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Mancini e Spalletti: finalmente l’ora della verità

Mancini e Spalletti: finalmente l’ora della verità

dal Blog di Gianfranco Coppola

I tribunali popolari non vanno mai in vacanza e si impegnano a stilare sentenze sui più disparati argomenti: 1) il calcio; 2) le coppie scoppiate meglio e vip; 3) la condizione di eterna giovinezza di star nuove e ahinoi anche vecchie senza distinzione di sesso. Le stagioni nel calcio sono ancora più frutto di meteoropatia umana rispetto ai flussi ormai sfuggenti della meteorologia intesa come scienza. Ripartono i campionati dopo l’ennesima tarantella tra i tribunali di ogni tipo, stavolta in particolare per la serie B e a cascata Lega Pro’ e via dicendo.

In guerra sono necessarie le bugie per vincerle, era la tesi di Winston Churcill ma sembra che in pochi giorni le varie ed eventuali si siano messe d’impegno per indurre i più a dire: di chi la colpa? Le bugie hanno le gambe corte e nel calcio i contratti modulabili o perlomeno interpretabili. Il che è una contraddizione laddove in due firmano ma le situazioni sono non catalogabili.

Il giro dei mister ora ex e dei ct ora mister che ha in Roberto Mancini e Luciano Spalletti i casi più clamorosi è la classica storia in cui giudicare è facile, e sbagliare il giudizio ancor di più in particolare se poco o nulla si sa di quanto abbia determinato lo spariglio del sistema solare delle panchine col ponte Roma-Riyadh passando per Coverciano e Napoli. Dopo aver assunto nei primi di agosto l’intera guida del settore tecnico della Figc, Roberto Mancini tra lo choc per la morte di Vialli e l’ingresso in staff di Gigi Buffon, si è visto piombare addosso le sirene dell’Arabia Saudita che dopo CR7 hanno incamerato Brozovic, Neymar e non ultimo Gabri Veiga per mostare al mondo che meritano in tandem con una federazione europea l’assegnazione dei mondiali del 2030. L’Italia era la partner scelta ma dopo il si della Lega serie A a 4 anni di Supercoppa la Figc ha fatto un passo indietro favorendo l’inserimento della Grecia, facendo arrabbiare la Fifa col presidente Infantino seccato per il flirt con Ceferin, presidente Uefa di cui Gravina è uno dei vice. Per Saudi Arabia tutto passa tra relazioni coi membri Fifa (un voto valgono tutti i paesi e gli inviti per i grandi evento come Super Liga spagnola e Supercoppa Italiana sono prassi tra Gedda e Riyadh) la Coppa d’Asia del 2027 e il valore del campionato nel Paese che tutti mettono all’indice a chiacchiere per i diritti umani ma in realtà offre cartellone di eventi di ogni tipo, non solo sportivi ma anche forum mondiali sull’ambiente etc in cui tranne che per le pailettes del pallone nessuno discute.

La verità è che si dovrebbe giudicare senza pregiudizi. Luciano Spalletti dirà le sue prime parole da ct sabato prossimo e dobbiamo credere che era vero che avrebbe desiderato un anno di riposo a Certaldo in famiglia. Del resto mai avrebbe immaginato un temporale d’agosto così tra Roma e Coverciano, Casa Italia. Ha convinto Gravina che pure ha rapporto urticante con De Laurentiis e ha evaso qualche occasione di stima verso lo Spalletti dominatore col Napoli salvo pensare che era l’uomo giusto, meglio del pur ottimo ct che è stato Antonio Conte. Il calcio è una bottiglia lasciata tra le onde. Contiene messaggi che nessuno forse mai leggerà. Ora gli avvocati stabiliranno se il “mai” in un altro club per un anno comprende anche la Nazionale che non è una società ma altro. E questo ha pensato Spalletti, forse addirittura più terrorizzato dall’idea di star fermo dopo l’ovviamente complicato rapporto con De Laurentiis che stimolato dall’occasionissima sogno di ogni allenatore: la Nazionale.

 Roby Mancini ha parlato di scelta personale. Non credo la spiegherà oggi a Riyadh dove pochi si scandalizzeranno per l’alto ingaggio. Un grande come calciatore, un grande come ct (un Europeo vinto e un mondiale non agganciato per la crisi di un calcio travolto da presenze straniere) un grande come garbo, stile, educazione, portamento. Non certo da crocifiggere ma si spera che un giorno aprirà il forziere dei suoi pensieri per far sapere la verità, nient’altro che la verità. In questo bailamme è il Governo del calcio tra la sempre impallinata Figc che con la sua struttura XXXXXXL autoproduce pasticci e la Lega serie A dove neanche in caschi blu dell’Onu saprebbero da dove cominciare per sedare arsenico e vecchi dispetti a non saper vivere un momento tranquillo.  

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