 24 comuni, l’altitudine media è sui 1200 metri, nel 2019 abbiamo avuto un milioneseicentomila visitatori, nel 2023 sono stati il doppio. Lavoriamo sulle attività sportive ecocompatibili, ad esempio equitazione, mountain bike, escursionismo.
Una bici ha un impatto, venti ne hanno un altro”.







