
Ussi Veneto: presentato il libro di Carlo Cruccu
Tutto esaurito nella Sala Filarmonica del Comune di Camposampiero, in provincia di Padova, per la presentazione del libro “Vi do un Bellotto”, scritto dal segretario di Ussi Veneto Carlo Cruccu

Tutto esaurito nella Sala Filarmonica del Comune di Camposampiero, in provincia di Padova, per la presentazione del libro “Vi do un Bellotto”, scritto dal segretario di Ussi Veneto Carlo Cruccu

Non accade spesso che sul luogo di lavoro nasca un’amicizia irrinunciabile, uno di quei legami che ti accompagnano per la vita. Nelle redazioni succede ancor meno: sarà colpa della competizione eccessiva scatenata dal mestiere, dalla maledetta invidia che qualche volta arriva a divorarci, dalla irrefrenabile voglia di sorprendere tutti con la battuta fulminante che scava distanze incolmabili anche tra vicini di banco. Se riesci a far percorso netto in questa terribile gimkana, il premio è di valore inarrivabile. Trovare l’amicizia di Roberto Perrone è stata la ricchezza più preziosa che possa aver investito chi lo ha incrociato sul proprio cammino professionale.

La nostalgia è vietata. Ma se il racconto con uso di memoria non serve per tornare indietro, suggerisce invece utili riflessioni. Perchè a distanza di 35 anni ovunque vada Corrado Ferlaino è sempre più benvoluto a Napoli? Sfreccia con la sua Mini e il piede destro pesante sull’acceleratore mentre come un Maradona alla rovescia della pedaliera raramente sollecita il freno, un sinistro a riposo. Va perfino a feste alla moda e balla felice, ancorché non perfettamente sincronizzato. Scende l’allegria e che fa. Sabato a Roma un altro tuffo nella memoria e in un tempo di uomini prima che di slot machines a capo ormai di organigrammi che neppure le Nazioni Unite ecco la storia di Andrea Arrica, il papà del leggendario scudetto del Cagliari del ’70. Quello di Giggi Riva o di Ricky Albertosi col ciuffo ribelle e un talento irripetibile. Ma quello di una terra brulla e stupenda che grazie alle imprese di una squadra rimasta unita fino alla fine dei giorni di ciascun protagonista ha vissuto riscatto, una strambata rispetto all’olegorafia di pastori, sequestratori, mare cristallino. Nel libro si racconta della squadra del cuore che Arrica plasmò con furbizia (“la volpe del Gallia” il soprannome affibbiatogli dall’allora ristretto stuolo di cronisti del calciomercato, da David Messina a Lionello Bianchi) ma anche con le regole d’onore che vigevano tra primattori della finanza e dell’impresa che parlavano in maniera semplice. E’ noto che l’acquisto di Albertosi e Brugnera dalla Fiorentina in cambio di Rizzo fu scritto su un tovagliolo, e lo stesso senza macchie d’unto fu depositato in Lega a garanzia prima dei documenti ufficiali.

Mai banale. Ogni pezzo un qualcosa di speciale. Amante della vita e dei suoi racconti, legati allo sport come chiaramente raccontano i suoi libri a partire dal primo dedicato a Zamora che fu più di un portiere di calcio. Un vanto per il giornalismo sportivo che è il settore se non più difficile certamente il più osservato e discusso dalla gente. Addio, Roberto. Crudele tie-break a sfavore ma lasci un ricordo stupendo.

Questa mattina la morte di Carlo Tavecchio. L’ex Presidente FIGC aveva 79 anni. Tra i suoi incarichi, è stato anche presidente della Lega Nazionale Dilettanti

L’architetto del tricolore del ’70, il Cagliari dei sei nazionali con Rombo di tuono a scolpire gli almanacchi del calcio. A Roma il volume su