Il presidente dell’Ussi Calabria, Franco Pellicanò, in occasione di una cerimonia svoltasi presso la sede del Coni regionale, ha consegnato un artistico trofeo all’atleta azzurro Nino Barillà, pluricampione di Tiro a Volo nella specialità del “Double Trap”. Il 28enne ingegnere reggino, dopo avere conquistato il titolo individuale di vice-campione del mondo e l’oro a squadre a Granada, si è guadagnato con largo anticipo la “card” per partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Tra l’altro, nella classifica dell’International Shooting Sport Federation, il tiratore calabrese risulta il primo atleta italiano in assoluto, una posizione davvero prestigiosa se si considerano gli innumerevoli campioni che il Tiro a Volo italiano può vantare nella disciplina olimpica. La motivazione del riconoscimento recita: “A Nino Barillà, che ha tagliato traguardi prestigiosi e non solo nel Tiro a volo, con l’auspicio che la sua costante applicazione trovi culmine nel successo olimpico, I suoi memorabili trionfi sono già patrimonio della Calabria intera che lo accompagnerà trepidante nell’impegnativa prova di Rio de Janeiro 2016”.
Un ulteriore trofeo è stato consegnato, sempre a Nino Barillà, da parte del presidente del Coni Calabria, Maurizio Condipodero, a conferma della notevole attenzione che Ussi e Coni nutrono nei riguardi dei giovani atleti calabresi che riescono a conseguire prestigiosi e storici risultati in campo internazionale e nazionale.

Reggio Calabria celebra il goleador azzurro Paolo Rossi con una mostra che diventa racconto di un’epoca
Dai primi calci ad un pallone alla consacrazione internazionale l’esposizione dedicata all’indimenticabile “Pablito”si è trasformata in un vero atto di memoria collettiva per il popolo della città dello stretto.
L’evento, ospitato al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” ripercorre la vita e la carriera del campione del mondo 1982 attraverso cimeli, immagini, testimonianze e materiali originali, offrendo ai visitatori un viaggio emotivo e documentato nella storia di uno dei simboli più luminosi del calcio italiano.
A rendere l’inaugurazione ancora più significativa è stata la presenza di Giancarlo Antognoni, compagno di Rossi nella Nazionale di guidato da Enzo Bearzot e figura chiave di quel Mondiale che ha segnato un’intera generazione: “Non potevo mancare ad un evento così importante – ha sottolineato l’ex capitano della Fiorentina – Paolo Rossi è stato il ns leader, un’attaccante atipico che ha portato alla vittoria del terzo titolo mondiale l’Italia quando nessuno ci spera, ma noi eravamo certi che sarebbe diventano il leader indiscusso. Un plauso va a tutti noi, ventidue calciatori e l’intero staff azzurro”.





