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STORIE DI ATLETICA AL FEMMINILE ALL’ARENA DI MILANO

STORIE DI ATLETICA AL FEMMINILE ALL’ARENA DI MILANO

di Riccardo Signori

Milano, 27 aprile – Le antiche mura dell’Arena Civica di Milano stavolta raccontavano storie al femminile.  Storie di atletica in rosa, ma forse di tutto lo sport italiano al femminile. Il terzo convegno nel ricordo di Elio Trifari, giornalista che ha saputo leggere e raccontare ogni aspetto del mondo sportivo, era appunto intitolato: ”L’atletica leggera femminile ed Elio Trifari”. Parterre di grandi dame: Sara Simeoni e l’azzurra del ciclismo Morena Tartagni, Letizia Bertoni e Silvia Chersoni. E con loro Erminio Azzaro ed Ennio Preatoni, famosi protagonisti della nostra atletica. Il tema lo ha riassunto Sergio Giuntini, presidente di La CRO. S.S.(associazione  cronisti e storici dello sport) “Il protagonismo del movimento emancipazionista femminile” che poi diventa un processo dello sviluppo dello sport italiano. Sara Simeoni simbolo per tutti, stella cometa di uno sport al femminile che, con il suo salto mondiale a Brescia il 4 agosto 1978, ha creato davvero le basi per un salto in alto del mondo donna nel nostro sport: è stato un salto collettivo.

 Il convegno, organizzato dall’instancabile ed appassionata Giuliana Cassani, è stato aperto dalla parole di Diana De Marchi, presidente della commissione pari opportunità e diritti civili del Comune di Milano, dai saluti di Claudia Giordani, vicepresidente del Coni, Gianni Mauri, presidente di Fidal Lombardia, Gianni Merlo, presidente di Aips(associazione stampa sportiva internazionale) e Riccardo Signori, vicepresidente di Ussi e in rappresentanza del gruppo lombardo giornalisti sportivi (Glgs).

  Tre i relatori: Sergio Giuntini, Deborah Guazzoni narratrice storica di La CRO.S.S. e Fausto Narducci, giornalista che per tanti anni ha scritto di atletica e pugilato sulle pagine della Gazzetta dello sport. Giuntini ha ricapitolato i passi dell’atletica femminile ripescando ricordi di donne che hanno fatto storia. Valga il pensiero per Lidia Bongiovanni, indimenticata staffettista poi primo commissario tecnico dell’atletica femminile. E con lei le due medaglie d’argento a Londra 1948, le prime delle azzurre dell’atletica ai Giochi: Amelia Piccinini nel getto del peso e Edera Gentile-Cordiale nel lancio del disco. Infine il ricordo di Giuseppina Leone a Melbourne 1956: prima velocista italiana in finale. E visto che si era a Milano come non rammentare che a Busto Arsizio, il 25 settembre 1921, è stata organizzata  la prima manifestazione di atletica rosa grazie alla società “Pro Patria et Libertate” e, a Milano, il 6 maggio 1923 è nata la federazione italiana di atletica femminile presso la società “Forza e Coraggio”. 

  Deborah Guazzoni ha, invece, riportato i numerosi presenti all’atletica della nuova Era grazie alla “Simeoni, una sportiva controcorrente”. Ovvero all’esistenza di “uno sport femminile prima e dopo Sara” e di una primatista mondiale che, orgogliosamente, si raccontò così: ”Primatista con la A maiuscola di atletica al femminile”. Infine Fausto Narducci ha rievocato “Trifari, la Gazzetta e lo sport in…rosa” citando l’ultimo articolo dove si ricordava la sua avversione per Carl Lewis: raffinata analisi simbolo di pensiero originale e autorevole.

  Infine le famiglie di Marco Cassani, altro grande giornalista troppo presto scomparso, e di Elio Trifari hanno premiato i libri vincitori del “7° Premio Marco Cassani”. Sara Simeoni ha ricevuto la targa  per la sua autobiografia “Una vita in alto” scritta con Marco Franzelli. E Marco Giani, studioso dello sport femminile, per il libro: ”Capitane coraggiose. Sara Gama e Megan Rapinoe, due leader a confronto”.

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