
di Gianfranco Coppola – Presidente USSI
Era di Imola, dove tutto è frutto di un’accelerata fatta con calcolo demoniaco. Officine al lavoro nella porta dell’Emilia sulla Romagna dove esiste uno storico club di motociclisti, all’inizio chiamato degli imolesi e poi Santerno Moto Club. Ha 100 anni. Storia, più che tradizione. E poi l’autodromo Dino Ferrari. Insomma, chi nasce lì ha la passione per i motori che esce nell’emocromo.
Se n’è andato Giancarlo Galavotti, che da Imola arrivò a Londra seguendo i camper della carovana del mondo dei motori, e cominciò a inviare corrispondenze dalla capitale britannica.
Non ci volle molto a Gino Palumbo, mitico direttore, per capire che il sornione “gala” era non solo un eccellente giornalista con la qualità di capire subito come raccontare da un paese senza avere la pretesa di conoscerlo meglio dei locali, e di capire quali aspetti potessero interessare i lettori. La “rosea” è da sempre nelle rassegne stampa del mondo ma quando hai una sentinella che gode dell’apprezzamento dei colleghi locali solitamente avversi a commenti che più che di parte definiscono di controparte parti con un punto in più nel ranking. A mercato aperto, fu lui a farci sapere come stavano gli italiani in casa dei maestri del football. Mai vezzoso, men che mai mieloso, per la sua serietà divenne riferimento per inglesi che dovevano venire in Italia e connazionali chiamati da club inglesi. Insomma, un autentico consigliere d’ambasciata del calcio. Aveva mille interessi ed andava ben oltre tabellino e cronaca, fu “appoggiato” alla Formula 1 e a Wimbledon – ricordo personale – prima di entrare nel tempio ironizzando sulle manie degli inglesi tra mise improbabili e riti da celebrare mi fece un bignami di cosa fare e cosa mai fare. Perfino la terza porzione di fragole e panna disse che era una cosa malvista.
Della cucina britannica naturalmente non aveva grande considerazione e neppure di quella italiana a Londra che spesso di tricolore aveva solo il nome ma non lo chef, almeno fino alle soglie del 2000. Sir Alex Ferguson lo elesse a suo giornalista preferito, facendo arrabbiare sia i colleghi dei tabloid con strillo d’obbligo, tipo The Sun, sia quelli più ligi al British style dei fogli più istituzionali, tipo The Guardian o The Telegraph.
Col passare degli anni era meno di casa a Londra, la sua seconda patria, e per amore scelse di andare a vivere in Thailandia il paese del sorriso. Si è a lungo fatto valere come fotografo di moda, entrando nella cultura di un paese avvolgente e da scoprire al di là del sentito dire. Come ha sempre fatto Giancarlo, cronista di razza espressione quanto mai azzeccata parlando di lui. Stile asciutto ma sempre con particolari sfuggiti ad altri o diciamo colti solo da lui. Il ricordo personale certamente incrocia il consenso di quanti lo hanno conosciuto. Lavorare al suo fianco, o parlare in momenti di svago, da Londra a Napoli in visite non rare, è stato un privilegio. Gala, te ne sei andato ma non te ne andrai definitivamente.



