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Vittorio Adorni, signore della bici e del giornalismo

Vittorio Adorni, signore della bici e del giornalismo

Vittorio Adorni

(fonte: giornalistaitalia.it)

PARMA – Funerali in forma privata per Vittorio Adorni, scomparso alla vigilia di Natale, all’ospedale di Parma, all’età di 85 anni. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dell’Emilia Romagna dal 9 maggio 1979, è stato uno dei più grandi campioni italiani di ciclismo di tutti i tempi.

Nato a San Lazzaro Parmense il 14 novembre 1937, è stato professionista dal 1961 al 1970 vincendo il Giro d’Italia nel 1965, il campionato del mondo su strada nel 1968, a Imola, dopo una epica fuga di 90 chilometri, e il campionato italiano 1969 sul Lungomare Matteotti di Reggio Calabria al termine dell’allora “classicissima del Sud”, ovvero il “Giro della Provincia”.
Dopo una brillante carriera tra i dilettanti, conquistando tra l’altro il titolo di campione italiano nell’inseguimento 1958, era approdato nel professionismo nel 1961. Un grande talento che ebbe, però, la sfortuna di gareggiare nell’epoca caratterizzata dagli epici duelli tra Felice Gimondi ed Eddy Merckx, del quale è stato compagno di squadra alla Faema. Nonostante ciò, riuscì a vincere 60 corse tra i professionisti e vestire per 19 giorni la maglia rosa al Giro d’Italia vincendo 11 tappe.
Un signore in bicicletta e nella vita, amato e apprezzato dai tifosi e dal pubblico che, nel corso delle interviste in tv, comprese subito che, appesa la bicicletta al chiodo, lo avrebbe rivisto nelle vesti di giornalista. In realtà, già nel 1965, durante il Giro d’Italia da lui vinto, Sergio Zavoli lo volle come opinionista fisso al Processo alla tappa. E nel 1968 Rai 2 gli affidò la conduzione del telequiz “Ciao mamma” assieme a Liana Orfei.

Elegante, competente, dotato di una straordinaria capacità di analisi e di sintesi, oltre che di una grande proprietà di linguaggio, Vittorio Adorni è considerato un precursore dei commentatori tecnici in tv. Professione che continuò a svolgere dopo il ritiro dalle corse, fatta eccezione per il periodo che lo vide impegnato nelle vesti di direttore sportivo prima della Salvarani e successivamente della Bianchi-Campagnolo.

È stato anche presidente del Consiglio del ciclismo professionistico all’interno dell’Unione Ciclistica Internazionale e, dal 2006 al 2009, assessore allo Sport del Comune di Parma.
Ad annunciare la scomparsa di Vittorio Adorni è stata Norma Gimondi, figlia di Felice: «Ciao Vittorio, salutami papà». «Una bella persona, veramente», sottolinea Antonio Boschi, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ricordando «un grande campione dello sport e un maestro di vita, che per 43 anni ha dato prestigio all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna».

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