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World Sport Games: in Romagna al via i Giochi Mondiali Amatoriali

World Sport Games: in Romagna al via i Giochi Mondiali Amatoriali

di Alberto Bortolotti – Consigliere Nazionale USSI

Al sottoscritto, pur nella sua lunga vita professionale, non era mai capitato di vedere una cerimonia di apertura  di giochi sportivi sul modello “olimpico”. E assistere in Piazza Garibaldi a Cervia a quella dei World Sport Games, fatta di bandiere, inno, italianità e Tripode, cioè braciere, acceso – anche se la fiamma non veniva da Olimpia, ma magari dalle martoriate – ex alluvione – saline cervesi, risalenti peraltro al periodo etrusco – assicuro i lettori che è stato emozionante. 

Quattro giorni di sport, cinque di eventi culturali e sociali, oltre 5mila tra atleti, tecnici, allenatori e famiglie che si confronteranno su oltre 40 impianti sportivi dislocati su tutta la Romagna, tra ben sette città: Cervia, Cesena, Cesenatico, Forlì, Misano Adriatico, Ravenna e Riccione. Tutto questo sono i World Sports Games, Giochi mondiali amatoriali promossi da CSIT – Confederazione internazionale dello sport amatoriale e dei lavoratori – e organizzati qui in Italia da AiCS Associazione italiana cultura sport, tra i primi enti di promozione sportiva del Paese. A nemmeno 4 mesi dall’alluvione che ha sconvolto il territorio romagnolo, i WSG, che hanno cadenza biennale e tornano in Italia dopo 8 anni.

Lo sport al centro, quindi, ma non solo. I Giochi mondiali amatoriali che invadono pacificamente la Romagna non sono semplicemente un evento multisportivo, ma sociale e multiculturale. Organizzati in Italia dal comitato organizzatore Emilioc, guidato da AiCS, prevedono una totale presa in carico dei 5mila partecipanti, provenienti da ogni parte del mondo (numerosissimi i messicani). Dal loro arrivo in aeroporto, martedì 5, alla loro partenza, domenica 10, atleti e famigliari sono accolti dalla macchina organizzativa che propone loro, oltre ad allenamenti e gare sportive, anche gite turistiche, cene della tradizione romagnola, conviviali multietniche promosse dalle tante organizzazioni sportive internazionali membre di CSIT – dal Messico alla Tunisia, dal nord Europa all’Asia -, corsi di formazione (per giornalisti, certo), convegni e altro. 

E poi feste, tante feste, nella migliore tradizione della Riviera romagnola. Come il Festival europeo del Mamanet (che avrà il suo clou l’8 settembre a Cervia), sport pensato per agevolare i rapporti sociali tra donne, specie se mamme. Il valore al centro dei Giochi restano la socialità e il dialogo internazionale di pace.

Al centro, come detto, resta comunque lo sport. Oltre 30 le discipline sportive giocate: 23 campionati internazionali (dagli sport più popolari, come il calcio, la pallavolo, la ginnastica, a quelli più di nicchia, come bocce, scacchi, water basket e Mamanet, lo sport inclusivo per le mamme), e 13 esibizioni sportive delle organizzazioni partner – dal dodgeball al golf, dal Football americano alla pole sport e molto altro. Più di 40 gli impianti sportivi coinvolti, dallo Stadio del Nuoto “Italo Nicoletti” di Riccione all’Unieuro Arena di Forlì, dai campi di beach volley di Cesenatico e Cervia alle palestre scolastiche in riviera fino alle spiagge di Marina di Ravenna e al palazzo dello sport di Misano Adriatico. Inclusivi, ma anche green. I Giochi mondiali amatoriali 2023 mettono al centro dell’attenzione anche il rispetto ambientale.  

AICS resta un modello organizzativo, con un Presidente consolidato e uno staff efficiente che ha perfino considerato le condizioni di sole sulla piazza cervese, per evitare di mandare arrosto le autorità convenute, USSI ha già sperimentato positive condizioni di partnership nelle rispettive declinazioni sarde ricordando assieme la figura dello storico collega che non c’è più, voce di tennis e canottaggio, ovvero Giampiero Galeazzi. 

Tra le pieghe dell’evento, è emerso che pure Roma, poco dopo la rinuncia olimpica, aveva fatto l’occhiolino ai World Sport Games. La vicenda è terminata senza incominciare lasciando una scia di cavilli e ripicche. Ma questo è solo per dire che l’evento, se ben gestito, muove economia e socialità, tanto da interessare una grande Capitale. In fondo, è quello che chiediamo allo sport. 

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