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Un monumento per le vittime dell’Heysel a Torino

Un monumento per le vittime dell’Heysel a Torino

Di Luca Rolando

Torino ha ricordato la tragedia dell’Heysel con una commemorazione e un monumento dedicato alle vittime, a 41 anni dalla finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool nella quale 39 tifosi persero la vita sugli spalti dello stadio Heysel di Bruxelles. In mattinata si è tenuta la cerimonia della Juventus Fc nel memoriale ‘Altrove’ in strada della Continassa, inaugurato nel 2025 per il quarantennale della tragedia. Alle 18 è seguita la commemorazione pubblica con lo scoprimento del nuovo monumento dedicato alla tragedia, posizionato nella piazzetta intitolata proprio alle ‘Vittime dello stadio Heysel’, tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino.

La cerimonia si è aperta con il toccante momento della lettura dei nomi delle 39 vittime, 32 delle quali italiane. “Proprio in questi giorni – ha ricordato il sindaco Stefano Lo Russo – la data del 29 maggio è diventata ufficialmente Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Heysel e noi siamo qui oggi per ricordare le vittime innocenti di quella che doveva essere una serata di calcio e di festa e che invece si è trasformata in una tragedia che ha segnato per sempre il mondo dello sport. Questo sarà un luogo permanente in cui custodire il loro ricordo, stimolando, soprattutto tra le nuove generazioni, una riflessione sui valori più autentici dello sport”.

L’installazione, realizzata dalla Città di Torino grazie a un contributo di 100mila euro della Regione Piemonte, è una scultura alta cinque metri di acciaio Corten. Raffigura un grande cuore con la scritta ‘Heysel, +39, per non dimenticare’. Alla base è presente un piedistallo a forma di ‘Z’, richiamo al settore dello stadio in cui persero la vita i tifosi juventini.

29 maggio 1985. Bruxelles stadio Heysel finale di Coppa campioni Juventus-Liverpool. Organizzatore UEFA – Ordine pubblico autorità del Belgio. bestialità degli hooligans. Una tragedia. 39 persone hanno perso la vita vittime di una follia per una partita di calcio. Non sono state le prime e neppure le ultime. 39 vite spezzate in mondo assurdo. La foto è emblematica la disperazione del padre e la fine dei sogni del bambino nei due volti in primo piano. 41 anni e ancora ci sono incidenti, pestaggi, assurde connivenze in uno show business in cui anche la violenza ha un suo ruolo ben definito. Gli autori furono i criminali inglesi, le responsabilità della UEFA che diede l’autorizzazione e l’agibilità ad uno stadio che era fuori da ogni norma e regola. Una preghiera per chi ha perso la vita e un ricordo per Roberto Lorentini medico di Arezzo che prima di soccombere sotto la pressione della folla impazzita salvo vite. Alla luce di quello che si vede tutte le settimane ad ogni singola partita all’estero e in Italia sale il disgusto e un senso di rassegnanzione. Resta la compassione e la constatazione che si è fatto davvero troppo poco per cambiare.

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