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Addio a Rino Icardi, voce degli sport olimpici

Addio a Rino Icardi, voce degli sport olimpici

Un maestro, negli ultimi anni generosamente vicino ai ragazzi della scuola Rai di Ponte Felcino da docenti ai corsi per radio telecronisti e conduttori. Una carriera strepitosa esaltata su onde medie e in modulazione di frequenza da un timbro di voce caldo, avvolgente. Capacità organizzative altissime che non perdevano brillantezza neppure quando si esibiva da primo violino tipo le cerimonie olimpiche. Un addio carico di sentimento e di gratitudine per un autentico fuoriclasse nel racconto dello sport. (Gfc)

Rino Icardi con la famiglia

di Mimma Caligaris (da www.ilpiccolo.it)

ROMA – “Il mestiere di giornalista? E’ andare tra la gente riuscendone ad attraversare l’animo con umiltà e partecipazione“. Questo è stato, per tutta la vita, il modo di vivere la professione che Rino Icardi aveva scelto fin da ragazzo.

Classe 1937 (avrebbe compiuto 86 anni il 18 maggio), Rino si è spento oggi a Roma, dove viveva ormai da oltre sessant’anni.

Molto orgoglioso delle sue origini, “sono nato in via Schiavina numero uno, proprio al centro della città” era solito sottolineare, si era emzionato molto quando la città gli aveva assegnato il ‘Gagliaudo d’oro‘. La vocazione al giornalismo fu precoce, e da studente del liceo Plana fu  tra i fondatori  del ‘Raglio’, uno dei primi giornali studenteschi italiani. A 18 anni le prime collaborazioni con ‘La Gazzetta dello Sport‘, alla fine degli anni 50 l’ingresso in Rai, prima a Torino e poi a Milano, dove, nel 1960, contribuì alla nascita di “Tutto il calcio minuto per minuto“, trasmissione cult, che aveva ancora raccontato in occasione del 60°. Quel 10 gennaio 1960 c’era anche lui in studio, insieme a Roberto Bortoluzzi, Sandro Ciotti ed Enrico Ameri.

Lavorò al Gr2, diretto da Gustavo Selva, inviato in Vaticano pe l’elezione di Giovanni Paolo II. E il 2 agosto 1980 fu il primo a dare, al Gr2, la notizia della strage alla stazione di Bologna.

Nella sua lunga carriera molte edizioni del Giro d’Italia, degli Europei e dei Mondiali di calcio. L’ippica è stata  la sua grande passione, capace più di tutti  a raccontarla.

Alla sua famiglia, ai nipoti, colleghi e amici Claudio e Simona, le condoglianze e l’abbraccio della direzione e della redazione de Il Piccolo e del gruppo SoGed.

Poi Roma, la sua seconda città, anche se l’alessandrinità è sempre stata un tratto distintivo, spesso ricordata.

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