E’ spirato sul campo, con la penna in mano. Il suo ultimo articolo per “Gazzetta del Sud”, il quotidiano che ha servito per quasi mezzo secolo, è uscito infatti il giorno del suo funerale. Riguardava i 70 anni della schedina Totocalcio.
Ci ha lasciati così Tonio Licordari, prestigiosa firma del giornalismo calabrese, presidente del gruppo regionale dell’Unione Stampa Sportiva per tantissimo tempo.
Serenamente e con grande consapevolezza combatteva da 18 mesi contro una malattia che non gli ha lasciato scampo.
Amici e colleghi hanno sperato fino all’ultimo nella possibilità che i medici del reparto di ematologia degli ospedali di Reggio Calabria, potessero compiere il miracolo. Il suo cuore generoso, invece, ha cessato di battere alla fine di una seduta di fisioterapia nella sua abitazione di Saline Joniche.
Aveva cominciato giovanissimo, nel 1965, come corrispondente da Bova Marina, ed aveva scalato meritamente diversi gradini nelle gerarchie del giornale : redattore ordinario, inviato, caposervizio delle pagine sportive, vice-caporedattore nella sede distaccata di Reggio Calabria. Oltre che presidente dell’Ussi Calabria è stato anche consigliere del sindacato giornalisti.
Una carriera vissuta tutta di corsa coniugando tanti valori e tanti amori : il lavoro, la famiglia, gli amici, il ciclismo, il calcio, la musica e lo spettacolo.
Era come un pianoforte sempre accordato. Saltava da un argomento all’altro, da uno sport all’altro, con una prosa piena di sprint e senza mai sbagliare un aggettivo.
Lo ricordiamo tutti con affetto straordinario. E siamo vicinissimi alla moglie Alba ed al figlio Natalino. A Tonio dobbiamo solo dire grazie per tutto quello ha fatto per nobilitare la professione, mettendola costantemente al servizio della società civile.

Reggio Calabria celebra il goleador azzurro Paolo Rossi con una mostra che diventa racconto di un’epoca
Dai primi calci ad un pallone alla consacrazione internazionale l’esposizione dedicata all’indimenticabile “Pablito”si è trasformata in un vero atto di memoria collettiva per il popolo della città dello stretto.
L’evento, ospitato al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” ripercorre la vita e la carriera del campione del mondo 1982 attraverso cimeli, immagini, testimonianze e materiali originali, offrendo ai visitatori un viaggio emotivo e documentato nella storia di uno dei simboli più luminosi del calcio italiano.
A rendere l’inaugurazione ancora più significativa è stata la presenza di Giancarlo Antognoni, compagno di Rossi nella Nazionale di guidato da Enzo Bearzot e figura chiave di quel Mondiale che ha segnato un’intera generazione: “Non potevo mancare ad un evento così importante – ha sottolineato l’ex capitano della Fiorentina – Paolo Rossi è stato il ns leader, un’attaccante atipico che ha portato alla vittoria del terzo titolo mondiale l’Italia quando nessuno ci spera, ma noi eravamo certi che sarebbe diventano il leader indiscusso. Un plauso va a tutti noi, ventidue calciatori e l’intero staff azzurro”.





