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Di falsato non c’è certo lo scudetto del Napoli

Di falsato non c’è certo lo scudetto del Napoli

Foto www.sscnapoli.it

dal blog di Gianfranco Coppola – Presidente USSI

Biblismo del calcio. In quel tempo si disse che la Juventus aveva quasi embrionato Calciopoli per sanare la lotta interna alla famiglia: via Bettega, Giraudo e Moggi in rigoroso ordine alfabetico e via al nuovo corso con un Agnelli: Andrea. Ora il refrain si ripropone: lo scandalo plusvalenze è un intrigo del gruppo di famiglia in un interno con ramificazioni internazionali. 

 Insomma, via Andrea Agnelli e dentro nuova classe dirigente con Elkann in prima linea. In mezzo, posizioni e credibilità di Organi di Giustizia e la Uefa. Fin troppo noto che l’avvocato Ceferin presidente della Uefa non ha mai perdonato in particolare ad Agnelli di aver voluto creare il non ancora seppellito incubo SuperLega, una Confindustria europea con l’asse col Real Madrid portante per nuovi adepti. Sventato il golpe, da allora è scontro. E la recente promozione del presidente Figc Gabriele Gravina come vice presidente Uefa passa anche per l’intransigenza e le denunce della federazione italiana nei confronti del club bianconero. La penalizzazione del -15 nasce in via Allegri con una condanna addirittura superiore alla richiesta. Ma adesso è noto che il Collegio di Garanzia del Coni ha restituito i 15 punti alla Vecchia Signora, ribalzata terza in classifica e dunque in piena zona Champions che significa soldi e prestigio, e affidato la pratica spinosa e piena di cavilli giuridici alla Corte di Appello Federale. Nel caos la “estirpazione” dal lotto dei colpevoli di Pavel Nedved, consigliere tecnico della Juve, e l’ingresso nel poker di massimi indagati di Maurizio Arrivabene, ex ds Ferrari e all’epoca dei fatti estraneo o quasi alle malefatte bianconere, mentre nessuna assoluzione per Andrea Agnelli, Paratici e Cherubini quelli cioè che parlavano con club e procuratori, e ovviamente calciatori. Le colpe bianconere passano dalle plusvalenze ad accordi illeciti con operatori di mercato e società e le une non sono sempre conciliabili con le altre per punibilità. Insomma tra rimbalzi e società che come terze interessate potrebbero lamentare di aver subito danni dal tip tap della Giustizia Sportiva si rischia di avere una sentenza definitiva in tempi biblici. O utili per modellare il tutto tra graffi e cicatrizzante.  Intanto, una certezza: se è vero che la classifica ad elastico mai così rappresenta una novità, certamente la cima della graduatoria non ha nessuna contaminazione col pasticcio alle spalle. E dunque parlare di campionato falsato è una bugia. Non sarà uno scudetto figlio del primato del papocchio. 

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