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Il Salone dei Cinquecento abbraccia i nuovi premiati della Hall of Fame

Il Salone dei Cinquecento abbraccia i nuovi premiati della Hall of Fame

di Franco Vannini

Due edizioni in una: quella del 2021 e quella di quest’anno. Una cornice d’eccezione, qual è il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, per una cerimonia d’eccezione (nona e decima edizione). La Hall of Fame del calcio italiano ha dato il meglio di sé stessa premiando i migliori del nostro calcio dando vita così ad una giornata ricca si grandi emozioni. La manifestazione organizzata dal Museo del calcio di Coverciano e voluta fortemente dal presidente FIGC Gabriele Gravina,  ha avuto il concreto contributo dell’Unione Stampa Sportiva Italiana rappresentata per l’occasione dal consigliere nazionale Franco Vannini.

 “Per i giornalisti sportivi italiani – ha sottolineato in una nota il presidente Ussi Gianfranco Coppola, assente per altri impegni istituzionali – è un onore far parte attiva della giuria che ogni anno assegna questi premi. Compito certo non facile perché sarebbero davvero tanti i personaggi meritevoli di far parte del Hall of Fame. Purtroppo dobbiamo fare delle scelte con la consapevolezza di fare quindi del nostro meglio ma di scontentare qualcuno”.

“C’è voglia di vivere il calcio nel nostro Paese” ha sottolineato dal palco il presidente federale, Gabriele Gravina, che poi ha continuato: “Oggi è davvero una bella giornata, c’è il desiderio di stare insieme e di rivivere straordinarie esperienze, districandosi tra il tempo della memoria e quello dell’esistenza. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno permesso la riuscita di questo evento”.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha evidenziato lo stretto rapporto esistente tra il capoluogo toscano e il calcio italiano: “Sono molto contento che a Firenze ci sia la casa delle Nazionali italiane di calcio, Coverciano, e che in questo salone, della cui bellezza non ci si stanca mai, venga tenuta una cerimonia così prestigiosa come la Hall of Fame del calcio italiano”.

I premiati. Ad aprire la cerimonia sono stati i premi, per la categoria ‘allenatore’, dati a Carlo Mazzone e Antonio Conte. L’ex tecnico della Roma, “il perfetto mix del cavaliere senza macchia” – come indicato dalle motivazioni che lo hanno fatto entrare nella Hall of Fame – ha fatto arrivare la sua contentezza tramite le parole di Giovanni Galli, il portiere che lanciò nel ’77 in Serie A: “Un grande onore che mi riempie di gioia”.

 “Personalità” e “abnegazione” sono le parole che hanno invece accompagnato la motivazione che ha portato l’ex Ct Conte ad essere premiato: “Questo riconoscimento mi rende orgoglioso” ha sottolineato in un videomessaggio l’attuale allenatore del Tottenham.

“Voglio ringraziare il presidente Gravina, la FIGC e i giurati, che mi hanno permesso di essere nell’elenco di questi meravigliosi giocatori premiati”, ha commentato dal podio Zbigniew Boniek, entrato nella Hall of Fame (IX edizione) per la categoria ‘calciatore straniero’; così come Karl-Heinz Rumenigge (X edizione), “autentica leggenda del calcio europeo”, ha ricordato gli “anni bellissimi trascorsi in Italia”.

Sono entrate nella Hall of Fame, per la categoria ‘calciatrice italiana’, due pilastri della Nazionale femminile di Milena Bertolini, come Sara Gama e Barbara Bonansea. “Abbiamo fatto tanti sacrifici per far sentire la nostra voce come giocatrici” ha sottolineato la capitana delle Azzurre, mentre Barbara Bonansea ha evidenziato “l’onore di essere qui, insieme a così tanti campioni”.

Premiata anche un’altra autentica leggenda del calcio femminile italiano come Antonella Carta che, come gli altri premiati, ha portato un personale cimelio da donare al Museo del Calcio: nel suo caso, il pallone ufficiale del Mondiale femminile disputato nel 1999.

Per la categoria ‘dirigenti’, sono entrati due assoluti protagonisti del calcio italiano degli ultimi anni, come Antonio Percassi e Giovanni Sartori. Quest’ultimo ha consegnato, come cimeli per il Museo del Calcio, le maglie di due capitani storici -Gianpaolo Bellini e Sergio Pellissier – che hanno segnato la storia recente dei due club in cui ha operato dome dirigente, ovvero Atalanta e Chievo.

Andrea Pirlo e Alessandra Nesta, campioni del Mondo nel 2006 e protagonisti della storia azzurra, sono saliti sul podio del Salone dei Cinquecento, introdotti dai due presentatori della cerimonia, Pierluigi Pardo ed Eva Murati, e premiati – per la categoria ‘calciatore italiano’ – da un altro conoscitore di trionfi mondiali, come Marco Tardelli.

La voce del presidente della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, ha accompagnato il ricordo di Luigi Simoni, Armando Picchi, Romano Fogli, Fino Fini, Vujadin Boskov, Pietro Anastasi e Luigi Radice, a cui sono stati assegnati dei premi alla Memoria nelle ultime due edizioni della Hall of Fame. “Il Museo del Calcio – ha raccontato Marani – racchiude 122 anni di storia della Federazione, che passano attraverso la vittoria di quattro titoli mondiali e due europei. Ringrazio il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, per il sostegno al Museo; un luogo che accoglie e integra, guardando al passato ma progettando il suo futuro”.

Alberto Michelotti e Gianluca Rocchi sono entrati nella Hall of Fame nella categoria ‘arbitri’. Il designatore della CAN A e B, Gianluca Rocchi, ha ribadito come il ruolo che attualmente ricopre sia “più difficile di quello dell’arbitro…”.

Protagonisti del Mondiale di Spagna del 1982, Gabriele Oriali e Antonio Cabrini sono entrati nella ‘Hall of Fame del calcio italiano’ come ‘Veterani italiani’. “Far parte di quella formazione – ha commentato Oriali riferendosi a quella Coppa del Mondo vinta in terra iberica – era già un privilegio…. Bearzot non era solo un allenatore, ma anche un papà. Era un grandissimo conoscitore di calcio e ti metteva sempre nelle condizioni per poterti esprimere al meglio”. Cabrini ha ribadito la sua lunga carriera azzurra, da giocatore e da allenatore: “Cinquant’anni fa ho iniziato a frequentare Coverciano…”. Entrambi sono stati premiati dal Ct della Nazionale, Roberto Mancini, che con un pizzico di emozione ha raccontato: “Sono sempre stato un grande tifoso di quella Nazionale del 1982”.

La cerimonia si è conclusa con il ‘Premio Astori’ consegnato a Mattia Agnese, il giovane calciatore – già vincitore del FIFA Fair Play 2020 – che ha salvato la vita ad un avversario, dopo che quest’ultimo aveva avuto un malore sul terreno di gioco.

I premiati della decima edizione: Alessandro Nesta (Calciatore Italiano), Karl-Heinz Rummenigge (Calciatore Straniero), Antonio Conte (Allenatore), Gianluca Rocchi (Arbitro Italiano), Antonio Cabrini (Veterano Italiano), Barbara Bonansea (Calciatrice Italiana), Giovanni Sartori (Dirigente Italiano), Simon Kjær (Premio Astori), Antonella Carta. A Luigi Simoni, Armando Picchi, Romano Fogli, Fino Fini e Vujadin Boskov sono stati assegnati i premi alla Memoria.

I premiati della nona edizione: Andrea Pirlo (Calciatore Italiano), Zbigniew Boniek (Calciatore Straniero), Carlo Mazzone (Allenatore), Antonio Percassi (Dirigente italiano), Alberto Michelotti (Arbitro italiano), Gabriele Oriali (Veterano italiano), Sara Gama (Calciatrice Italiana), Pietro Anastasi e Luigi Radice (Premi alla Memoria), Romelu Lukaku e Mattia Agnese (Premio Astori).

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