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Abodi: uniti per lo Sport

Intervista di Gianfranco Coppola al Ministro per lo Sport e i Giovani

L’importanza del racconto dello sport, il ruolo strategico dell’informazione sportiva, elementi qualificanti di quello che si vuole considerare un impegno anche culturale, con l’annunciato e graditissimo ritorno dei Giochi della Gioventù dalla prossima… stagione scolastica.

Collaborazione è la parola d’ordine di Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, che nella sede del Dicastero a Roma ha ricevuto Gianfranco Coppola, presidente nazionale dell’Unione Stampa Sportiva Italiana.

Tanti i temi trattati: dalla necessità di una nuova scrittura delle norme che regolano l’operatività dello sport professionistico, alle grandi manifestazioni alle porte come le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, ma anche i Giochi del Mediterraneo 2026, fino alla candidatura per gli Europei di calcio del 2032.

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La nostalgia è vietata. Ma se il racconto con uso di memoria non serve per tornare indietro, suggerisce invece utili riflessioni. Perchè a distanza di 35 anni ovunque vada Corrado Ferlaino è sempre più benvoluto a Napoli? Sfreccia con la sua Mini e il piede destro pesante sull’acceleratore mentre come un Maradona alla rovescia della pedaliera raramente sollecita il freno, un sinistro a riposo. Va perfino a feste alla moda e balla felice, ancorché non perfettamente sincronizzato. Scende l’allegria e che fa. Sabato a Roma un altro tuffo nella memoria e in un tempo di uomini prima che di slot machines a capo ormai di organigrammi che neppure le Nazioni Unite ecco la storia di Andrea Arrica, il papà del leggendario scudetto del Cagliari del ’70. Quello di Giggi Riva o di Ricky Albertosi col ciuffo ribelle e un talento irripetibile. Ma quello di una terra brulla e stupenda che grazie alle imprese di una squadra rimasta unita fino alla fine dei giorni di ciascun protagonista ha vissuto riscatto, una strambata rispetto all’olegorafia di pastori, sequestratori, mare cristallino. Nel libro si racconta della squadra del cuore che Arrica plasmò con furbizia (“la volpe del Gallia” il soprannome affibbiatogli dall’allora ristretto stuolo di cronisti del calciomercato, da David Messina a Lionello Bianchi) ma anche con le regole d’onore che vigevano tra primattori della finanza e dell’impresa che parlavano in maniera semplice. E’ noto che l’acquisto di Albertosi e Brugnera dalla Fiorentina in cambio di Rizzo fu scritto su un tovagliolo, e lo stesso senza macchie d’unto fu depositato in Lega a garanzia prima dei documenti ufficiali.

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