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Un secolo di racconti dello sport

Un secolo di racconti dello sport

Emozioni e mestiere nella cerimonia curata da Aips e Ussi. Storie, luoghi, donne e uomini. Tra record e fallimenti. Narrazione di diritti e passione curata da Gianni Merlo e Gianfranco Coppola. Ospiti, celebrità e balletti nel gremito teatro Cagnoni di Vigevano

di Mario Frongia

Cento anni di luci, fatica, successi. Applausi e tripudio. Spesso, diritti negati. Donne e uomini su piste, piscine, stadi. Record e sconfitte. Nei cinque continenti. Alle loro spalle, da un secolo, i cronisti. Dello sport e di quel che lo circonda. Armati di biro, Olivetti, gettoni telefonici, dettature, dimafoni, pc, cellulari, iPad, social. Il tempo e lo scorrere dell’innovazione tecnologica. Al centro, sempre e comunque, storie di luoghi, competizione, confronto, ambizioni. Aips e Ussi spengono candeline d’orgoglio, amore e consapevolezza. Di un mondo che cambia, si ribalta, incrocia nuove strade, talvolta sconnesse e senza regole. Paesi senza democrazia, atlete e atleti vilipesi e in cerca di riscatto. Lo sport, sfida e scommessa. Sociale e civile, ancora prima che sul podio. Ecco una delle forti ragioni che hanno reso particolare la serata del centenario Aips nell’elegante teatro Cagnoni. Nel cuore di Vigevano, tra i velluti e il busto di Eleonora Duse, prima vera diva italiana del secondo millennio. Gianni Merlo e i suoi hanno fatto le cose per bene. Gianfranco Coppola, con la squadra Ussi, pure. Associazione internazionale e nazionale dei cronisti sportivi assieme in una sera che celebra il racconto dello sport e dei suoi protagonisti. La sala è stracolma e il pubblico è accolto in sala dal Nessun Dorma di Puccini su immagini di giornalismo sportivo. Sul palco, watt a palla, ritmi house e garbo musicale con una straordinario riadattamento di “Imagine” di John Lennon, volteggiano ragazze e ragazzi del corpo di ballo locale. Ovazione. Gianni e Gianfranco accelerano. Scorrono le clip dei cento anni di Aips. In bianco e nero. Ma le emozioni sono a colori. Vigevano vanta sette atleti olimpici. La pista in terra battuta dello stadio dedicato a Dante Merlo, padre del presidente mondiale eletto a Marrakech nel 2005, regala brividi. Tra i tanti, alcuni li svela un giornalista per immagini con pochi eguali, Sergio Calabrese. Si entra nel vivo. Il mosaico, con i volti dei cento giornalisti in erba di 137 nazioni allevati dall’Aips che griffano le Olimpiadi e i propri atleti in un centinaio di secondi, è la rotta: “Solo con i giovani, ai quali trasmettiamo serietà e passione, la nostra professione deve e può mantenere credibilità e reputazione” le parole di Gianni Merlo. “Come Ussi siamo soddisfatti di quel che siamo riusciti a fare. I progetti sono numerosi e stanno lievitando, anche nel rispetto dei temi tracciati da Sport e Salute. Adesso dobbiamo accelerare: con le Leghe tutto fila, meno con quella di serie A. Ma siamo all’opera e a breve saremo più stringenti” aggiunge Gianfranco Coppola. Preoccupante ma prevedibile la frase di Beppe Marotta, presidente dell’Inter, riportate nel corso del Consiglio dalla vice presidente Ussi, Mimma Calligaris: “L’80 per cento dei club vive e ha per obiettivo solo la salvaguardia dei diritti tv”. Amen. E siamo alla serata di gala. La lista dei premiati e dei premianti è di pregio. Si parte da Lucia Blini, Daila Dameno, Claudia Giordani, Gabriele Vietti, Rossella Buratti, Marco Riva, Carlo Rossanigo e Chiara Gobbato. Per il calcio femminile va il ct azzurro, Andrea Soncin. Si ripassa dai volti dei Giochi di Parigi, dove Aips è nata un secolo fa. Le immagini propongono il presidente Emmanuel Macron che riceve i cronisti guidati da Gianni Merlo. “La storia siamo noi” canta Francesco De Gregori. La storia del giornalismo sportivo è una storia che mette assieme speranze e obiettivi. Significativa la presenza del sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, che ha premiato il direttore di Rai Sport Iacopo Volpi “simbolo di un giornalismo sportivo fatto di competenza stile e in linea col ruolo del servizio pubblico”.

Nel ruolo di premianti anche i partner dell’evento, la Fondazione di Vigevano e Piacenza, Crédit Agricole e Allianz. E dopo l’applauso per il premio alla carriera a Volpi, Gianfranco Coppola coglie l’attimo. L’Ussi, il lavoro quotidiano, la tutela dei colleghi, il contatto con i gruppi regionali. Le idee a favore del coinvolgimento dei territori, delle scuole, dei disabili e dell’inclusione. La sala, con in testa i presidenti Fnsi e della Consulta dei presidenti Ussi, Vittorio Di Trapani e Mario Zaccaria, apprezza. “Il racconto dello sport ha una sua epica. Teniamola viva assieme” è il dna della professione. La narrazione dei campioni, coinvolge tra sudore e lacrime, ha l’apice con l’audio originale della sigla di Tutto il calcio minuto per minuto. Risuonano brandelli delle radiocronache di Ciotti, Carosio, Provenzali, Ameri. Ci sono tutti. La clip su Nicolò Carosio chiude il cerchio. Il presidente Ussi premia Tonino Raffa, altra voce Rai che non si scorda. Spunta una foto di un giovanissimo Adriano De Zan con Dante Merlo. Applaude mentre riceve applausi Alda Angrisani a capo della redazione di Milano di Rai Sport che è attesa dal lavoro per Milano-Cortina 2026. Su un filo mutante negli anni, e complesso su più fronti, dello sport narrato sul piccolo schermo, Lucia Blini per Mediaset mette in fila programmi e volti storici, da Raimondo Vianello a Sandro Piccinini e Maurizio Mosca. La tv a portata di mano. E di cittadino, da Pordenone a Caltanisetta. Bordata di applausi anche per Massimo Corcione, visione e concetti di pregio condotti sui principali network nazionali, da Rai Sport a Canale 5 e Sky. Sul tema riecheggiano le conduzioni della Domenica sportiva di Paolo Frajese e Alfredo Pigna. Gianfranco Coppola premia anche Nicola Roggero e Matteo Pacor, ai vertici di Sky e Discovery. A seguire, il plauso per Michele Corti, coordinatore dell’Annuario Ussi, e Andrea Varnier, amministratore delegato delle olimpiadi invernali che si svilupperanno nel 2026 tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Il balletto, sulle note dance di “Rumore” di Raffaella Carrà, scuote la sala. Flash di gruppo per chiudere. Con la sensazione di aver preso parte a un momento speciale. Il “Cagnani” è stato la casa della Duse, ha ospitato anche Giacomo Puccini e, attualmente, i grandi dell’arte teatrale contemporanea. In una serata da cappotto e sciarpa è stata la casa del giornalismo sportivo. Per dirla alla Rino Tommasi, bandiera di un mestiere che soffre, un punto da “circoletto rosso”.

La due giorni in casa AIPS con il presidente Gianni Merlo – meravigliosamente organizzata – conferma che c’è ancora grande fascino per il mestiere del giornalista sportivo che deve magari farsi conoscere meglio e far capire di più difficoltà e nuove frontiere a chi giudica senza forse sapere cosa c’è oltre una firma, un volto, una voce.

Foto di Carlo Pozzoni

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