Di Marco Bisacchi
Era un uomo d’altri tempi. Con una classe e uno stile tipico di quegli anni, nella Genova blucerchiata. Se n’è andato a 79 anni Luigi Sinesi, per tutti semplicemente “l’ingegnere”, una figura chiave della Samp d’oro di Paolo Mantovani – quella che giusto 30 anni fa conquistava uno storico scudetto – di cui fu amico e fidato collaboratore. Per la Sampdoria lavorò negli anni ’80 e ’90 come direttore delle relazioni esterne e il suo nome è legato soprattutto al torneo Ravano, torneo giovanile riservato ai bambini delle scuole elementari e considerato vero fiore all’occhiello della Samp di quei tempi (tant’è che ancora oggi la famiglia Mantovani, soprattutto con la figlia Ludovica, porta avanti la tradizione). Sinesi insieme a Baldo Nizzola e allo stesso Paolo Mantovani è stato il padre del torneo Ravano, che ha continuato a organizzare e seguire con la passione e l’entusiasmo di sempre, anno dopo anno. Un uomo innamorato della sua Sampdoria e del suo Ravano, sempre col sorriso e senza mai una parola di troppo. Figlio di un calcio che forse oggi non esiste più. Anzi, una parola buona se possibile l’Ingegnere la spendeva volentieri coi giovani cronisti: in fondo il torneo Ravano è stato – per tanti aspiranti giornalisti sportivi – una sorta di grande palestra, tra i collaboratori delle pagine sportive del Secolo Xix, del Lavoro-Repubblica e dello storico e ormai scomparso Corriere Mercantile. Già perché al Palasport della Fiera di Genova coi bambini a sfidarsi in campo di fronte a spalti gremiti di genitori e bambini festanti (che nostalgia pensando ai giorni nostri), c’era spazio anche per una mini tribuna stampa per i giornalisti in erba, una sorta di prova generale per le partite dei big allo stadio Ferraris. E naturalmente c’era sempre l’ingegner Sinesi. A controllare che tutto andasse bene, a verificare che anche il loro lavoro potesse andare avanti senza problemi. Senza fare distinzione tra i giornalisti più o meno quotati, perché in fondo al Ravano si respirava davvero quel clima di frattellanza e amicizia che proprio una persona come Sinesi riusciva a mantenere vivo un’edizione dopo l’altra. Con Luigi Sinesi se ne va una figura storica della Samp d’oro, e il fatto che la sua scomparsa arrivi proprio a poche settimane dal trentennale dello scudetto di Boskov, Vialli, Mancini e di quella meravigliosa squadra (19 maggio 1991) fa capire quanto sia sempre più lontana quell’epoca. Alla famiglia dell’Ingegnere le più sincere condoglianze dell’Ussi ligure e nazionale.
Da Annuariomediasport.it

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