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Orsato, un arbitro rivelazione

Orsato, un arbitro rivelazione

Rigido e quasi scontroso col fischietto in bocca, appassionato e comunicativo di fronte alla platea di giornalisti in aula magna. Daniele Orsato, arbitro internazionale dal 2007 designato per la finale di Coppa Italia fra Juventus e Lazio, è stato la grande rivelazione della seconda giornata del seminario “Il calcio e chi lo racconta” , tenutosi al Centro tecnico Figc di Coverciano.
Orsato ha ricordato le principali tappe dell’evoluzione dell’arbitraggio: dall’avvento delle bandierine elettroniche venti anni fa, all’introduzione degli auricolari nel 2007 e degli arbitri addizionali (o di porta) nel 2012, fino alla goal line technology, a partire dal prossimo campionato. “Avere una segnalazione dl gol sull’orologio allegerisce la pressione sull’arbitro, che oggi è un vero e propio regista di una squadra di sei persone in campo: oltre a lui, due assistenti, due arbitri di area e il quarto uomo, ciascuno con i propri compiti ben definiti. L’introduzione della goal line technology, per stabilire i casi di gol-non gol, non è una bocciatura degli arbitri di area, che con il passare del tempo sono diventati sempre più preziosi e hanno salvato decisioni sbagliate che stavano per essere prese dall’arbitro”.
Nonostante i cambiamenti introdotti dall’uso della tecnologia in campo e le difficoltà causate dalle modifiche interpretative alla regola del fuorigioco e del fallo di mano, Orsato ha ammesso che è molto migliorato il rapporto con i giocatori. E sugli errori comunicati in tempo reale in campo dalle panchine e dai giocatori Orsato è stato categorico: “Finché non fischio la fine della partita devo credere che le mie decisioni siano state corrette”.

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