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Il racconto dello sport mutilato

Il racconto dello sport mutilato

dal blog di Gianfranco Coppola – Presidente USSI

Obiettivo 2023 ritorno al lavoro senza paletti. Andare, annotare, raccontare. Facile, prima. Ora si va, si annota poco e male, si racconta anche solo per sentito dire. O sbirciato su profili social. Bello vedere Osimhen che va a salutare la bambina colpita con una pallonata o Federer abbracciare il raccattapalle diventato involontario bersaglio ma questo ruolo di guardoni non si addice ai giornalisti sportivi.

Passate le mai troppe celebrazioni per ricordare che 40 anni fa il giornalismo sportivo ha perso Beppe Viola, il fuoriclasse che parlava in tv con il ritmo e l’ironia dei suoi testi teatrali per gli allora rampanti cabarettisti del derby di Milano e ancora che 30 anni fa se ne andava il più popolare e anche bravo di tutti, quel Gianni Brera che fu vorace in carriera senza stare mai sotto una inarrivabile media per stile e concretezza, rimane ai giornalisti sportivi la voglia di riacciuffare il tempo volato via e che la pandemia ha reso assist a società e federazioni per blindare lo sport e renderlo spesso inaccessibile o comunque pilotato. Sono peggiorate le condizioni di lavoro nel calcio e negli sport vari o anche detti olimpici.

Permangono insopportabili paletti “insormontabili” spesso in un rimbalzo di responsabilità solo perché è comodo raccontare la propria verità. 

 Ussi come gruppo di specializzazione della FNSI, dunque attento alle regole per consentire le migliori condizioni di lavoro nel rispetto del più basilare diritto di cronaca, confermata la competenza per accertare lo status di fotografo sportivo degli istanti alla piattaforma fotografi e in collaborazione con Lega e OdG membro giudicante su atteggiamenti in contrasto col regolamento (tipo tempi di pubblicazione sui social)  ha chiesto – d’intesa con Ordine dei Giornalisti competente in materia – che per poter interloquire anche sugli atteggiamenti deontologici degli Uffici Stampa delle Società sia reso noto almeno un nominativo appartenente a Media Operations dei club ma, aldilà di rassicurazioni verbali, nulla è accaduto. 

Siccome non sono ahinoi rari gli episodi segnalati di conferenze stampa non lineari per brusche interruzioni o valutazioni unilaterali sulle domande, Ussi chiederà all’Ordine dei Giornalisti di reiterare a Lega Serie A la richiesta di un iscritto all’albo negli uffici comunicazione dei club pur comprendendo che la commistione stampa-marketing negli organigrammi delle aziende calcio a livello privato sia prevalente ma di fronte alla denominazione Media o Stampa è impensabile che di questi team di lavoro non faccia parte alcun giornalista iscritto all’Albo Nazionale. 

Infine abbiamo chiesto, come indicatoci da Lega Serie A, alla FIGC di aggiornare il protocollo e in occasione di un incontro a Roma coi responsabili Ufficio Stampa federale ci è stata inoltrata disposizione Uefa che ripristina senza se e senza ma la pienezza delle conferenze stampa post evento e la mixed zone che ancora non viene attuata a fronte di cifre sborsate da emittenti per diritti che oggi, alla luce di ogni restrizione per Covid, se non raccomandazioni al buon senso, è un diritto negato e peraltro pagato con bandi ufficiali. Un divieto che non ha più senso. 

L’auspicio per il 2023 è il pieno ritorno al lavoro e ad un confronto/rapporto corretto che si traduca in conferenze stampa non soggette a diktat e al raggiungimento degli obiettivi prima elencati. Ovviamente col rigoroso rispetto delle regole su ambedue i fronti. 

Il racconto dello sport dev’essere un’opportunità non negata non un claim. Il giornalismo sportivo, scritto- parlato – postato – per immagini, non può continuare a zigzagare tra diktat e avvertimenti. E’ questo che chiediamo coinvolgendo per “liaison morale” il Ministero dello Sport e il Governo col suo ramo per l’Editoria. 

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