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SOS COVID PER SALVARE OLIMPIADI INVERNALI E MONDIALI IN QATAR

SOS COVID PER SALVARE OLIMPIADI INVERNALI E MONDIALI IN QATAR

C’è un ritorno al passato che angustia il mondo dello sport. E non solo, naturalmente. Si erano iscritti in 26.000 per partecipare alla maratona di Wuhan, la città simbolo del virus maledetto. Evidentemente la voglia di dare una risposta. Ma all’ultimo momento la gara è stata annullata per timore di pandemia. Cosa sta accadendo? Nell’europa dell’Est, oltre che nel Regno Unito, torna il lockdown: Romania e Lettonia sono black per 15 giorni, in Bielorussia manca l’ossigeno e la Bulgaria annuncia di dover portare i malati all’estero.  

 
Peraltro, l’episodio Wuhan scuote il Comitato Olimpico Internazionale con gli atleti pronti alle Olimpiadi Invernali di Pechino in preparazione. Nei piani alti a Losanna scatta di nuovo il livello di attenzione. In Italia i contagi aumentano sensibilmente ma sotto controllo ma non significa che anche il mondo dello sport non debba pensare subito a varare una cintura di protezione.
 
Che non deve significare tagli a spettatori, addetti ai lavori, ma innanzitutto rigoroso rispetto delle norme di sicurezza: RR, rigoroso rispetto. Ed è quanto troppo spesso non avviene. Scene da ammucchiata se ne vedono e per il lungo e sospirato tiro alla sigaretta o la mandorla da consumare ecco che le mascherine abbassate sono troppo abbassate a lungo. CIO e FIFA devono anche decidere subito se sarà obbligatorio il green pass e cioè le vaccinazioni o basterà il tampone per avere ingresso per partecipare o assistere. Non è un problema di poco conto se si considera che in molti paesi del mondo la quota vaccinati è ancora bassa, evidentemente troppo bassa.
 
I grandi eventi del prossimo anno sono appunto le Olimpiadi Invernali di Pechino ed i Mondiali di calcio in Qatar, con stadi al coperto e climatizzati per consentire ideali condizioni a calciatori e spettatori. E in questi giorni testimoni oculari come il presidente dell’Aips, l’associazione internazionale della stampa sportiva, Gianni Merlo, assicurano che si lavora affinchè sia tutto perfetto. E’ altrettanto noto che le federazioni dovranno stravolgere il calendario ma ormai tra calendari a coriandoli ed esigenze commerciali ci si sta lentamente abituando. Anzi, rapidamente. La FIFA Arab Cup 2021 sarà la decima edizione del torneo di calcio per squadre nazionali del mondo arabo; sarà la prima edizione con il marchio FIFA Arab Cup. Si svolgerà dal 30 novembre al 18 dicembre in Qatar, come preludio alla Coppa del Mondo FIFA 2022. La prima edizione della competizione si tenne in Libano nel 1963 sotto l’egida dell’UAFA, che organizzò la competizione dal 1963 al 2012 a cadenza variabile, per un totale di nove edizioni più due edizioni annullate (l’edizione del 1982 a causa della guerra del Libano e quella del 2009 per mancanza di sponsor). Durante la lunga interruzione verificatasi dal 1966 al 1985, il torneo fu rimpiazzato dalla Coppa della Palestina, di cui tre edizioni si giocarono negli anni ’70. L’edizione del 1992 fu parte integrante dei Giochi panarabi disputati in Siria. La nazionale che conta più vittorie nel torneo è l’Iraq con quattro edizioni vinte. “le uniche volte in cui sunniti, sciiti ed etnie varie sono scese in piazza assieme per festeggiare”, mi raccontarono giornalisti iracheni in visita a Roma presso Adn Kronos pcohi anni fa per un corso sul messaggio dello sport nel mondo. Un messaggio insostituibile. Prezioso.
Dal blog di Gianfranco Coppola

Presidente Ussi

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