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Stefano Pantano “Illumina” il XX Forum Greenaccord

Stefano Pantano “Illumina” il XX Forum Greenaccord

di Matteo Contessa

Stefano Pantano è uomo dalle tante vite, come i gatti. Campione di scherma, Direttore Tecnico
della disciplina nelle Fiamme Oro, commentatore tv per la Rai, danzatore a Ballando con le Stelle,
commentatore di calcio in una radio di Roma, testimonial di Sport e Salute, perfino calciatore nella
Nazionale Attori. “Il momento in cui finisce l’attività agonistica è il più critico per un atleta, perché
deve accedere ad un’altra vita e spesso non è preparato a reinventarsi. Io ho avuto la fortuna di
aver trovato senza neppure cercarle alcune opportunità che mi hanno permesso di attraversare
questa fase critica senza sentirne il peso”.
Nel suo palmares tre titoli mondiali a squadre nella spada, tre ori a squadre e un argento
individuale alle Universiadi, due ori in Coppa Europa e due titoli italiani, uno individuale e l’altro a
squadre. E inoltre due partecipazioni olimpiche, a Seul e Barcellona, con un quarto e un quinto
posto sempre a squadre. “Quello che mi brucia di più è il quarto posto di Seul. L’oro era
ampiamente alla nostra portata e invece siamo stati capaci di perdere per una sola stoccata una
semifinale già vinta e ancora per una stoccata abbiamo perso anche la medaglia di bronzo. Sono
passati quasi quarant’anni, ma ancora non riesco a darmi pace”.
Stefano Pantano è stato uno dei protagonisti alla prima giornata del XX Forum Greenaccord
dell’Informazione Cattolica a Pescasseroli. In una amabile chiacchierata con il Consigliere
Nazionale Ussi, Walter Nerone, Pantano si è lasciato andare a ricordi personali e considerazioni
sul ruolo che lo sport potrebbe avere per le nuove generazioni, quelle che vivono una realtà
virtuale sempre attaccate agli smartphone e che sempre più perdono contatto con la vita reale.
“Ho presenziato a dieci Olimpiadi: due le ho fatte da atleta e altre otto da commentatore tecnico
della scherma per la Rai (insieme al nostro collega Ussi Federico Calcagno, ndr). Ho esordito da
commentatore ad Atlanta nel ’96, raccontando le gesta della squadra della quale fino a poche
settimane prima facevo parte anch’io. Ho vissuto con un’emozione speciale la vittoria dell’oro
olimpico, quell’oro che invece a me era sfuggito nelle due edizioni precedenti”.
Nel suo saltellare da un ruolo all’altro, pochi giorni fa ha partecipato allo Stadio dei Marmi alla
commemorazione dei 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Il quale, oltre che poeta, scrittore,
regista e giornalista, nel 1971 fu il fondatore della Nazionale Attori di calcio. “Si allenavano
all’Acqua Acetosa, che sportivamente era casa mia. Pasolini e Ninetto Davoli mi invitarono a
giocare con loro, accettai e non ho più smesso. Con la Nazionale ho giocato a New York, Beirut,
Zanzibar, abbiamo sfilato nel corteo del Columbus Day. Bellissime esperienze”.
Da qualche anno è anche dentro “Illumina”, quella rete di testimonial di Sport e Salute che qualche
anno fa era nata con la definizione di Legends. “Mi ha coinvolto nel 2019 a Napoli, dove mi trovavo
per le Universiadi, Manuela Di Centa, mia amica e capitana delle Legends. Ho partecipato alla
campagna Sport nei Parchi e successivamente a Sport in Piazza. Ho provato sensazioni forti in
quelle occasioni. Ho un ricordo particolarmente piacevole di una tappa di Sport in Piazza, a
Genova. Un po’ fuori del nostro villaggio, su un muretto, c’era un gruppetto di ragazzi seduti.
All’inizio erano distratti, del tutto disinteressati a quello che accadeva a pochi metri da loro. Ma
poco alla volta iniziarono ad avvicinarsi e dopo mezz’ora erano tutti a divertirsi a provare le diverse
discipline sportive che avevamo portato in piazza. Sono stati la realizzazione plastica del
messaggio che la nostra iniziativa voleva portare: lo sport per tutti, per puro divertimento e non
necessariamente vincolato al perseguimento di obiettivi agonistici”.
Un messaggio che vale sempre, soprattutto se rivolto alle nuovissime generazioni che invece
hanno altre preferenze. “Sono perennemente immerse nei social, se ne stanno sempre più isolati e
questo mi spaventa tantissimo. Quando vanno in gita scolastica salgono sugli autobus ognuno si
estrania dagli altri e anche se devono comunicare con amici a pochi metri da loro lo fanno
attraverso i social e non direttamente. Qualche giorno fa ho partecipato a un evento con il Ministro
dello Sport, Abodi, che ha ricordato i ricreatori. Ha sottolineato l’importanza che avevano per
l’avviamento alla pratica sportiva, ma anche come centri di socialità. E ha insistito sulla necessità

di farli rivivere. Ecco, bisognerebbe ricrearne lo spirito. Perché i valori dello sport migliorano la vita
degli individui e rimangono sempre, anche se non si diventa campioni”.
E dato che il Forum di Pescasseroli parla di sport sostenibile (finanziariamente, per l’ambiente,
eticamente), la chiosa di Stefano Pantano è andata in questa direzione. “Mi piace fare sapere che
dalla scherma è partita una campagna chiamata ‘Eco Blade’. Consiste in una raccolta di tutte le
lame spezzate per riciclarle ricostruendo nuove lame da utilizzare sulle pedane di gara. Una
sostenibilità ambientale, ma anche economica, perché riciclare queste lame spezzate avrà
ovviamente anche un ritorno economico interessante”.

Stefano Pantano è uomo dalle tante vite, come i gatti. Campione di scherma, Direttore Tecnico
della disciplina nelle Fiamme Oro, commentatore tv per la Rai, danzatore a Ballando con le Stelle,
commentatore di calcio in una radio di Roma, testimonial di Sport e Salute, perfino calciatore nella
Nazionale Attori. “Il momento in cui finisce l’attività agonistica è il più critico per un atleta, perché
deve accedere ad un’altra vita e spesso non è preparato a reinventarsi. Io ho avuto la fortuna di
aver trovato senza neppure cercarle alcune opportunità che mi hanno permesso di attraversare
questa fase critica senza sentirne il peso”.
Nel suo palmares tre titoli mondiali a squadre nella spada, tre ori a squadre e un argento
individuale alle Universiadi, due ori in Coppa Europa e due titoli italiani, uno individuale e l’altro a
squadre. E inoltre due partecipazioni olimpiche, a Seul e Barcellona, con un quarto e un quinto
posto sempre a squadre. “Quello che mi brucia di più è il quarto posto di Seul. L’oro era
ampiamente alla nostra portata e invece siamo stati capaci di perdere per una sola stoccata una
semifinale già vinta e ancora per una stoccata abbiamo perso anche la medaglia di bronzo. Sono
passati quasi quarant’anni, ma ancora non riesco a darmi pace”.

Stefano Pantano è stato uno dei protagonisti alla prima giornata del Stefano Pantano è uomo dalle tante vite, come i gatti. Campione di scherma, Direttore Tecnico
della disciplina nelle Fiamme Oro, commentatore tv per la Rai, danzatore a Ballando con le Stelle,
commentatore di calcio in una radio di Roma, testimonial di Sport e Salute, perfino calciatore nella
Nazionale Attori. “Il momento in cui finisce l’attività agonistica è il più critico per un atleta, perché
deve accedere ad un’altra vita e spesso non è preparato a reinventarsi. Io ho avuto la fortuna di
aver trovato senza neppure cercarle alcune opportunità che mi hanno permesso di attraversare
questa fase critica senza sentirne il peso”.
Nel suo palmares tre titoli mondiali a squadre nella spada, tre ori a squadre e un argento
individuale alle Universiadi, due ori in Coppa Europa e due titoli italiani, uno individuale e l’altro a
squadre. E inoltre due partecipazioni olimpiche, a Seul e Barcellona, con un quarto e un quinto
posto sempre a squadre. “Quello che mi brucia di più è il quarto posto di Seul. L’oro era
ampiamente alla nostra portata e invece siamo stati capaci di perdere per una sola stoccata una
semifinale già vinta e ancora per una stoccata abbiamo perso anche la medaglia di bronzo. Sono
passati quasi quarant’anni, ma ancora non riesco a darmi pace”.
Stefano Pantano è stato uno dei protagonisti alla prima giornata del XX Forum Greenaccord
dell’Informazione Cattolica a Pescasseroli. In una amabile chiacchierata con il Consigliere
Nazionale Ussi, Walter Nerone, Pantano si è lasciato andare a ricordi personali e considerazioni
sul ruolo che lo sport potrebbe avere per le nuove generazioni, quelle che vivono una realtà
virtuale sempre attaccate agli smartphone e che sempre più perdono contatto con la vita reale.
“Ho presenziato a dieci Olimpiadi: due le ho fatte da atleta e altre otto da commentatore tecnico
della scherma per la Rai (insieme al nostro collega Ussi Federico Calcagno, ndr). Ho esordito da
commentatore ad Atlanta nel ’96, raccontando le gesta della squadra della quale fino a poche
settimane prima facevo parte anch’io. Ho vissuto con un’emozione speciale la vittoria dell’oro
olimpico, quell’oro che invece a me era sfuggito nelle due edizioni precedenti”.
Nel suo saltellare da un ruolo all’altro, pochi giorni fa ha partecipato allo Stadio dei Marmi alla
commemorazione dei 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Il quale, oltre che poeta, scrittore,
regista e giornalista, nel 1971 fu il fondatore della Nazionale Attori di calcio. “Si allenavano
all’Acqua Acetosa, che sportivamente era casa mia. Pasolini e Ninetto Davoli mi invitarono a
giocare con loro, accettai e non ho più smesso. Con la Nazionale ho giocato a New York, Beirut,
Zanzibar, abbiamo sfilato nel corteo del Columbus Day. Bellissime esperienze”.
Da qualche anno è anche dentro Illumina, quella rete di testimonial di Sport e Salute che qualche
anno fa era nata con la definizione di Legends. “Mi ha coinvolto nel 2019 a Napoli, dove mi trovavo
per le Universiadi, Manuela Di Centa, mia amica e capitana delle Legends. Ho partecipato alla
campagna Sport nei Parchi e successivamente a Sport in Piazza. Ho provato sensazioni forti in
quelle occasioni. Ho un ricordo particolarmente piacevole di una tappa di Sport in Piazza, a
Genova. Un po’ fuori del nostro villaggio, su un muretto, c’era un gruppetto di ragazzi seduti.
All’inizio erano distratti, del tutto disinteressati a quello che accadeva a pochi metri da loro. Ma
poco alla volta iniziarono ad avvicinarsi e dopo mezz’ora erano tutti a divertirsi a provare le diverse
discipline sportive che avevamo portato in piazza. Sono stati la realizzazione plastica del
messaggio che la nostra iniziativa voleva portare: lo sport per tutti, per puro divertimento e non
necessariamente vincolato al perseguimento di obiettivi agonistici”.
Un messaggio che vale sempre, soprattutto se rivolto alle nuovissime generazioni che invece
hanno altre preferenze. “Sono perennemente immerse nei social, se ne stanno sempre più isolati e
questo mi spaventa tantissimo. Quando vanno in gita scolastica salgono sugli autobus ognuno si
estrania dagli altri e anche se devono comunicare con amici a pochi metri da loro lo fanno
attraverso i social e non direttamente. Qualche giorno fa ho partecipato a un evento con il Ministro
dello Sport, Abodi, che ha ricordato i ricreatori. Ha sottolineato l’importanza che avevano per
l’avviamento alla pratica sportiva, ma anche come centri di socialità. E ha insistito sulla necessità

di farli rivivere. Ecco, bisognerebbe ricrearne lo spirito. Perché i valori dello sport migliorano la vita
degli individui e rimangono sempre, anche se non si diventa campioni”.
E dato che il Forum di Pescasseroli parla di sport sostenibile (finanziariamente, per l’ambiente,
eticamente), la chiosa di Stefano Pantano è andata in questa direzione. “Mi piace fare sapere che
dalla scherma è partita una campagna chiamata ‘Eco Blade’. Consiste in una raccolta di tutte le
lame spezzate per riciclarle ricostruendo nuove lame da utilizzare sulle pedane di gara. Una
sostenibilità ambientale, ma anche economica, perché riciclare queste lame spezzate avrà
ovviamente anche un ritorno economico interessante”.
dell’Informazione Cattolica a Pescasseroli. In una amabile chiacchierata con il Consigliere
Nazionale Ussi, Walter Nerone, Pantano si è lasciato andare a ricordi personali e considerazioni
sul ruolo che lo sport potrebbe avere per le nuove generazioni, quelle che vivono una realtà
virtuale sempre attaccate agli smartphone e che sempre più perdono contatto con la vita reale.
“Ho presenziato a dieci Olimpiadi: due le ho fatte da atleta e altre otto da commentatore tecnico
della scherma per la Rai (insieme al nostro collega Ussi Federico Calcagno, ndr). Ho esordito da
commentatore ad Atlanta nel ’96, raccontando le gesta della squadra della quale fino a poche
settimane prima facevo parte anch’io. Ho vissuto con un’emozione speciale la vittoria dell’oro
olimpico, quell’oro che invece a me era sfuggito nelle due edizioni precedenti”.
Nel suo saltellare da un ruolo all’altro, pochi giorni fa ha partecipato allo Stadio dei Marmi alla
commemorazione dei 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Il quale, oltre che poeta, scrittore,
regista e giornalista, nel 1971 fu il fondatore della Nazionale Attori di calcio. “Si allenavano
all’Acqua Acetosa, che sportivamente era casa mia. Pasolini e Ninetto Davoli mi invitarono a
giocare con loro, accettai e non ho più smesso. Con la Nazionale ho giocato a New York, Beirut,
Zanzibar, abbiamo sfilato nel corteo del Columbus Day. Bellissime esperienze”.
Da qualche anno è anche dentro Illumina, quella rete di testimonial di Sport e Salute che qualche
anno fa era nata con la definizione di Legends. “Mi ha coinvolto nel 2019 a Napoli, dove mi trovavo
per le Universiadi, Manuela Di Centa, mia amica e capitana delle Legends. Ho partecipato alla
campagna Sport nei Parchi e successivamente a Sport in Piazza. Ho provato sensazioni forti in
quelle occasioni. Ho un ricordo particolarmente piacevole di una tappa di Sport in Piazza, a
Genova. Un po’ fuori del nostro villaggio, su un muretto, c’era un gruppetto di ragazzi seduti.
All’inizio erano distratti, del tutto disinteressati a quello che accadeva a pochi metri da loro. Ma
poco alla volta iniziarono ad avvicinarsi e dopo mezz’ora erano tutti a divertirsi a provare le diverse
discipline sportive che avevamo portato in piazza. Sono stati la realizzazione plastica del
messaggio che la nostra iniziativa voleva portare: lo sport per tutti, per puro divertimento e non
necessariamente vincolato al perseguimento di obiettivi agonistici”.
Un messaggio che vale sempre, soprattutto se rivolto alle nuovissime generazioni che invece
hanno altre preferenze. “Sono perennemente immerse nei social, se ne stanno sempre più isolati e
questo mi spaventa tantissimo. Quando vanno in gita scolastica salgono sugli autobus ognuno si
estrania dagli altri e anche se devono comunicare con amici a pochi metri da loro lo fanno
attraverso i social e non direttamente. Qualche giorno fa ho partecipato a un evento con il Ministro
dello Sport, Abodi, che ha ricordato i ricreatori. Ha sottolineato l’importanza che avevano per
l’avviamento alla pratica sportiva, ma anche come centri di socialità. E ha insistito sulla necessità

di farli rivivere. Ecco, bisognerebbe ricrearne lo spirito. Perché i valori dello sport migliorano la vita
degli individui e rimangono sempre, anche se non si diventa campioni”.
E dato che il Forum di Pescasseroli parla di sport sostenibile (finanziariamente, per l’ambiente,
eticamente), la chiosa di Stefano Pantano è andata in questa direzione. “Mi piace fare sapere che
dalla scherma è partita una campagna chiamata ‘Eco Blade’. Consiste in una raccolta di tutte le
lame spezzate per riciclarle ricostruendo nuove lame da utilizzare sulle pedane di gara. Una
sostenibilità ambientale, ma anche economica, perché riciclare queste lame spezzate avrà
ovviamente anche un ritorno economico interessante”.

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