nella foto: a dx, accanto al presidente Fip Petrucci, il Ct Sacchetti
(ANSA) – ROMA, 24 SET – D’accordo il desiderio di essere sempre connessi,
ma ci sono certi limiti che non vanno superati. A sottolinearlo, oggi nel
corso di un seminario organizzato da Ussi e Fip all’Acqua Acetosa, è stato
il ct della Nazionale di basket Romeo Sacchetti. Gli azzurri hanno ottenuto
due importantissime vittorie su Polonia e Ungheria nelle qualificazioni ai
Mondiali di Cina 2019, ma al tecnico non è andato giù il comportamento di
alcuni giocatori che hanno fatto uso del telefono cellulare nell’intervallo
di questi due match. Su questo Sacchetti non è disposto a ‘fare sconti’, e
infatti si è arrabbiato e ora si aspetta che la Fip prenda provvedimenti.
“I social network hanno cambiato la comunicazione, ma bisognerebbe avere un
rapporto diverso con il telefonino – ha detto il tecnico che a Sassari
vinse uno storico scudetto -. Dopo la nostra doppia vittoria contro Polonia
e Ungheria, mi hanno riferito che alcuni giocatori hanno usato il cellulare
nello spogliatoio tra primo e secondo tempo. Non esiste, non si può, mi
sono arrabbiato molto”. “Sui cellulari a tavola ho perso la battaglia – ha
aggiunto Sacchetti -: avevamo delle regole, ma poi vedevo i giocatori
usarli di nascosto durante il pranzo e allora meglio permetterne
l’utilizzo. Ma durante la partita, tra il primo e il secondo tempo, non è
possibile: questa battaglia non la perderò mai. Non siamo la Gestapo ma
così non va bene: ora vediamo cosa deciderà il presidente, magari togliamo
ai giocatori la diaria e la prendo io”. Non basta: “un giorno quando siamo
entrati in pullman eravamo in otto – ha raccontato il ct -, e tutti e otto
con la testa abbassata sul cellulare. L’unico che la teneva meno bassa era
un argentino (l’oriundo Filloy n.d.r.). Lo so, a volte dovrei parlare meno
ma io sono fatto in questo modo, se mi avete preso mi dovete tenere
così”.(ANSA).
*CLN*

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