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Per Gianni Brera l’Arcimatto

Per Gianni Brera l’Arcimatto

L’intervento del Vicepresidente Ussi Riccardo Signori

A seguito dell’evento di Milano, Arena Civica “Gianni Brera”, Sala Appiani, del 17 gennaio dedicato alla presentazione del libro “Per Gianni Brera l’Arcimatto” riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Raffaele Ciccarelli. Dopo i saluti istituzionali di Marco Bestetti (Comune di Milano), Carola Mangiarotti (Coni Lombardia), Riccardo Signori (USSI), Andrea Bienati (LIMEC), Alessandro Castelli (CUS Milano) e Sergio Giuntini (La CRO.S.S.), con un ritmo avvincente si sono susseguiti gli interventi dei curatori del libro Alberto Brambilla e Adalberto Scemma, dell’editrice Enza Di Giovanni (Edizioni Zerotre) e di alcuni co-autori: Paola Colaprisco, Mariella Gini, Lorenzo Longhi, Andrea Maietti e Claudio Rinaldi. Oltre al nostro Ciccarelli, presenti in sala firme prestigiose del giornalismo sportivo nazionale: Claudio Gregori, Fausto Narducci, Sergio Meda, Ennio Buongiovanni, Claudio Monti, Gabriele Tacchini, Filippo Grassia, Diego Sampaolo e  il deejay dei racconti di sport Fabio del Prete. Tra il pubblico numerosi tecnici e dirigenti sportivi tra i quali Giampiero Alberti, Giuseppe Guerini, la dirigenza della 5 Mulini con Pinuccio Gallo, Alberto Locatelli e Chiara Franzetti e l’inossidabile azzurro del decathlon Bruno Poserina che ha concluso con una preziosa testimonianza raccontando l’incontro con Gianni Brera durante una trasferta con la Nazionale italiana. 

di Raffaele Ciccarelli 

da Altroquotidiano.it e Corriere del Pallone

Gianni Brera è stato per il giornalismo sportivo italiano, senza inciampare nella blasfemia, il vate d’annunziano o il sommo poeta dantesco. A poco più di trent’anni dalla sua morte, non mancano nostalgici incanutiti della scrittura di gioanbrerafucarlo, ma anche studiosi, più o meno giovani, della sua varia umanità. L’occasione, per parlarne e anche confrontarsi, si è presentata in questi giorni per la presentazione di un nuovo libro che richiama, nel titolo, quella che forse è stata la sua rubrica più nota sul Guerin Sportivo, l’Arcimatto. Speciale, particolare e non casuale il luogo scelto per la presentazione, l’Arena Civica di Milano a lui dedicata, splendido teatro sportivo di antico retaggio, posta nel mezzo del Parco Sempione nei pressi del maestoso Castello Sforzesco, teatro di numerosi record mondiali di atletica, scenario preferito di Adolfo Consolini, stadio dove nel maggio del 1910 avrebbe disputato la sua prima partita la Nazionale italiana di calcio dando inizio ad un’avventura gloriosa, seppur tra gli altri e bassi recenti, e dove si sarebbe svolto il triangolare finale del campionato Alta Italia del 1945, che vide vincere i Vigili del Fuoco di La Spezia sul Grande Torino. Voluta e organizzata dalla La CRO.S.S., l’associazione dei cronisti e storici dello sport, con il patrocinio di Ussi, Comune di Milano, Coni, Limec e Cus Milano, moderata dal presidente La CRO.S.S. Sergio Giuntini, coadiuvato dalla preziosa organizzazione di Giuliana Cassani, la serata ha visto l’intervento dei curatori dell’opera, Alberto Brambilla e Adalberto Scemma, oltre che di altri autori, che hanno cercato di dare un quadro quanto più esaustivo possibile delle mille sfaccettature di Gianni Brera. Un punto di partenza, ovvio nella sua semplicità e nella sua logica, è che egli è stato un campione del mestiere di giornalismo ma non solo, riuscendo a creare un ponte tra sport e cultura in un mestiere, quello del giornalismo sportivo appunto, che ha mantenuto il suo percorso tra cronaca e epica. I vari autori che si sono succeduti, infine, hanno messo in luce vari lati di Brera, dal carattere burbero che spesso lo ha portato a tenzoni che sono andate anche oltre la schermaglia dialettica, alla passione per il cibo e per il vino, di cui aveva fatto un vero culto. Tutti particolari importanti e che hanno lasciato un segno, ma uno è stato messo particolarmente in risalto: quello della sua humanitas, che traspariva dai suoi scritti, in una forma di atipico verismo letterario, in un solco in cui la sua scrittura ha fatto da apripista, imitata ma ancora insuperata nella sua magnificenza.

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