
di Alberto Bortolotti
La polistagionalità della riviera romagnola è un obiettivo, anzi quasi un fatto acquisito. E’ chiaro che nei mesi invernali, per quanto le temperature siano più accettabili che nella Pianura Padana, non si può usufruire dei servizi balneari, ma lo sport è da sempre una leva importantissima per consentire al turismo di svilupparsi
su 12 mesi: e nelle belle giornate si può giocare a calcio, a tennis, a golf all’aperto senza problemi. Come diceva l’ex Governatore Bonaccini (presente all’evento), l’Emilia-Romagna è l’unica regione italiana orizzontale, e perciò attrattrice di traffico per ragioni naturali: da lì devi passare per forza. Di solito le condizioni dell’hotellerie,
su una dimensione quantitativa media (tre stelle, per intenderci), sono di assoluta dignità e l’ospitalità romagnola un fatto acquisito: difficile, in pratica impossibile, che una ragazza o un ragazzo ospite di un collegiale si lamenti a casa per pulizia o standard gastronomico. Tutti fruitori che torneranno, a maggiore età compiuta, perché la leggenda di una terra “libertina” persiste nella memoria.
Ecco che Cervia, come comune, e Milano Marittima, come “frazione” con nome altisonante, salgono alla ribalta. Anzi, la consolidano: alla prima “traversa” (le strade che dal lungomare nord portano alla bellissima zona della pineta) ci sono già uno dei golf più belli e meglio gestiti d’Italia (Adriatic, 27 buche di eccellenza), il Circolo
Ippico Le Siepi e un circolo tennis che ospitò la Davis di Panatta e degli altri tre moschettieri: 700 ettari, con i campi da calcio in arrivo (nel rendering se ne vedono quattro, di cui due con tribune), di benessere sportivo. Lì sorgerà entro un tempo ragionevole – progetto da concludere, in ogni caso, entro l’anno – un centro federale
dedicato al pallone, benedetto in una cerimonia (si potrebbe dire scherzando che alla firma, pubblica, dei contratti, fatta dai rappresentanti di Comune, Regione, Figc, Lnd, Coni e Aics mancava solo la benedizione di Bruno Vespa: anche lui partì nella sua città, L’Aquila, con lo sport, per inciso), a fine aprile (stesso hotel dove più volte ha soggiornato Joey Saputo, Chairman del “nuovo” Bologna europeo), nella quale, come si usa in Romagna, si salutano i “nuovi” amici (in primis il Presidente FIGC Gravina, i suoi vice e il suo staff, ma anche il boss AIC Federico Calcagno) con tutti i membri del Pantheon calcistico delle terre ravennati, forlivesi, cesenati, sammarinesi e riminesi: Arrigo Sacchi, Alberto Zaccheroni, Davide Cassani – Presidente di APT regionale -, Lorenzo Minotti, Massimo Bonini, Massimo Agostini, Ruggiero Rizzitelli, Stefano Torrisi. Tutti visti e salutati, chissà quanti me ne dimentico. A officiare una coppia inedita ma molto in carattere con lo spirito della giornata: composta e conoscitrice della materia Simona Ventura, scoppiettante Alberto Mambelli, già vice di Tavecchio in Federcalcio, e organizzatore di memorabili “bandighe” (sta per banchetti, in pratica) nell’aia di sua proprietà, proprio nell’entroterra cervese. Ai bei dì, Sangiovese, piada e tagliatelle come se piovesse.
Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e Gabriele Gravina, presidente della Figc (a questa opportunità in Federcalcio tengono parecchio), hanno confessato di essere “stati conquistati dall’entusiasmo trasmesso dal sindaco Missiroli nell’illustrare il progetto”. D’altronde, come sottolineato dallo stesso
Gravina, “il turismo sportivo rappresenta la filiera del futuro”.

“Il progetto nasce da una riflessione semplice ma profonda – analizza il primo cittadino –. Cervia, in termini di spazi e natura, ha tantissimo da offri re. Non parliamo solo di spiagge estive, ma di territori immersi nella natura, e di un patrimonio ambientale straordinario che merita di essere vissuto tutto l’anno.
Abbiamo deciso di mettere insieme queste risorse, già esistenti ma spesso scollega te, vogliamo trasformare Cervia e Milano Marittima in luoghi vivi 12 mesi l’anno, dove natura, sport e turismo dialogano in modo intelligente e sostenibile. Sappiamo che la sfida della destagionalizzazione è cruciale per i territori come il nostro. Ma non basta più riempire i mesi vuoti: bisogna creare motivi ve ri per vivere il territorio tutto l’anno: credo che oggi più che mai, chi ha responsabili tà pubbliche debba farsi carico non solo dello sviluppo economico, ma anche del benessere collettivo – conclude Missiroli –. La Città dello Sport parla proprio di questo: di un modo di
vivere il territorio, in cui la qualità della vita e il rispetto per l’ambiente sono al centro”.

Soddisfatto Vito Tisci, Presidente del settore Sport Giovanile e Scolastico, “lo sport è gioco, divertimento e turismo. Gli impianti portano ricchezza”, sono le semplici ma efficaci parole di Cassani. Bruno Molea, presidente dell’Aics, ha ricordato che “è da 30 anni che portiamo manifestazioni sportive a Cervia”. Parole analoghe
dall’assessora regionale Roberta Frisoni, riminese, e dal presidente della Regione, Michele de Pascale, cervese. Con alle spalle la maglia della Nazionale indossata da Alex Del Piero (uno dei tanti memorabilia che saranno al centro di una mostra che si terrà dal 2 al 10 luglio alla sala Rubicone), de Pascale ha indicato come lo sport sia
strategico. “Quella delineata è un’opportunità. Perché o allunghiamo la stagione e lavoriamo per strutturarci o entriamo in crisi. Il progetto illustrato credo rappresenti la strada giusta da percorrere perché è un elemento che si innesta e mette in rete la Romagna per intercettare un flusso turistico che va a integrarsi con quello balneare,
che è il nostro modello storico e va rafforzato”; il Governatore intende evitare “in premessa” inopportuni “derby” tra le varie realtà romagnole: Rimini ha una Fiera funzionantissima, prima sviluppi quel segmento, non facciamoci concorrenza interna. Per il comparto politico/amministrativo, anche questo ha un peso.







