
di Gianni Merlo, presidente AIPS
Alla luce di quanto sta emergendo nelle ultime ore circa il futuro della FIFA e la sua possibile evoluzione o involuzione, ora è più chiaro il significato della telefonata di Trump a Infantino per togliere la squalifica al centravanti della nazionale statunitense alla vigilia della partita contro il Belgio.
DA FEDERAZIONE A IMPRESA – Il presidente statunitense era già entrato da tempo nel clima di quella che sarà, secondo i piani di Infantino, il braccio operativo e finanziario, FFE (FIFA Forward Enterprise) con il quartier generale in Florida, dove gli interessi particolari possono prevalere su quelli generali, se possono portare maggiori profitti.
LA COLONIZZAZIONE – La squadra degli USA nei quarti e poi magari in semifinale, sarebbe stata un sigillo perfetto per l’operazione futura e avrebbe dimostrato, che esiste un potere a stelle e strisce anche nel calcio. Non bisogna dimenticare che da tempo è partita una campagna di colonizzazione del calcio europeo. Sì, faccio l’esempio dell’Italia che ha 9 squadre su 20 con proprietà statunitense, pari al 45%, mentre in Premier League in UK, si sale al 55% con 11 su 20. Probabilmente si tratta di operazioni particolari e normali speculazioni finanziarie, che non hanno legami con il piano futuro della FIFA, però possono facilmente diventare in futuro strumentali ad esso.
LA PRATICA NORMALE – E’ normale che una federazione internazionale tenti di incassare il più possibile per poi dividere il denaro con le sue federazioni nazionali, ma anche il dovere di aiutare gli enti nazionali a capire come trovare anche localmente le risorse e questo talvolta non riesce, se gli aiuti arrivano a pioggia dalla casa madre. Il denaro facile e sicuro impigrisce la mente e quindi le iniziative mancano…
IL SUCCESSIO DA GESTIRE – La Coppa del Mondo in Messico, Canada e USA ha avuto un grandissimo successo, sia negli stadi che nelle audience televisive. Però questo successo non deve dare alla testa, ma aiutare l’azienda calcio a continuare a creare posti di lavoro e a portare una cultura corretta dello sport, che grazie alle sue regole lo ha portato ad arrivare a questi successi.
IL CALCIO NON E’ LA LOTTA – Il calcio non può diventare come l’American Wrestling, che dice chiaramente e onestamente che i suoi match sono una accattivante commedia muscolare e riesce ad incassare anche sulle scommesse sui match finti. Lo sport professionistico americano è un mondo a parte, interessantissimo, ma non può essere esportato senza creare scossoni etici, questo deve essere chiaro.




