Marc Marquez si avvia quasi indisturbato a vincere il settimo mondiale in nove anni di carriera ad altissimo livello. Uniche due stagioni mancanti sono il 2011 e il 2015, per il resto un dominio totale, assoluto e senza appello. Avrà anche un brutto carattere, come ha sottolineato ieri il suo prossimo compagno di squadra Jorge Lorenzo, ma la cosa fondamentale è che è il più veloce. Senza ombra di dubbio. Valentino Rossi, ottavo, rivolge un nuovo appello a Yamaha, richiamando lo spirito di fine 2003 quando divenne un pilota della rinascente casa giapponese: “Ci sono delle similitudini, perché nel 2004 la Yamaha ha preso me, che ero il pilota più veloce, ma non solo. Con l’arrivo di Masao Furusawa hanno fatto un programma per cambiare molto quello che succedeva nel reparto corse. E’ stato un lavoro doppio: hanno preso il pilota campione del mondo, ma hanno deciso di fare anche dei cambiamenti abbastanza profondi. Per venire fuori da questa situazione, bisognerebbe fare lo stesso. Non credo che adesso ci siano dei problemi di piloti, perché sia io che Vinales siamo veloci e siamo forti, però bisognerebbe fare il resto” .
Ad Aragon Andrea Dovizioso negli ultimi giri le ha provate davvero tutte per difendersi dagli attacchi del 93, ma non ha potuto davvero nulla contro la foga agonistica di Marquez. Dopo quattro gare d’astinenza, tutte marchiate Ducati, il pilota di Cervera ha quindi conquistato la sua sesta vittoria stagionale, che vale come un tassello molto importante per il suo settimo titolo iridati, perché ora i punti di vantaggio su “Desmodovi” sono addirittura 72 a sole cinque gare dal termine.
A sorpresa, Marquez ha montato una gomma soft al posteriore, a differenza di Dovizioso, che invece aveva optato per due dure. L’unico risultato è stato quello di distanziare le due Suzuki di Andrea Iannone ed Alex Rins, autori di un’ottima prova.
A tre giri dal termine Marquez ha trovato il pertugio giusto, superato il ducatista e chiuso la partiita.
Giornata molto positiva per la Suzuki, che grazie al podio di Iannone e quarto posto di Alex Rins si è confermata terza forza anche qui dopo Misano.
Caduti Lorenzo e Cal Crutchlow il più bravo ad approfittarne è stato quindi Dani Pedrosa, che ha ritrovato la top 5 dopo un periodo profondamente negativo che aveva seguito l’annuncio del ritiro. Molto buona però anche la gara di Aleix Espargaro, che ha risollevato l’Aprilia dalle sabbie mobili con un sesto posto preziosissimo.
Domenica nera per la Yamaha: la M1 si è ritrovata ad essere addirittura la quinta forza in campo su questa pista e la migliore è stata quella di Valentino Rossi, che con l’ottavo posto alle spalle di Danilo Petrucci ha forse addirittura limitato i danni rispetto a quelle che erano le aspettative prima del via. Il “Dottore” ha così mantenuto il terzo posto nel Mondiale.
Disastrosa anche la prova del compagno Maverick Vinales, partito malissimo dalla quinta fila e alla fine decimo, alle spalle anche della Ducati di Jack Miller.
in Moto 2 Bagnaia, secondo, aumenta il vantaggio su Oliveira, solo settimo. Quanto a Moto 3 Martin, che vince, è a +13 su Bezzecchi, secondo in gara.