Domenica 3 aprile a Palmi si è registrato un nuovo, paradossale episodio ai danni di un giornalista. Al collega Saverio Albanese, incaricato dal giornale per il quale scrive di seguire la partita di volley femminile tra la Golem di Palmi e la Informatica Trentino (serie A2 femminile), all’ingresso del palazzetto dello sport è stato negato l’accredito stampa di cui aveva sempre usufruito ed è stato intimato di pagare il biglietto. La motivazione data da un dirigente della Golem, per come lo stesso Saverio Albanese ha denunciato attraverso una nota comparsa sul “Quotidiano del Sud”, è davvero da lasciare allibiti: l’accredito era stato revocato perché Saverio Albanese avrebbe, nei suoi articoli, scritto cose che non piacciono ai dirigenti della Golem Palmi. Il fatto, al di là della sua marginale importanza pratica, è assai significativo perchè evidenzia un modo di pensare che fa a pugni con la correttezza, il rispetto dei ruoli, il rispetto per gli altri. La “punizione” inflitta a Saverio Albanese è da un lato ridicola e dall’altro inaccettabile.
L’Ordine dei Giornalisti della Calabria denuncia l’episodio come esempio negativo, come prevaricazione, come testimonianza di una mentalità “padronale” che non tiene conto dei diritti degli altri e che tende a considerare il lavoro dei giornalisti utile e apprezzabile solo se si evita di esprimere opinioni o se si valuta positivamente qualunque mossa del “padrone del vapore” di turno. L’Ordine dei Giornalisti della Calabria si augura che l’episodio sia stato frutto di un, pur deprecabile, errore di valutazione ed invita la Golem Palmi, che peraltro va apprezzata per la meritoria attività che porta avanti tra mille sacrifici, a prendere atto della caduta di stile ed a ristabilire con il collega Saverio Albanese il rapporto corretto che deve esserci tra dirigenti sportivi e giornalisti che seguono l’attività delle compagini impegnate nei vari campionati. Nella piena consapevolezza della rispettiva autonomia di valutazione e di giudizio.

Reggio Calabria celebra il goleador azzurro Paolo Rossi con una mostra che diventa racconto di un’epoca
Dai primi calci ad un pallone alla consacrazione internazionale l’esposizione dedicata all’indimenticabile “Pablito”si è trasformata in un vero atto di memoria collettiva per il popolo della città dello stretto.
L’evento, ospitato al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” ripercorre la vita e la carriera del campione del mondo 1982 attraverso cimeli, immagini, testimonianze e materiali originali, offrendo ai visitatori un viaggio emotivo e documentato nella storia di uno dei simboli più luminosi del calcio italiano.
A rendere l’inaugurazione ancora più significativa è stata la presenza di Giancarlo Antognoni, compagno di Rossi nella Nazionale di guidato da Enzo Bearzot e figura chiave di quel Mondiale che ha segnato un’intera generazione: “Non potevo mancare ad un evento così importante – ha sottolineato l’ex capitano della Fiorentina – Paolo Rossi è stato il ns leader, un’attaccante atipico che ha portato alla vittoria del terzo titolo mondiale l’Italia quando nessuno ci spera, ma noi eravamo certi che sarebbe diventano il leader indiscusso. Un plauso va a tutti noi, ventidue calciatori e l’intero staff azzurro”.





