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F1 Azerbaigian, vince Hamilton e Raikkonen è secondo fra polemiche e detriti in pista

F1 Azerbaigian, vince Hamilton e Raikkonen è secondo fra polemiche e detriti in pista

di Alberto Bortolotti, consigliere USSI
Al traguardo di Baku, Azerbaigian, ci sono due piloti che si sono sentiti beffati, altri due miracolati, altri due che han fatto “a cazzotti” in pista. E anche gli altri non sono stati comparse, in ordine di apparizione.
Di sicuro chi pensa, secondo uno stereotipo molto in voga, che la Formula 1 sia una gran palla, e che, le moto, quelle sì (dimenticando che la larghezza dei mezzi è la prima causa, positiva o negativa, di presenza o assenza di sorpassi), è uno che non ha visto le prime gare della stagione 2018. Ricapitolando: Lewis Hamilton, il vincitore, ha detto: “Ho vissuto un’esperienza umiliante”. Kimi Raikkonen, secondo: “Non è stata la più piacevole o divertente delle mie gare”. Sebastian Vettel, quarto, la prima vittima: “Sono molto arrabbiato”. Valtteri Bottas, l’altra vittima: “Ci vorranno dieci pinte di birra per superare questo momento doloroso” . Infine, sui due rissosi compagni di squadra, Ricciardo e Verstappen, vale il tweet scritto a caldo dal loro team, la Red Bull, dopo il loro incidente: “No words”. In ogni caso le loro bravate le dovranno poi spiegare alle maestranze della fabbrica, radunate per motoristiche Forche Caudine. E l’olandese è andato a punti solo due volte su quattro con zero podi.
Comunque senza la safety car del 40° giro, dovuta al regolamento di conti interno Red Bull, Vettel avrebbe intascato serenamente il terzo gran premio stagionale. Il fatto è accaduto mentre c’era Bottas in testa, che però avrebbe dovuto effettuare il pit stop, ma lo stesso finlandese – a due giri dalla fine – ha posato la sua vettura sui detriti del “botto” tra i due bibitari con conseguente esplosione. Prima ancora, alla ripartenza dalla safety car, Vettel aveva deciso di tentare il tutto per tutto, attuando un sorpasso impossibile e conseguente “lungo” in curva: così è scivolato dietro, superato da Raikkonen e Perez.
A lenire la delusione ferrarista il secondo posto di Raikkonen che, dopo aver sprecato la pole sabato, aveva rischiato di finire la corsa già alla prima curva, ritrovandosi in rotta di collisione con Ocon: gli è andata bene, mentre il francese della Force India ha dovuto ritirarsi, non prima di averne dette di cotte e di crude al finlandese. Onesto Hamilton, che ora potrà dire di aver vinto anche in Azerbaigian (gli mancava), passando a condurre la classifica piloti, ma che, con onestà, ha ammesso: “Ho emozioni contrastanti, meritava di vincere Valtteri, ho voluto dirglielo subito appena uscito dalla vettura, io ho sofferto molto in questo weekend” . Il finnico della Mercedes ha spiegato di non aver visto i detriti, ma a fare la voce grossa sono stati Toto Wolff, che ha definito l’accaduto “brutale ma, come dire, abbiamo pareggiato quel che era successo in Australia dove fu la Ferrari a guadagnarci dalla safety car”, e Niki Lauda che ha puntato il dito sugli azeri: “Perché non hanno ripulito il circuito correttamente? C’era così tanto tempo per farlo: è stato un disastro per Bottas”.
Comunque, prima di Barcellona, il 13 maggio, l’equilibrio Ferrari/Mercedes è alto, e in quattro gare ci sono stati tre vincitori diversi. In Catalogna molti team si presenteranno al gran ballo con “ vestiti’ nuovi. La sfida è solo all’inizio.

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