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Allegri-Adani: “E se ognuno interpretasse il proprio ruolo?”. Intervento del presidente Ussi Luigi Ferrajolo

Allegri-Adani: “E se ognuno interpretasse il proprio ruolo?”. Intervento del presidente Ussi Luigi Ferrajolo

 di Luigi Ferrajolo, presidente USSI
Non è stato un grande spettacolo, anche se Allegri e Adani hanno involontariamente acceso un dopopartita noioso, in cui persino Spalletti aveva fatto il bravo ragazzo. A questo punto sarebbe perfino legittimo provare una certa soddisfazione, visto che questa volta se le sono dette tra loro, senza poter accusare i soliti giornalisti incauti o provocatori. Allegri, in verità, ha dei precedenti eccellenti, in passato si è inalberato anche per alcuni rilievi fatti da Arrigo Sacchi, che non ha vinto otto scudetti ma ha segnato un’epoca del calcio non solo italiano.
Il punto però è un altro. I nostri eroi della domenica non gradiscono rilievi, critiche, obiezioni, possono perdere tre a zero, ma hanno sempre ragione. Sky, e anche le altre televisioni, lo hanno capito e li accontentano affidando il dopo partita in prevalenza a ex calciatori o ex allenatori, inevitabilmente sodali, amici, tutti della stessa parrocchia. Il dopo partita da tempo è diventato un rito noioso e a volte inutile, difficile ascoltare un dibattito aperto, vivace e chi ci prova viene subito castigato. Invece si sprecano i convenevoli, i complimenti persino con chi ha appena perso la partita. Il clima è quello di vecchi amici al bar, poco ci manca che prendano tutti un bel the caldo, come dice Caressa. 
L’ex calciatore e l’ex tecnico hanno sicuramente un patrimonio di conoscenze importante e dunque è giusto utilizzarli in radio e tv come seconda voce, in aiuto al telecronista, per spiegare situazioni tattiche o di gioco. Altra cosa è affidare loro il ruolo di giornalista, perchè sotto questo aspetto sono incompetenti, svolgono un compito a loro estraneo, condizionato dal passato e dalle inevitabili amicizie nell’ambiente. Il giornalista fa domande e solleva critiche, per aiutare tutti a capire di più. L’ex calciatore, per quanto competente, si preoccupa soprattutto di non risultare sgradito a chi appartiene  al suo stesso mondo. 
Questo è il gioco, neppure tanto segreto, che Adani non ha capito. Lui studia, si impegna, fa il primo della classe e a volte appare saccente, accanto a docili manichini. Una cosa che deve risultare insopportabile per Allegri, che  con scarsa coerenza, da un lato sostiene che il calcio è la cosa più semplice, dall’altra che Adani non può parlarne perché legge libri e non ha mai allenato. A parte il fatto che qualche libro farebbe bene anche ad Allegri, per mettere le cose a posto, basterebbe poco: ridare a ciascuno il proprio ruolo. Fatte le debite eccezioni, gli ex calciatori non possono fare anche i giornalisti. Semplice, no?, come il calcio. 

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